Edifici per negozi, uffici e abitazioni, Palazzo Donini - complesso

Milano (MI)

Indirizzo: Piazza San Babila (Nel centro abitato, isolato) - Milano (MI)

Tipologia generale: architettura per la residenza, il terziario e i servizi

Tipologia specifica: palazzo

Configurazione strutturale: Complesso di edificio a pianta rettangolare, con due corti interne e due fabbricati allungati a lato a formare una piazzetta, con struttura portante a pilastri di cemento armato su fondazioni a plinto, murature di chiusura e partizione interna in laterizio forato, con copertura piana.

Epoca di costruzione: 1939 - 1952

Autori: Ponti, Giò, progetto; Fornaroli, Antonio, progetto; Soncini, Eugenio, progetto; De Min, Giuseppe, progetto; Rimini, Alessandro, progetto

Descrizione

I palazzi derivati dalla vasta operazione immobiliare occupano un'area prestigiosa del centro storico cittadino, tra piazza San Babila, corso Monforte, via Borgogna e via Cino Del Duca. Il complesso è edificato in 12 lotti sulla base del progetto elaborato dallo studio Ponti, Fornaroli, Soncini in collaborazione con Alessandro Rimini, Giuseppe de Min.
Il lotto derivato dalla riforma urbanistica dell'area ha forma di trapezio, definita dalla ininterrotta cortina edilizia su tre lati, mentre il fronte ad est, sull'antica via Cerva, è aperto dai due passaggi di collegamento con la nuova piazzetta interna dedicata a Umberto Giordano.
Per quanto distinta in proprietà diverse, l'immagine architettonica delle facciate è omogenea, caratterizzata dallo sviluppo differenziato in altezza, da sei a dieci piani. A questo intento lavora il gruppo che, per quanto improntato da esperienze professionali diverse, è accomunato dallo spirito di affermazione collettiva attraverso un intervento che deve proporre un aspetto sobrio e unitario, anche per riequilibrare l'eterogeneo aspetto della piazza.
All'allineamento verticale delle finestre, che inquadrano aperture ben più ampie nella facciata dell'edificio principale, con grandi porticati a doppia altezza ed architrave, si affianca la suddivisione orizzontale ottenuta con il rivestimento combinato di materiali diversi, a sottolineare le destinazioni d'uso degli ambienti ed in sintonia con le composizioni cromatiche prevalenti sugli edifici che si elevano sulla piazza. Pietra di colore tenue e caldo per il basamento degli edifici e tessitura lapidea in colore giallo ocra per i livelli superiori, con l'interposizione di intonaco di finitura di colore rosso mattone in talune porzioni delle facciate.
Prevale per monumentalità l'edificio attestato su piazza San Babila, noto anche come palazzo Donini, aperto su alti portici architravati, col rivestimento in marmo bianco sino al terzo piano e con lastre di granito ocra ai livelli superiori. La facciata, divisa in tre porzioni, la maggiore delle quali al centro, è caratterizzata da quattro finestroni poste in asse con balconi, corrispondenti ai grandi saloni a doppia altezza, sino a sette metri.
I primi due livelli, terreno ed ammezzato, sono occupati da negozi e attività commerciali, agli uffici sono riservati gli ambienti dal primo al quarto piano, mentre i livelli superiori sono destinati alla residenza. Le facciate dei negozi sotto portici sono caratterizzate da grandi vetrate contenute da montanti in metallo, con balconcini al piano mezzanino.
Caratterizzato da una autonoma fisionomia per la massa scomposta in volumi differenziati e per i dettagli di finitura, fasce e coronamento è invece l'edificio di sette piani isolato tra la piazzetta Giordano e la via Cino Del Duca.

