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Asilo Sant'Elia

Como (CO)

Asilo Sant'Elia

Indirizzo: Via Alciato, 15 (Nel centro abitato, distinguibile dal contesto) - Como (CO)

Tipologia generale: architettura per la residenza, il terziario e i servizi

Tipologia specifica: scuola

Configurazione strutturale: Edificio riconducibile allo schema a U su griglia di pilastri in calcestruzzo armato e muri di tamponamento in laterizio; solaio in latero cemento; copertura piana.

Epoca di costruzione: 1934 - 1937

Autore: Terragni, Giuseppe, progetto

Descrizione

Contenuto in uno schema planimetrico sostanzialmente quadrangolare, l'edificio occupa il centro di un lotto a forma di trapezio tra via Alciato e via dei Mille, in una zona prossima al nucleo storico di San Rocco, a Como.
La pianta dell'edificio è aperta, ad U, organizzata da volumi bassi disposti attorno ad un cortile centrale e circondati dal giardino.
Nel corpo principale su via Alciato sono distribuiti gli spazi dell'atrio, lo spogliatoio ed i servizi. Il fabbricato che penetra il giardino, a destra, ospita le aule e gli spazi per il gioco e la ricreazione, direttamente affacciati al cortile interno. Il volume a sinistra è attrezzato con la palestra. Arretrato e parallelo a via Alciato è il refettorio, in progetto prolungato sino alla cucina, ricavata in un piccolo corpo aderente al caseggiato a confine del lotto.
Costruito in muratura su una gabbia strutturale in cemento armato, l'asilo è caratterizzato da ampie e distinte campiture: piene, senza alcuna concessione a sporgenze dal piano di facciata; vuote, con le grandi superfici vetrate che garantiscono ambienti luminosi e trasparenza, comunicazione diretta tra lo spazio interno e il giardino.
Dalle facciate emergono intelaiature, pensiline, elementi leggeri, volutamente staccati per dialogare con i volumi. Su via Alciato, la vetrata all'ingresso è arretrata, sopravanzata da una veranda; la pensilina, abbassata e distante, lascia spiovere la luce. Esili pilastrini ai lati coadiuvano le mensole a sbalzo.
Verso il giardino lo spazio delle aule si può ampliare, all'aperto, sotto le tende stese tra il fabbricato e la travatura spartita da pilastri e un setto murario. Contrapposto a questo, si innesta con forte aggetto una pensilina, allungata oltre il cortile interno, sino al corpo di fabbrica opposto.
Domina in assoluto la linea della terra, la percezione orizzontale, grazie alla contenuta altezza, in parte sviluppata su due livelli, e all'estensione in lunghezza delle fronti. L'altezza interna è di 4 metri e mezzo, l'edificio non supera i 5 metri.
Terragni controlla il progetto di questo edificio pensando all'architettura come indice di civiltà, espressione di un popolo che sa riconoscere i risultati dell'attività dell'uomo e ne seleziona gli esempi migliori. Attraverso la rielaborazione del costruito si rivelano i valori spirituali dell'umanità. L'architetto comasco, attraverso queste espressioni parafrasate da un suo scritto, pensava forse all'asilo Sant'Elia di Como, la sua opera più spontanea, quasi naturale per come si rapporta agli elementi della natura, realizzata durante una parentesi serena di una esistenza fortemente condizionata da lotte e polemiche per l'affermazione di una architettura a misura d'uomo.

