Piscina Guido Romano

Milano (MI)

Indirizzo: Via Giuseppe Ponzio, 5 (Nel centro abitato, distinguibile dal contesto) - Milano (MI)

Tipologia generale: architettura per la residenza, il terziario e i servizi

Tipologia specifica: impianto sportivo

Configurazione strutturale: Complesso natatorio costituito da una vasca di quaranta metri per cento, da un palazzetto a due piani (alienato) con copertura a falde e da edifici di servizio ad un piano, due dei quali con copertura a falde e uno voltato a botte.

Epoca di costruzione: 1928 - 1937

Autori: Secchi, Luigi Lorenzo, progetto

Descrizione

La piscina Guido Romano si trova in via Ponzio, nella zona della città conosciuta con il nome di Città Studi. L'impianto si sviluppa su un lotto molto vasto, di forma rettangolare; all'interno di questo, e variamente distribuiti, sono gli edifici del complesso natatorio. Tutto quanto risulta oggi ricompreso in un parco pubblico, al centro del quale si trova la grande vasca rettangolare, (una seconda, piccola vasca, circolare e poco profonda, dedicata ai bambini, è stata aggiunta nel 1932).
L'impianto originario è stato nel tempo molto alterato, con l'aggiunta dell'edificio ad ovest e la demolizione di alcune parti fra le più significative. Fra queste, le due ali di fabbricati destinate ai camerini individuali, distribuiti sui lati lunghi dell'impianto, peraltro sopralzate nel 1937. Lo spazio ora risultante è tenuto a verde.
Il fabbricato aggiunto all'estremità ovest del complesso, realizzato nel 1934 ed adibito a spogliatoio a rotazione, ha la facciata principale, su via Ampére, caratterizzata dal basso profilo dell'alzato, entro il quale due volumi semicircolari emergenti delimitano l'ingresso alla piscina.
Realizzato con una struttura portante in cemento armato, ha nella copertura una degli elementi di maggiore interesse; un sistema di travature sostiene una serie di volte parallele a botte, concluse sulle testate da ampie finestrature. Attraverso queste ultime, è notevole la luce che si diffonde all'interno, partecipando alla definizione dello spazio.
Il fronte rivolto ad est, verso la grande vasca, pur apparendo "meno rappresentativo" della facciata principale è connotato da un porticato su esili colonne e, soprattutto, dall'apertura nella muratura di finestre orizzontali.
Lungo il lato a nord, si può leggere in alcune colonne in graniglia di cemento, molto degradate, la traccia dell'originario pergolato, parte integrante del primo intervento a completamento dell'impianto. Una testimonianza del progettista che troviamo ancora nella scuola Leonardo da Vinci e che caratterizzò anche gli spazi delle due piscine su progetto di Secchi, realizzate nel corso del 1932, per la colonia elioterapica del Comune al parco Ravizza e presso la scuola di via Mac-Mahon.
Due piccoli edifici di servizio sono collocati al fondo dell'area; identici e contrapposti, fanno da contraltare alla bella palazzina che, come una quinta architettonica, chiude la prospettiva.
I due padiglioni simmetrici, con tetto a capanna e timpano, hanno facciate marcate da leggere riquadrature e lesene entro cui sono aperte le finestrature, arcuate sui lati lunghi. Ricca di elementi architettonici novecenteschi è la facciata della palazzina su due piani che oggi ospita una stazione della forza pubblica. Aperta al centro da tre grandi vetrate arcuate, è percorsa da fasce marcapiano, da sfondatini circolari o lobati e conclusa superiormente da un grande coronamento mistilineo con pinnacchi, al cui centro campeggia lo stemma comunale.

