Villa Clerici

Milano (MI)

Indirizzo: Via Terruggia, 14 (Nel centro abitato, distinguibile dal contesto) - Milano (MI)

Tipologia generale: architettura per la residenza, il terziario e i servizi

Tipologia specifica: villa

Configurazione strutturale: Complesso edilizio ad U in muratura continua di laterizio, prevalentemente con solai lignei, ambienti voltati a padiglione al piano rialzato, volte a botte nelle due cappelle alla testata delle ali, copertura a tetto semplice a padiglione con capriate alla palladiana.

Epoca di costruzione: 1722 - 1733

Autori: Croce, Francesco, progetto

Descrizione

Villa Clerici ha conservato nei secoli i propri caratteri architettonici e, seppur privata del contesto originario, si presenta come un episodio di grande rilievo nel tessuto edificato di Niguarda, nella zona nord di Milano, lungo la via Terruggia.
Il complesso, con un impianto ad U, si apre lungo lo spazio pubblico con una monumentale cancellata, con coppie di pilastri bugnati sormontati da vasi, proveniente dalla vicina Villa Litta Modignani, dove si trovava in stato di completo abbandono e qui installata alla metà del Novecento.
L'articolata composizione planimetrica della villa presenta sul bordo stradale due piccole cappelle alla testata dei fabbricati che si allungano dal corpo centrale, dedicate a S. Teresa, integra, e a S. Antonio, spogliata degli arredi sacri, ora custoditi nella locale Parrocchiale. Il cortile d'onore così determinato è organizzato con un giardino all'italiana, libera interpretazione di quanto era allestito ai tempi del massimo splendore della villa; alcune statue su piedistallo sono collocate a sottolineare le intersezioni dei percorsi.
Il prospetto principale si eleva su due piani, con il corpo centrale ed il piano nobile più alti, concluso da una sopraelevazione al di sopra della copertura. La facciata presenta un portico su colonne binate, preceduto da una scalea a coda di rondine.
Il lungo prospetto opposto, a nord, severo nell'architettura e con balconcino al piano nobile, fa da fondale al vasto parco, fortunatamente risparmiato all'edificazione e riformato nel disegno negli anni Cinquanta con l'introduzione di colonnati, platee e quinte teatrali, scenograficamente disposte sull'asse centrale; a completare le zone verdi, alberature a macchia e a filare, statue, gruppi scultorei e una vasca con ponticello. Il raccordo della villa con i corpi rustici ai lati è costituito da semiportali curvilinei.
All'interno gli ambienti principali conservano non pochi elementi di grande valore, con soffitti a cassettone, pitture a cornice delle porte, camini. Ampio spazio allo scalone d'onore a tre rampe, con balaustra in pietra di miarolo e statue accovacciate in corrispondenza dei risvolti di rampa, sul modello del palazzo Clerici in città, e al salone degli Specchi, al piano rialzato della villa; allestito solo all'inizio dell'Ottocento con dipinti a trompe-l'oeil, conserva un notevole soffitto a cassettoni decorato.
Due affreschi risalenti all'originaria decorazione pittorica si trovano nella sala centrale, con il Ratto di Ganimede, e nell'attigua saletta, con una rappresentazione della Giustizia.
Nelle sale del piano rialzato è allestita dal 1955 la Galleria d'Arte Sacra dei Contemporanei, voluta da Dandolo Bellini, con 130 opere esposte: autori, tra gli altri, Francesco Messina, Luciano Minguzzi, Aldo Carpi, Achille Funi, Trento Longaretti e Giacomo Manzù.

