Chiesa di S. Tommaso Becket - complesso

Dervio (LC)

Indirizzo: Piazza Giuseppe Garibaldi (Nel centro abitato, distinguibile dal contesto) - Corenno Plinio, Dervio (LC)

Tipologia generale: architettura religiosa e rituale

Tipologia specifica: chiesa

Configurazione strutturale: E' appoggiata al lato sud del Castello. In facciata, ai lati del portale d'ingresso le arche degli Andreani. L'edificio si presenta con fronte a capanna rasato ad intonaco con portale in serizzo lavorato, un oculo centrale affiancato da finstre a quarto di cerchio. Le murature perimetrali sono in pietra a spacco irregolare rasata con intonaco rustico. Nei paramenti murari compaiono frammenti eseguiti a corsi regolari con pietre squadrate in sasso di Moltrasio o nero di Varenna. L'interno si presenta ad aula con due cappelle laterali, questa è scandita da archi traversi a sesto ribassato su cui poggiano le volte realizzate tramite intersezione tra una volta a botte ed una volta a crociera; presbiterio con copertura a cupola emisferica. Sul fianco destro del prospetto principale si erge il campanile in pietra a pianta quadrata.

Epoca di costruzione: fine sec. XIII - metà sec. XIV

Comprende

Descrizione

Sul sagrato della chiesa si elevano i tre monumenti funebri appartenenti agli Andreani, l'antica famiglia feudataria del luogo. Due sono addossati ai lati del portale, mentre il terzo al vicino castello comitale. Il monumento di destra è costituito da un imponente sarcofago su cui poggia una struttura dalla volta a botte con copertura a spioventi. L'imponenza dell'edicola è mitigata dalle colonnine binate, ornate da eleganti capitelli con foglie a crochet e testine, su cui si imposta l'arco a sesto acuto che presenta nella serraglia una formella con Cristo benedicente. Sulla parete di fondo è murata una lapide che attesta la sepoltura di Giovanni Maria Andreani, ultimo esponente della famiglia ad esservi tumulato, nel 1774. Il monumento, caratterizzato dall'alternanza di conci marmorei bianchi e neri, per la grevità dell'impostazione e la semplicità nella decorazione, è sicuramente il più antico dei tre. Anche se finora nessun supporto documentario ha contribuito alla formulazione di una data precisa, ritengo che sia plausibile collocarlo alla fine del XIII secolo, magari come tomba di Jacomo Andrea Andreani, la cui investitura, voluta da Ottone Visconti, avvenne nel 1271.
Sul lato sinistro del portale la seconda tomba, è decisamente più complessa per quel che concerne la decorazione. Presenta infatti oltre alle formelle con gli stemmi gentilizi e Cristo sul fronte, nell'arco ogivale un raffinato motivo a traforo, negli acroteri del tetto tre statue con l'Angelo e la Vergine Annunciata, il Crocifisso. Le colonnine binate sono qui sostenute da un Leone e da un Bue, simboli degli evangelisti Marco e Luca, mentre i due rimanenti (Angelo e Aquila) sono scolpiti in formelle poste ai lati interni dell'edicola. Anche il fronte del sarcofago è ornato da riquadri.
La terza arca, che originariamente si trovava in chiesa, subì alcuni restauri nel 1771. Un semplice basamento marmoreo a fasce bianche e nere sorregge due coppie di colonnine con capitelli a crochet, che sostengono a loro volta il sarcofago con scolpiti i simboli degli evangelisti. Nella guglia centrale, ornata dai tipici gattoni, è scolpito Cristo e lo stemma degli Andreani affiancato da due decorazioni con "green man". Il monumento, caratterizzato da un accentuato decorativismo, presenta un'iscrizione sul fronte e sul lato destro dell'urna che risulta così eseguita nel 1371 per Balzaro Andreani, grazie all'intervento del figlio Stefano.
All'interno della parrocchiale posteriore al 1170 (anno della morte del santo titolare), è riemerso, in seguito ad un restauro eseguito nel 1966, un nutrito gruppo di affreschi. Lungo la navata meridionale troviamo, delimitati da una cornice a motivi geometrici, un Santo vescovo (san Tommaso di Canterbury?), con una teoria di apostoli. Dei cinque superstiti l'unico identificabile con certezza, per il pugnale che tiene tra le mani, è il terzo: san Bartolomeo. Poco oltre, nei pressi dell'abside, sempre incorniciati da un motivo geometrico, San Gottardo e Santa Apollonia. Il primo si presenta con preziose vesti, la seconda è ritratta nel momento dell'infierire del carnefice, con un realismo quasi crudo. Sulla parete opposta un imponente San Cristoforo è collocato vicino all'episodio, mutilo, di San Francesco che riceve le stimmate. Verso l'abside la decorazione è completata da una Adorazione dei Magi, minuziosamente descritti sia nei tratti somatici che nell'abbigliamento. Questa scena nella parte inferiore è lambita da uno strato posteriore di intonaco con altri soggetti religiosi, riconoscibili solo parzialmente in seguito alle ampie lacune.
Una recente analisi ritiene che tutti i dipinti, ad eccezionedella Santa Apollonia e di San Gottardo, siano da ricondurre ad un'unica campagna decorativa da datare entro la metà del XIV secolo, e che il frescante sia una personalità locale che guarda ai modelli proposti dal Maestro di S. Abondio, rendendoli però con un linguaggio più popolare e schematico.

Notizie storiche

Fu costruita alla fine del XII sec., e decorata all'interno con affreschi della scuola gotica comasca.
Nel XIV sec. le si addossano le arche sepolcrali dei conti Andreani, feudatari del borgo dal 1271.
Fu ampliata nel 1785.

Uso attuale: intero bene: chiesa

Uso storico: intero bene: chiesa

Condizione giuridica: proprietà Ente religioso cattolico

Accessibilità: Per informazioni, telefonare allo 0341.806411.
Come arrivare:
Corenno Plinio si trova nel comune di Dervio (LC), a circa 30 chilometri a nord di Lecco. È raggiungibile in auto seguendo la statale 36 (uscita Dervio proveniendo da Milano) o la provinciale 72, o in treno (linea Milano-Tirano).

Fonti e Documenti

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Percorsi tematici:

Credits

Compilatore: Sacchi, R. (2001)

Compilazione testi: Ribaudo, Robert; Rurali, Elisabetta

Responsabile scientifico testi: Cassanelli Roberto

Fotografie: BAMS photo Rodella/ Jaca Book; Giudici, Giuseppe

Ultima modifica scheda: 27/01/2017

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