Sede dell'Unione fascista dei Lavoratori dell'Industria

Como (CO)

Indirizzo: Via Pessina, 6 (Nel centro abitato, distinguibile dal contesto) - Como (CO)

Tipologia generale: architettura per la residenza, il terziario e i servizi

Tipologia specifica: palazzo

Configurazione strutturale: Edificio riconducibile allo schema a H, su griglia di pilastri in calcestruzzo armato e muri di tamponamento in laterizio; solaio in latero cemento; copertura piana.

Epoca di costruzione: 1938 - 1966

Autori: Cattaneo Cesare, progetto; Lingeri Pietro, progetto; Origoni Luigi, progetto; Magnaghi Augusto, progetto; Terzaghi Mario Delfino, progetto

Descrizione

Il palazzo, terzo ed ultimo edificio di Cesare Cattaneo, si trova in una zona centrale della città, poco oltre il limite del nucleo storico e a ridosso della Casa del fascio, ed occupa un lotto rettangolare delimitato dalle vie Pessina, Lega Insurrezionale e dei Partigiani.
Con la realizzazione, il gruppo di progettisti si orienta all'edificazione di due blocchi paralleli, con cinque piani fuori terra, collegati da un corpo basso, arretrato ed impostato asimmetricamente.
La composizione ortogonale dei diversi fabbricati, separati da una corte, origina quella tripartizione volumetrica - corpo grande, corpo centrale e corpo piccolo - più volte menzionata nei documenti riguardanti il complesso.
Attraverso un modulo di tre metri per tre, la pianta dell'edificio si colloca perfettamente nella gabbia delle strutture portanti in cemento armato; l'impianto ortogonale del fabbricato, adattato alle esigenze costruttive, fu sottolineato da storici dell'architettura come una delle più valide soluzioni ai temi tipologici e compositivi affrontati dai razionalisti di Como.
La parte centrale, sulla via Pessina, è preceduta da una scalinata, superata la quale, attraverso un passaggio porticato, si accede al fabbricato comprendente un podio di ingresso, una segreteria e l'auditorium.
I due corpi di fabbrica principali hanno i fronti lunghi esposti a nord-est e sud-ovest, fittamente traforati, così da mettere in evidenza la griglia strutturale, nell'assemblaggio ortogonale delle linee orizzontali dei solai e verticale delle pilastrate. Al contrario, le testate corrispondenti alle facciate secondarie, sono prevalentemente cieche, aperte al terzo livello da un loggiato.
Le facciate sono finite con un rivestimento granuloso di marmo di Carrara, originariamente previsto in un'unica soluzione di graniglia lavata sull'intera superficie e poi parzialmente corretta con graniglia levigata sulle murature esposte all'acqua piovana.
Nel secondo dopoguerra, in un contesto culturale radicalmente mutato, l'edificio, divenuto sede dell'INAM, è interessato da una nuova fase di lavori. Il progetto di ristrutturazione del 1960 è affidato a Lingeri. L'adeguamento dell'edificio alle nuove esigenze distributive e funzionali è realizzato superando i propositi di sintesi compositiva e costruttiva che avevano animato il progetto originario: oltre ai due sopralzi laterali, è costruito un nuovo fabbricato a ridosso del corpo di collegamento centrale.
Per le modifiche occorse nel tempo, pur ancora riconoscibile nelle linee fondamentali, il complesso si presenta oggi alterato e ospita attività diverse da quelle originariamente previste (vi è insediata l'Azienda sanitaria locale della provincia di Como).