Notizie storiche

Fino agli anni Trenta lo spazio che si apriva davanti alla basilica di San Babila era uno slargo nel fitto tessuto edificato, il Carrobio di porta Orientale, dove dall'epoca mediovale sostavano i carri prima di entrare in città. L'idea di aprire una grande piazza tra il corso Vittorio Emanuele e corso Venezia maturò attraverso una serie di progressivi aggiustamenti durante i lavori di riassetto del centro urbano conseguente all'enorme crescita demografica della città, passata in pochi decenni da poco più di 200.000 abitanti ad un milione.
Con l'approvazione nel 1931 dello stralcio del Piano Regolatore che prevede la nuova piazza iniziano le demolizioni degli edifici popolari dell'area, sostituiti da alcuni palazzi che ben rappresentano il modello di modernità che il centro di Milano stava assumendo. Dopo il palazzo a portici di Emilio Lancia su via Monte Napoleone, la Torre Snia Viscosa di Alessandro Rimini, il Garage Traversi e il palazzo dell'UPIM di Giuseppe De Min definiscono il lato a nord della piazza. Dal 1935 sono avviati i lavori sul lato ovest con lo smantellamento della galleria De Cristoforis e della case adiacenti per edificare il palazzo del Toro, con la relativa nuova galleria di attraversamento, su progetto di Emilio Lancia e Raffaele Merendi.
Realizzato lo sbocco dell'ex corso del Littorio sulla piazza si pose il problema di dare un nuovo assetto anche al lato est, a fianco della basilica, dove dalla metà dell'Ottocento erano state costruite le cosiddette "case veneziane", a memoria della mancata unione della città lagunare all'Italia, sancita nel 1866 con l'adesione del Veneto e della provincia di Belluno.
Il piano prevedeva la demolizione dell'intero isoalto tra corso Monforte, via Cerva, oggi Cino del Duca, e la nuova ampia via Borgogna aperta in luogo della stretta contrada di S. Stefano in Borgogna. Nel dicembre 1938 è stabilito definitivamente l'assetto del lato ovest e si procede con le demolizioni per far posto al nuovo palazzo che avrebbe dominato la piazza. Scartata l'idea proposta da Luciano Baldessari per un edificio con impronta futurista, il progetto fu affidato nel 1939 ad un gruppo di architetti e ingegneri guidato da Gio Ponti, che comprendeva Alessandro Rimini, Giuseppe De Min, Giuseppe Casalis, Eugenio Soncini e Antonio Fornaroli.
I lavori di costruzione dei fabbricati dell'intero isolato, con l'apertura della galleria San Babila e della piazzetta Umberto Giordano furono interrotti durante il secondo conflitto mondiale, e portati a termine nel 1948.

Uso attuale: intero bene: abitazione; intero bene: uffici; intero bene: negozio

Uso storico: intero bene: abitazione; intero bene: uffici; intero bene: negozio

Condizione giuridica: proprietà privata

Riferimenti bibliografici

Grandi M./ Pracchi A., Milano. Guida all'architettura moderna, Architettura, città e regime, Bologna 1980, pp. 217, 227

Gramigna G./ Mazza S., Milano. Un secolo di architettura milanese dal Cordusio alla Bicocca, Milano 2001, p. 207

Lagonigro Rimini L., Il primo grattacielo di Milano, La casa torre di piazza San Babila di Alessandro Rimini, Cinisello Balsamo 2002

Antonio Cassi Ramelli. L'eclettismo della ragione, Edificio per negozi, uffici ed abitazioni Insubria, Milano, Milano 2005, p. 254

Fonti e Documenti

Archivio Civico Milano, Edilizia privata, atti n° 84734/1952

Percorsi tematici:

Collegamenti

  • Descrizione archivistica: Palazzi in San Babila lotto 11 (1947 - 1952)
    Unità compresa in: Pratiche edilizie (1928 - 1983). Conservatore: Comune di Milano. Archivio civico (Milano, MI).

Credits

Compilatore: Garnerone, Daniele (2007)

Compilazione testi: Garnerone, Daniele

Responsabile scientifico testi: Susani Elisabetta

Ultima modifica scheda: 14/10/2016

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