Rocca Sforzesca di Soncino - complesso

Soncino (CR)

Indirizzo: Via Antica Rocca (Nel centro abitato, in posizione dominante) - Soncino (CR)

Tipologia generale: architettura fortificata

Tipologia specifica: castello

Configurazione strutturale: La rocca, di forma quadrata, comprende quattro torri: tre di pianta quadrata ed una circolare. Un imponente rivellino protegge l'ingresso. La struttura, realizzata interamente in laterizio, presenta spesse cortine murarie, sulla sommità delle quali si innesta un camminamento di ronda

Epoca di costruzione: sec. XV

Autori: Gavazzi, Serafino, progetto; Gadio, Bartolomeo, progetto; Beltrami, Luca, rimaneggiamento

Descrizione

La rocca, sorta nell'angolo sud occidentale della cerchia muraria del borgo, ha impianto sostanzialmente quadrato, con tre grandi torri quadrate e una - quella coincidente con il vecchio torrione d'angolo delle mura - cilindrica con doppio apparato a sporgere: soluzione rarissima che dà all'edificio una connotazione unica. L'ingresso è protetto da un imponente rivellino in cui portone d'ingresso è disposto a 90 gradi rispetto a quello della rocca, così da costringere un eventuale avversario a ruotare la propria direttrice d'attacco, esponendo il fianco. Tutte le torri, salvo una, che al livello del cammino di ronda ospitava l'alloggia del castellano, sono del tipo passante, così che la guarnigione potesse spostarsi rapidamente da un punto all'altro lungo un percorso a livello e senza interruzioni. L'apparato a sporgere è utilizzato in maniera sistematica lungo tutto il perimetro. L'insieme è forse più arretrato delle contemporanee rocche romagnole, ma è certo una delle migliori espressioni di quell'architettura di transizione che negli ultimi decenni del XV secolo cercava di aggiornare gli edifici militari senza peraltro ancora arrivare a quel completo ripensamento che avrebbe condotto alla nascita dell'architettura bastionata.

Notizie storiche

La rocca di Soncino è probabilmente il più importante, oltre che trai più noti, edifici fortificati della provincia di Cremona. Il suo valore storico e documentario assume infatti rilievo nazionale.
La città assunse nella seconda metà del Quattrocento un ruolo difensivo molto importante per la sua posizione in prossimità dell'Oglio, fiume che in quell'epoca veniva a costituire la linea naturale di difesa dei confini orientali del Ducato di Milano nei confronti della Repubblica Veneta.
Per le suddette ragioni Francesco Sforza, nel 1460, aggiunge una serie di torrioni cilindrici alla cintura murata medioevale, mentre circa un decennio dopo, nel 1473, Galeazzo Maria Sforza dà avvio alla costruzione della rocca, la quale è da annoverarsi oggi tra le più importanti e meglio conservate della Lombardia.
Essa è infatti espressione del nuovo tipo di fortilizio, dai caratteri esclusivamente militari e dall'impianto concepito per fronteggiare le armi da fuoco, che si va ormai affermando in Italia nello scorcio del Quattrocento.
Il tipo della rocca si distingue da quello del castello medievale, oltre che per il suo scopo esclusivamente militare, senza concessioni all'aspetto residenziale, per connotazioni architettoniche e difensive nuove: spesse muraglie, bassi torrioni, imponente rivellino, profondi fossati, sistematico impiego dell'apparato a sporgere.
Alla realizzazione della rocca di Soncino hanno lavorato alcuni degli architetti militari più famosi del periodo sforzesco, come Serafino Gavazzi, Bartolomeo Gadio e Danesio Maineri, diretto e attivissimo collaboratore dello stesso Gadio.
Passata, dopo la caduta degli Sforza, in mano ai Veneziani, ai Francesi e poi agli Spagnoli, la rocca subì adattamenti e rimaneggiamenti fino all'Ottocento inoltrato; infine, dopo essere stata utilizzata per lungo tempo come magazzino, venne ceduta nel 1876 dagli Stampa, suoi ultimi proprietari, al Comune di Soncino.
Nel 1896 ne ha inizio, ad opera dell'architetto Luca Beltrami, il restauro: che, intrapreso con il metodo "storico", del quale il Beltrami stesso fu il massimo esponente e caposcuola, consentirà di riportare il fortilizio a quella unità di architettura e a quella immagine originaria che le aggiunte e il degrado dei secoli- avevano pesantemente svisato.
Destinata soprattutto a museo di sé medesima, ospita da vari anni anche la locale Scuola di artigianato e d'arte, i cui allievi hanno ricostruito e posto in funzione, nel 1957, il ponte levatoio dell'ingresso occidentale del rivellino. Importanti e opportuni lavori di manutenzione e di restauro sono stati ulteriormente intrapresi nel 1976, su progetto degli architetti Antonio Faranda e Gianni Perbellini, con interventi di consolidamento delle cortine murarie aggredite da vegetazione infestante e di riordino dei fossati, nel quadro di un più vasto programma di salvaguardia e di recupero del monumento, anche a livello urbanistico e ambientale, e nell'ambito del piano di valorizzazione e di conservazione dell'antico centro di Soncino. Ulteriori lavori di ripristino dell'incamiciatura e della merlatura sul lato orientale sono stati effettuati negli anni Ottanta.
Ottima è oggi la conservazione e valorizzazione dell'edificio, perno storico del centro urbano. La rocca, aperta alla fruizione pubblica e ad attività culturali varie, gode della costante attenzione dell'Amministrazione comunale che vi ha intrapreso in questi ultimi anni ulteriori opere di consolidamento e di restauro.

Uso attuale: intero bene: museale

Uso storico: intero bene: difensivo

Condizione giuridica: proprietà Ente pubblico territoriale

Riferimenti bibliografici

Conti F./ Hybsch V./ Vincenti A., I castelli della Lombardia, Novara 1992, v. III p. 76

Lombardia, Lombardia, Milano 2005, p. 882

Credits

Compilatore: Carabelli, R. (1999)

Compilazione testi: Conti, Flavio

Responsabile scientifico testi: Conti Flavio

Fotografie: Ardiani, Paolo

Ultima modifica scheda: 13/06/2017

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