Notizie storiche

Dopo la realizzazione della Casa del fascio, il progetto del palazzo dell'Unione fascista dei lavoratori dell'industria si inserisce nel programma di organizzazione nella città di Como di una zona di servizi rappresentativi del regime.
Un concorso indetto nel febbraio 1938 è alla base della costruzione della nuova sede degli uffici direttivi, legali ed amministrativi, dell'Unione dei lavoratori e delle diverse corporazioni che vi facevano capo. Negli spazi previsti vi era anche una sala riunioni in grado di ospitare 500 persone, l'ufficio di collocamento e della cassa Mutua, con servizi di assistenza medico-sanitaria.
Dei sedici progetti presentati al concorso di primo grado, risultò vincitore quello denominato "Sant'Elia 5", elaborato dal gruppo coordinato da Pietro Lingeri e composto da Cesare Cattaneo e Luigi Origoni, con l'iniziale collaborazione di Mario Delfino Terzaghi e Augusto Magnaghi e, successivamente, dell'ingegnere Renato Uslenghi per i disegni esecutivi delle strutture portanti. In questa prima soluzione un edificio alto è accostato ad un corpo basso, originando un volume asimmetrico.
La redazione del progetto per il nuovo edificio, previsto su un lotto retrostante la Casa del fascio, risultava essere particolarmente difficile e condizionata dalla presenza dell'opera di Terragni, alla quale necessariamente doveva rapportarsi. Certamente, il primo progetto del 1938 ad esso si riferiva con la composizione dei prospetti.
Nella fase successiva, il progetto denominato "Rodari 3", risultato vincitore, recuperava la simmetria dei volumi in una composizione articolata ad H, con corpi più alti agli angoli ed un fabbricato centrale più basso, di collegamento.
Entrambe le soluzioni di progetto del concorso di primo e secondo grado presentavano un organismo a pianta quadrata, con gli spazi distribuiti su un'area inferiore a quella che risulterà poi effettivamente occupata dalla costruzione.
Con il progetto definitivo, lo schema bloccato della seconda versione risulta liberato: i due fabbricati principali sono portati a cinque piani ed occupano un diverso sedime, uno più ampio dell'altro.
Il 19 gennaio 1939 la Commissione del pubblico ornato del Comune di Como formula il parere favorevole, con la riserva di verifica sui materiali di rivestimento delle facciate.
Con l'approvazione definitiva da parte della municipalità, avvenuta il 5 luglio dello stesso anno, e la licitazione per il contratto con l'Impresa Nessi-Majocchi per l'esecuzione dell'opera, si procede all'allestimento del cantiere; alla fine del mese di agosto sono avviati i lavori con lo scavo dell'area. I lavori procederanno con difficoltà, ostacolati dagli eventi bellici e condizionati dalle restrizioni imposte dal piano di autarchia.
Nel corso della sua costruzione, portata a compimento quasi contemporaneamente alla prematura scomparsa di Cattaneo, l'opera si differenzierà non poco dal progetto finale, perdendo molti degli elementi di modernità.

Uso attuale: intero bene: uffici

Uso storico: intero bene: uffici

Condizione giuridica: proprietà Ente pubblico territoriale

Riferimenti bibliografici

Fiocchetto R., Cesare Cattaneo 1912-43. La seconda generazione del razionalismo, Roma 1987, pp. 110-117

Cavadini L., Il Razionalismo Lariano. Como, 1926-1944, Milano 1989, pp. 96-99

Cattaneo D./ Selvafolta O., Cesare Cattaneo Architetto. Le prefigurazioni plastiche, Como 1989, pp. 28-29, 76-83

Cavadini L., Architettura razionalista nel territorio comasco, Como 2004, pp. 94-99

Baglione C./ Susani E., Pietro Lingeri 1894 1968, Milano 2004, pp. 272-281

Fonti e Documenti

Archivio Cesare Cattaneo, Nuova sede per l'Unione fascista dei Lavoratori dell'Industria, 1938-1943, Disegni

Archivio Cesare Cattaneo, Nuova sede per l'Unione fascista dei Lavoratori dell'Industria, 1938-1943, Documenti

Archivio Cesare Cattaneo, Nuova sede per l'Unione fascista dei Lavoratori dell'Industria, 1938-1943, Fotografie

Archivio Cesare Cattaneo, Nuova sede per l'Unione fascista dei Lavoratori dell'Industria, 1938-1943, Maquette

Archivio Pietro Lingeri, Progetti, Sede dell'Unione fascista dei Lavoratori dell'Industria, Disegni. Cassettiera

Percorsi tematici:

Collegamenti

Credits

Compilatore: Garnerone, Daniele (2005)

Compilazione testi: Garnerone, Daniele

Responsabile scientifico testi: Susani Elisabetta

Fotografie: Garnerone, Daniele

Ultima modifica scheda: 14/10/2016

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