Edificio per abitazioni Via Gabrio Serbelloni 10-12

Milano (MI)

Indirizzo: Via Gabrio Serbelloni, 10, 12 (Nel centro abitato, distinguibile dal contesto) - Milano (MI)

Tipologia generale: architettura per la residenza, il terziario e i servizi

Tipologia specifica: palazzo

Configurazione strutturale: Edificio con pianta a forma poligonale con muratura di calcestruzzo e mattoni pieni su fondazione continua, murature d'ambito e partiture interne in mattoni, copertura in parte a tetto e in parte piana a terrazza.

Epoca di costruzione: 1924 - 1927

Autori: Andreani, Aldo, progetto

Descrizione

Lasciato l'anello della cerchia dei navigli alle spalle e percorso per un breve tratto il corso Venezia si giunge ben presto a via Serbelloni. All'angolo di questa con via Maffei si trova uno dei tre edifici progettati dall'architetto mantovano Aldo Andreani.
Il palazzo dalla notevole architettura, costruito nella seconda metà degli anni Venti, è destinato ad abitazioni signorili. Occupa un piccolo lotto di forma triangolare al vertice dell'isolato, e si eleva sino all'ottavo piano. Due sono gli ingressi; quello principale è al vertice dell'area, definito da un portale monumentale con lunetta e soprastante balcone, l'altro, al numero 10 di via Serbelloni, meno appariscente nella cornice lobata e caratterizzato, a lato, da un segno esplicito dell'artista Andreani, incastonato nella muratura: un piccolo gioiello scultoreo, l'orecchio scavato "ascolta" la città.
Con la realizzazione dell'edificio l'architetto ha alleggerito le facciate, caratterizzate nella prima versione del progetto da un ordine gigante di lesene su basamento bugnato in ceppo. Il linguaggio di Andreani vuole esplicitamente caratterizzare il "tono" ed il "decoro" di questa parte di città: l'architettura conseguente è necessariamente imponente, anche in ragione dell'esiguità del lotto a disposizione.
Gli alti prospetti dell'edificio sono alquanto articolati nella parte di base, monumentale per il continuo ricorso ad elementi decorativi di coronamento alle finestre, siano esse cornici, mensole, cartigli e timpani, sia anche per l'impiego di materiale lapideo sbozzato ed incastonato ai lati dell'ingresso principale. Superiormente è l'arretramento dei piani rispetto al perimetro del lotto a connotare le facciate, molto semplificate in una successione scalare dal secondo piano su via Serbelloni al quarto in corrispondenza dell'angolo e al quinto su via Maffei.
A questa porzione del fabbricato corrisponde la finitura ad intonaco in colore rosa, mentre la restante superficie delle facciate è finita col rivestimento in lastre di marmo travertino.
Compaiono qua e là appena accennati alcuni dei "virtuosismi" architettonici che caratterizzano praticamente senza pause l'immagine di palazzo Fidia, edificato poco dopo e appena più in là, tra via Mozart e via Melegari.

Notizie storiche

La storia del palazzo all'angolo tra le vie Serbelloni e Maffei origina nel 1924 con il "Piano generale di edificazione in terra Sola-Busca", elaborato dall'architetto Aldo Andreani sulla vasta area a giardino di compendio del Palazzo Sola Busca, già Serbelloni, edificato alla fine del Settecento su progetto di Simone Cantoni e, all'epoca, di proprietà del conte Gian Ludovico Sola Cabiati.
La Milano del tempo era qui caratterizzata dai caseggiati a cortina tra corso Venezia, il Naviglio Interno, la via Monforte ed i bastioni, con orti e giardini che lasciavano un po' di respiro all'edificato. Andreani fu impegnato per quasi un decennio nella definizione dell'area, certo suscitando scandalo e polemiche nella cittadinanza, preoccupata degli esiti determinati dalla trasformazione del vasto giardino. Presentato all'esame della Soprintendenza ai Monumenti nel 1924, il progetto di lottizzazione fu elaborato in forma definitiva l'anno successivo; l'impianto urbanistico caratterizzato da assi prospettici, simmetrie ed equilibrati rapporti di volume, regole che sottolineavano l'unitarietà del progetto, una organica rappresentazione architettonica del comparto, ispirata ad una idea non meramente indirizzata allo sfruttamento edilizio e perciò distruttiva del secolare giardino.
L'architetto lavora alla sistemazione urbana dell'area Sola Busca con spirito ambizioso, arrivando a dilatarne i limiti estesi sino al palazzo del Governo con la proposta di riforma del "Palazzo della Provincia" su corso Monforte. Col passaggio di scala, quella che era nata come una operazione di lottizzazione di un'area privata, seppur con carattere monumentale, nelle aspirazioni di Andreani prefigurava la ridefinizione dell'intero quartiere. Attraverso calcolati rapporti tra edificato e spazi verdi, strade, piazze e assi prospettici, l'architetto rivelava nelle intenzioni un approccio da urbanista che aveva a cuore l'idea di città come opera d'arte.
Su via Serbelloni, il blocco denominato "l'isola" nell'ipotesi allo studio edificato sui due lati, vedrà concreta realizzazione solo nell'edificio al vertice con via Maffei. Andreani concentrò il proprio impegno sul palazzo a partire dal 1925, portandolo a realizzazione nel 1927.

Uso attuale: intero bene: abitazione

Uso storico: intero bene: abitazione

Condizione giuridica: proprietà privata

Riferimenti bibliografici

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Fonti e Documenti

Archivio Civico Milano, Edilizia privata, atti n° 100399/1934

Percorsi tematici:

Collegamenti

Credits

Compilatore: Garnerone, Daniele (2007)

Compilazione testi: Garnerone, Daniele

Responsabile scientifico testi: Susani Elisabetta

Ultima modifica scheda: 14/10/2016

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