Notizie storiche

La prima opera che Luigi Lorenzo Secchi vede realizzare in qualità di progettista e direttore dei lavori nel settore degli impianti sportivi è una piscina. Si tratta dell'impianto inserito nel verde contesto del parco della scuola all'aperto Umberto di Savoia, altrimenti detta Casa del sole, in via Padova, periferia nord-est di Milano, fino al 1919 appartenuta alla Società del Trotter. Questo intervento del 1928 è caratterizzato da elementi architettonici che Secchi riprenderà nei successivi progetti delle piscine milanesi.
Poco dopo il termine dei lavori alla Casa del sole, Secchi pubblica un articolo dedicato alle attrezzature sportive in città: Le pubbliche piscine all'aperto. Vi è illustrato un ampio ed esaustivo programma per attrezzare Milano con un sistema di stabilimenti balneari: localizzazione, fasi d'attuazione, stima dei costi, un progetto tipo.
Secchi prefigura l'intenzione dell'amministrazione pubblica di investire la somma di undici milioni di lire per realizzare tre impianti sportivi con terme. Fortemente critico contro l'idea, che giudica elitaria e centralistica, vi contrappone il suo piano, articolato in un sistema di piscine rionali dal costo stimato pari ad un milione di lire.
Il piano nella sua globalità non avrà seguito, ma il Comune ne adotta il progetto tipo, lo promuove stanziando la somma - rivelatasi insufficiente - per realizzare due impianti, a Porta Sempione e a Porta Vittoria.
Di lì a poco sarà costruito un solo complesso, in via Ponzio: è la piscina Guido Romano, il cui cantiere è aperto il 22 gennaio 1929. Lo schema proposto da Secchi dimostrerà la sua validità e sarà ripetuto pochi anni dopo.
Nei primi mesi del 1929 è realizzato il centro natatorio, nella zona ad est della città, caratterizzata da un paesaggio di periferia "sironiano", in cui le propaggini edificate della città si mescolano incerte con la tessitura della campagna, con le nuove strade affiancate ai vecchi tracciati. Le immagini che ci giungono dai lontani tempi della sua realizzazione, e prima delle alterazioni attuate, trasmettono sensazioni del tutto affini alla pittura metafisica.
L'impianto rappresentò una vera novità, episodio d'eccezione che doveva rappresentare un esperimento per avviare un programma attraverso il quale dotare di attrezzature sportive la città. Non di meno, la piscina Guido Romano costituirà una sorta di prototipo. L'inaugurazione dell'impianto, tenutasi il 28 luglio 1929, avverrà prima della reale conclusione dei lavori, protratti nel tempo con completamenti ed ampliamenti, e anche l'esecuzione di opere provvisorie farà lievitare i costi.
Fin dal primo giorno dell'inaugurazione, la piscina ha un riscontro di grande successo; il pubblico prende letteralmente d'assalto l'impianto, costringendo gli amministratori comunali a correre ai ripari, facendo realizzare con urgenza piccole opere anti intrusione.

Uso attuale: edifici di servizio: servizi pubblici; palazzetto: uffici

Uso storico: edifici di servizio: servizi pubblici; palazzetto: uffici

Condizione giuridica: proprietà Ente pubblico territoriale

Riferimenti bibliografici

Milano dietro le quinte. Luigi Lorenzo Secchi, Milano 1999, pp. 17, 50-52, 55, 91-93, 213 ff. 3-5

Fonti e Documenti

Fondo Luigi Lorenzo Secchi, busta A2A, fasc. Piscina Guido Romano

Archivio Civico del Comune di Milano, p. g. 66277

Percorsi tematici:

Collegamenti

  • Descrizione archivistica: Piscina Guido Romano: fotografie ([1928] - [1937])
    Unità compresa in: Secchi Luigi Lorenzo (1924 - 1991), A - Incarichi professionali, A - 2 (A) . Conservatore: Politecnico di Milano (Milano, MI).

Credits

Compilatore: Garnerone, Daniele (2005)

Compilazione testi: Garnerone, Daniele

Responsabile scientifico testi: Susani Elisabetta

Ultima modifica scheda: 14/10/2016

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