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Casa del Fascio (ex)

Lissone (MB)

Casa del Fascio (ex)

   

Indirizzo: Piazza della Libertà, 20 (Nel centro abitato, distinguibile dal contesto) - Lissone (MB)

Tipologia generale: architettura per la residenza, il terziario e i servizi

Tipologia specifica: edificio in linea

Configurazione strutturale: Edificio di forma rettangolare, con torre, su griglia di pilastri in calcestruzzo armato e muratura di tamponamento in laterizio; solai in latero-cemento; copertura piana a terrazza.

Epoca di costruzione: 1937 - 1939

Autore: Terragni, Giuseppe, progetto; Carminati, Antonio, progetto

Descrizione

Affacciato alla piazza centrale del nucleo storico di Lissone, l'edificio si allunga su un lotto rettangolare, ampiamente occupato da un giardino pubblico piantumato.
Questa Casa del fascio riflette il clima di ripresa del classicismo fascista, in particolare per la presenza della torre con arengario (non realizzata a Como). In questa, che è una delle sue ultime opere, Terragni riafferma il metodo progettuale degli interventi pubblici.
La pianta dell'edificio è organizzata su un impianto rettangolare, dal quale emerge e si stacca sul lato destro la massiccia torre, cui corrisponde l'ingresso principale dalla piazza, definendo un rapporto spaziale con una più piccola piazzetta triangolare.
Lo spazio interno è diviso in due distinte sezioni: gli uffici addossati alla facciata principale, ripetuti in serie sui due livelli, rialzato e primo, un lungo corridoio di disimpegno mediano, e l'auditorium sul lato opposto, a tutta altezza.
La facciata principale è percorsa da una balconata che, dividendo in due porzioni la superficie verticale, ne accentua l'orizzontalità.
Dalle ampie finestrature risulta visibile la struttura portante, con una serie di pilastri che scandiscono la suddivisone dello spazio interno. Metafora della visibilità dell'azione del partito, la trasparenza delle superfici mette in rilievo la chiarezza del sistema costruttivo.
Per Terragni era essenziale il ricorso congiunto alla pietra e al vetro per l'affermazione di una architettura di regime. Identicamente alla Casa del fascio di Como, l'edificio di Lissone è caratterizzato dall'ampio ricorso alle superfici vetrate sia all'esterno che all'interno: vetro per l'ingresso principale, per una scalinata e per le porte interne, per l'auditorium, coperto da un lucernario.
Componenti in vetro ancora oggi rivestono le pareti interne del teatro, le murature esterne, l'aggetto e la copertura della balconata. Parapetti in vetro collegano l'edificio alla torre. Anche il sacrario, alla base di questa, è uno spazio con facciata e copertura trasparente, ad esaltare il contrasto materico con un lastrone granitico di 12 tonnellate.
Il contrasto con la leggerezza del materiale trasparente è cercato nel rivestimento della torre littoria, in pietra di Moltrasio; occultata alla vista dall'esterno, anche questa ha il vetro in copertura.
L'area antistante è oggi interessata da un cantiere per la realizzazione di una autorimessa nel sottosuolo della piazza.

Notizie storiche

La vicenda della costruzione della Casa del fascio di Lissone inizia nel 1931, quando Augusto Tosi, segretario politico del locale fascio di combattimento, scrisse al podestà richiamandone l'attenzione sull'opportunità di realizzare una Casa del fascio. L'opera era giustificata dalla necessità di contrastare la forte attrattiva esercitata sui giovani dalle attrezzature di ricreazione recentemente realizzate su iniziativa del clero.
In questo solco si colloca ai primi anni Trenta la decisione di costruire una Casa del fascio a Lissone, nell'immediato intorno della chiesa e significativamente contrapposta all'autorità religiosa.
Per attuare la decisione presa, il Partito Nazionale Fascista acquistò alcune aree, fra le quali un intero lotto di terreno confinante con la piazza centrale e un edificio preesistente, successivamente demolito, nell'agosto 1935.
Il piano per la realizzazione dell'opera, portata a compimento nel 1940, si articola a metà del decennio attorno al concorso ad inviti, documentato in una lettera del marzo 1938, nella quale si cita la commissione d'esame dei progetti presentati.
L'esito del concorso, che registra la partecipazione anche di Antonio Cassi Ramelli, vedrà vincitore il progetto di Giuseppe Terragni e Antonio Carminati.
La datazione del concorso non è certa. Il 29 novembre 1937 il Partito Nazionale Fascista approva il preventivo di spesa, ammontante a 471.9995,32 lire. Per questa ragione, il concorso potrebbe aver avuto luogo prima, forse tra il 1935 e il 1937. Conseguentemente, il progetto dell'edificio potrebbe essere situato tra gli anni antecedenti al completamento della Casa del fascio di Como e l'annuncio fatto da Mussolini della creazione dell'impero italiano nel maggio 1936.
Nel 1937, con il nulla osta per l'apertura del cantiere, è avviata la costruzione dell'edificio, affidata all'Impresa Balzarini e Bianchi, la stessa dell'edificio comasco. L'opera è portata a compimento nel 1940.
I progettisti sono convocati a Roma numerose volte, a fronte dei tempi di realizzazione più lunghi del previsto e, soprattutto, per la spesa complessiva che supera ampiamente il preventivo.
Come dimostra ogni altra Casa del fascio progettata, anche a Lissone Terragni intendeva costruire un edificio che si identificasse con una "architettura del partito". Tutte le Case del fascio avevano in comune un abbondante impiego di vetro e superfici riflettenti come simbolo dell'apertura del fascismo verso il pubblico.
Nel 1941, il capo della sede milanese del Partito Nazionale Fascista chiamò l'edificio di Lissone "la moderna costruzione", non esprimendo alcun disaccordo con l'estetica moderna.

Uso attuale: intero bene: servizi pubblici

Uso storico: intero bene: sede sociale

Condizione giuridica: proprietà Ente pubblico territoriale

Riferimenti bibliografici

Giuseppe Terragni, Bologna 1980, pp. 8, 14, 16, 174-179, 201, 205

Giuseppe Terragni 1904-1943, Milano 2005, pp. 545- 552

Fonti e Documenti

Archivio Giuseppe Terragni, Casa del fascio, Lissone, n° 51

Archivio Centrale dello Stato, elaborati su carta eliografica in PNF, Dir. Naz., S.II, b. 1194

Archivio Municipale di Lissone, elaborati su carta eliografica in Cat. VI°, cl. 7, fasc. 2

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Credits

Compilatore: Garnerone, Daniele (2005)

Compilazione testi: Garnerone Daniele

Responsabile scientifico testi: Susani Elisabetta

Fotografie: Garnerone, Daniele

Ultima modifica scheda: 17/07/2011