Notizie storiche

Con la cessione all'Amministrazione provinciale di Como del vecchio asilo Umberto I di via Zezio, nel 1925, si rese necessaria nella città lariana la costruzione di una nuova struttura. Le rimostranze della popolazione, per la situazione venutasi a creare, indussero la Congregazione di carità a cercare un terreno adatto per l'edificazione di un nuovo asilo.
In una delibera del febbraio del 1929, già si faceva riferimento all'area tra via dei Mille e via Alciato, sulla quale, nel 1930, l'ingegner Attilio Cattaneo elaborò un progetto, che non ebbe però alcun seguito.
La questione irrisolta venne sollevata nuovamente alla fine del 1933 e, nei primi mesi del 1934, una commissione appositamente creata dalla Congregazione si impegnò nella ricerca dell'area.
Successivamente, dopo aver valutato le condizioni di diverse aree disponibili, fu deciso l'acquisto del terreno di via Alciato; il contratto venne firmato il 23 gennaio del 1935.
In quello stesso anno, potrebbe essere stato elaborato da Giuseppe Terragni il primo progetto per quest'area, forse mai presentato in Comune. Anche se il probabile incaricato fu Attilio Terragni, consulente della Congregazione, con il compito di dirigere le opere di manutenzione e sistemazione degli asili infantili di Como, il progetto fu elaborato sin dall'inizio dal fratello Giuseppe.
L'edificio studiato da Terragni è collocato in continuità ai fabbricati esistenti, garantendo così l'affaccio a sud est del refettorio, delle aule e del ricreatorio direttamente sul grande giardino.
Con la versione presentata il 4 ottobre 1934 sono sviluppati i tracciati geometrici di base, con alcuni aggiustamenti: la pianta, generata dall'intersezione di un rettangolo e di un quadrato, inscrivibili in un quadrato più grande; la facciata principale su via Alciato, portata su uno stesso piano, in modo da raddoppiare lo spazio del ricreatorio e, accanto all'atrio, ricavare anche un patio.
Il passaggio dalla prima alla seconda versione (datata 5 agosto 1935), a cui fanno riferimento una relazione di progetto e un preventivo di spesa del 7 marzo 1935, fu causato dalle richieste della committenza, orientate ad aumentare la capienza dell'asilo e alla disponibilità di uno spogliatoio.
Il 10 marzo 1936 il progetto definitivo è presentato in Comune; poco tempo dopo, l'avvio dei lavori, nel mese di luglio 1936 (la posa della prima pietra si era svolta il 21 maggio alla presenza di Cesare Maria De Vecchi, ministro dell'educazione nazionale).
La realizzazione delle opere di muratura è affidata all'impresa Balzarini e Bianchi. L'asilo sarà inaugurato poco più di un anno dopo, il 31 ottobre 1937.

Uso attuale: intero bene: asilo

Uso storico: intero bene: asilo

Condizione giuridica: proprietà Ente pubblico territoriale

Riferimenti bibliografici

Zevi B., Giuseppe Terragni, Bologna 1980, pp. 8, 14, 16, 118-125, 201, 205

Cavadini L., Il Razionalismo Lariano. Como, 1926-1944, Milano 1989, pp. 5, 9, 12, 15, 70-75, 122

Ciucci G., Giuseppe Terragni 1904-1943, Milano 1996, pp. 453-464

Zevi B., Storia e controstoria dell'architettura in Italia, Roma 1997, pp. 534-537 pp. 536, 537

Damia G., Giuseppe Terragni. Oltre il razionalismo, Como 2003

Cavadini L., Architettura razionalista nel territorio comasco, Como 2004, pp. 6, 42, 43, 84-89, 115, 117

Fonti e Documenti

Archivio Giuseppe Terragni, Asilo Sant'Elia, n. 40

Archivio Giuseppe Terragni, Corrispondenza, corrispondenz tecnica e pubblicazioni in Asilo Sant'Elia

Archivio Municipale di Como, carteggio della Congregazione della Carità, cat. 3, cl. 1, 5, Fabbricato Asilo infantile Sant'Elia

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Percorso tematico: L'architettura e le sue fonti: il Novecento a Milano e in Lombardia

Credits

Compilatore: Catalano, Michela (2005); Garnerone, Daniele (2005)

Funzionario responsabile: Crippa, Maria Antonietta

Compilazione testi: Garnerone, Daniele

Responsabile scientifico testi: Susani Elisabetta

Fotografie: Garnerone, Daniele; Margutti, Stefano; Mussi, Lorenzo

Ultima modifica scheda: 19/05/2015