Notizie storiche

La Casa da Nobile fu edificata tra il 1722 e il 1733, su progetto dell'architetto Francesco Croce; committente fu Giorgio Clerici, la cui famiglia acquisì i possedimenti di Niguarda sulla scorta della propria ascesa sociale, basata sul commercio della seta e su prestigiosi ruoli politici derivati da cariche pubbliche.
Tra la fine del Seicento ed i primi anni del secolo successivo, la famiglia Clerici promosse la costruzione di case nobiliari da destinare a residenza di campagna; tra le proprietà ereditate dal passato i possedimenti di Cuggiono, dove fu costruita l'omonima villa sul Naviglio Grande, quelli della Tremezzina sul lago di Como, dove fu eretta villa Cadenabbia, poi ribattezzata Carlotta; per la villa di Niguarda, i terreni furono acquisiti nel 1698 da Giorgio Clerici. Se il padre Carlo pensò al complesso delle tre residenze di villeggiatura, il figlio realizzò concretamente l'impegnativo programma. Le case di villeggiatura forese da un lato restituivano l'immagine di ricchezza e potere della nobiltà, dall'altro consentivano un più agevole controllo dei fondi agricoli.
Niguarda si trovava lungo la strada della seta che collegava il capoluogo con Como. Del resto, il borgo era attraversato dal Seveso e la presenza di fontanili garantiva un ampio apporto irriguo per la campagna.
Il periodo di massimo splendore della villa, ininterrotto dal XVIII al XIX secolo, volse al termine quando il bene, con tutti gli stabili presenti nel borgo, passò dai Clerici a Giuseppe Melzi, nel 1830.
Nella seconda metà dell'Ottocento iniziò la decadenza della villa; persa la vocazione di luogo di villeggiatura, i Melzi la adattarono progressivamente alle attività produttive, insediandovi l'allevamento del baco da seta e una filanda. Per ironia del destino, la villa, fondata dai Clerici che erano stati mercanti della seta e ne avevano fatto una sede prestigiosa celando la propria vocazione mercantile, fu venduta ai Melzi che la adattarono alla produzione serica, con insuperato senso pratico.
Tra la metà dell'Ottocento e i primi del Novecento la villa fu depauperata di arredi, suppellettili e decorazioni, devastata nell'impianto. I passaggi di proprietà si succedettero intensamente con l'inizio del Novecento, giungendo nel 1912 a Mario Ganzini che vi insediò la propria azienda di commercio di materiale fotografico; in quel momento fu avviato un primo, parziale restauro, intervento condizionato dall'adeguamento del complesso alla nuova attività.
Dal 1927 la villa è sede della Casa di Redenzione Sociale, fondata dai Padri Paolini.

Uso attuale: corpo principale: galleria d'Arte

Uso storico: corpo principale: abitazione

Condizione giuridica: proprietà privata

Accessibilità: Come arrivare
In auto : Viale Zara, svoltare per Via Ca' Granda; all'ingresso dell'Ospedale Maggiore, svoltare a destra sulla Via Ornato. Nel borgo di Niguarda, traversa sulla sinistra.

tram 16
autobus 44, 51

Note
Ospita il Museo d'Arte Sacra dei Contemporanei.

Info Utili
Giorni di Apertura:
Giovedi
Altri orari: apertura a richiesta per gruppi.
Orari Feriale: 14.00 - 17.00 -
Ingresso a pagamento

Riferimenti bibliografici

Dal Re M.A., Ville di delizia o siano palagi camparecci nello Stato di Milano, a cura Bagatti Valsecchi P.F., Milano 1963, v. I

Guida d'Italia del Touring club italiano. Milano, Milano 1985

Sarzi Amadè L., Milano fuori di mano, Milano 1987

Bodini A., La Galleria d'Arte Sacra dei Contemporanei, Milano 2002

Introini F./ Losa A., I luoghi della cultura nella Milano globalizzata, Milano 2003

Cascone P., La Milano della memoria Zona 9, Milano 2006

Fonti e Documenti

Archivio di Stato di Milano, catasto, mappe, catasto teresiano, 3366, foglio IV di Niguarda

Archivio di Stato di Milano, catasto, mappe, catasto lombardo veneto, 2728, Comune Censuario di Niguarda, foglio 4

Archivio di Stato di Milano, catasto, mappe, cessato catasto, 311, Comune Censuario di Niguarda, foglio 4

Tagliabue M./Turato P., Villa Clerici Una villa di delizia in terra di Niguarda, Tesi di Laurea, Rel. Carpeggiani P., Politecnico di Milano, Facoltà di Architettura, AA.AA. 1996/1997

Percorsi tematici:

Credits

Compilatore: Garnerone, Daniele (2006)

Compilazione testi: Garnerone, Daniele

Responsabile scientifico testi: Maderna Gian Battista; Susani Elisabetta

Ultima modifica scheda: 14/10/2016

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