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Villa Scheibler

Milano (MI)

Villa Scheibler

   

Indirizzo: Via Felice Orsini (Nel centro abitato, isolato) - Milano (MI)

Tipologia generale: architettura per la residenza, il terziario e i servizi

Tipologia specifica: villa

Configurazione strutturale: Complesso edilizio articolato attorno al corpo principale ad U, in muratura continua di laterizio, solai piani su travatura lignea, volta sullo scalone e nell'oratorio, copertura a tetto semplice a padiglione con capriate alla palladiana.

Epoca di costruzione: 1465 - 1750

Descrizione

Villa Scheibler occupa oggi una limitata porzione del quartiere di Vialba, ma all'inizio del Novecento l'autonomo comune si identificava per intero con il complesso della villa e il contiguo aggregato rurale.
La relativa distanza dell'asse stradale di collegamento tra Milano e Varese ha preservato a lungo l'integrità del nucleo abitato, in relazione diretta con Roserio, attraverso via Orsini, e con Quarto Oggiaro, mediante via Lessona.
L'impianto della villa, modellato nel corso di alcuni secoli, è giunto al definitivo compimento nel Settecento: ad un primo edificio con pianta ad L, seicentesco, fu aggiunto nel XVIII secolo un nuovo fabbricato che originò l'impianto ad U.
Attestato alla via Orsini è l'accesso principale, aperto su un piazzale delimitato da un fabbricato che unisce il corpo centrale alla cappella dei SS. Vitale e Agricola. A sud l'edificio presenta l'immagine architettonica più rappresentativa, con le ali che si allungano attorno al cortile centrale, aperto verso il parco; almeno sino alla metà del Novecento, anche la facciata a nord era attestata ad una corte, delimitata da case rurali poi demolite.
L'edificio è costretto da decenni ad uno stato di elevato degrado, certo originato in tempi lontani ma favorito dalle incertezze decisionali sulla sua destinazione d'uso. Lo sviluppo urbanistico della periferia non governato se non nell'ottica della mera crescita edilizia, ha alienato l'unitarietà dei rapporti economico-sociali e ambientali che saldavano il nucleo di Vialba al contesto agrario, del resto favorito dalle condizioni di abbandono della villa. Dalla demolizione si sono salvate quest'ultima, una volta riconosciutone il valore monumentale, e un fabbricato rustico, oggi ristrutturato e utilizzato come deposito. Parzialissima utilizzazione è quella del presidio di zona di Polizia Urbana, da un quindicennio ospitato nella testata ad ovest della villa.
Grazie ai finanziamenti del programma europeo Urban II, indirizzati ad iniziative di recupero e riqualificazione delle periferie, il comune di Milano ha riavviato il progetto di riqualificazione della villa, con interventi di restauro e risanamento conservativo.
Nel luglio 2005 la città ha restituito ai cittadini il parco rimesso a nuovo, con un centinaio di nuove piante; l'area verde, estesa su 15 ettari e riorganizzata sulle trame dell'antico impianto che ripercorrono il sinuoso alveo del torrente Pudiga, si congiunge a sud col giardino di Villa Caimi.
Villa Scheibler, inaccessibile in attesa del pieno recupero, presenta il suo muto scheletro al parco nel quale è stata sistemata una nuova fontana a quattro vasche, forse per compensare, col fragore dei getti d'acqua, il silenzio dell'antica dimora.

Notizie storiche

Era il XV secolo, ed in questo luogo, folto di boschi e traversato da torrenti, sorgeva un casino di caccia fatto erigere da Ludovico il Moro. Quel primo edificio fu modificato attraverso fasi successive, sino a divenire una fastosa residenza di campagna che i conti Scheibler, nell'Ottocento, avevano voluto circondata da un magnifico parco.
La villa di Vialba appartenne ai Del Maino dal XVI secolo alla metà del Seicento; il fondo di pertinenza, esteso su mille pertiche, era coltivato a foraggio e vite, con prati perenni irrigati dal torrente Pudiga, affluente del Nirone. Accanto alla casa padronale, a quel tempo di dimensione prossima all'attuale, crescevano i fabbricati destinati all'attività agricola. Nella seconda metà del XVII secolo la villa fu acquistata dai nobili milanesi Longo, che ne mantennero la proprietà sino alla fine del Settecento. Con loro fu portata a termine l'ultima trasformazione dell'edificio, con l'abbellimento delle facciate, l'apertura del portico su colonne ancora esistente e l'ampliamento del fondo agricolo sino a raggiungere 2000 pertiche. Ferdinando Longo riformò la casa padronale nelle forme lombarde della villa settecentesca con l'impianto ad U, regolarizzò le facciate con due ordini di finestre, costruì lo scalone d'onore che porta al piano nobile e la sopraelevazione centrale.
Alla fine del Settecento risale anche la galleria di collegamento tra la villa e l'oratorio, di origine seicentesca.
La villa aveva a quel punto raggiunto quella organizzazione spaziale che mantenne per tutto l'Ottocento, con i Melzi-Nazenta subentrati ai Longo sino all'arrivo del conte Scheibler, con cui si compì l'ultima fastosa stagione.
La città in espansione e la rapida trasformazione del contesto agricolo favorirono il processo di decadimento della villa, dapprima ceduta alla Società Anonima Quartieri di Vialba, che l'adattò all'allevamento del baco da seta, poi acquisita dal Comune di Milano nel 1926. Nelle ampie stanze della dimora, suddivise con tramezze, trovarono ricovero gli sfollati della guerra.
Una parte della tenuta, coltivata a frutteto, fu chiusa al pubblico e destinata a vivaio comunale; per alcuni anni fu così utilizzata, mentre tutt'attorno la città avanzava con i nuovi caseggiati, fagocitando la campagna. Dall'edificazione si salvò soltanto la porzione di parco a sud.
A partire dagli anni Settanta si sviluppò un ampio dibattito culturale attorno ai destini di Villa Scheibler, segnata da un inarrestabile degrado. Il fabbisogno di servizi pubblici e la mancanza di qualità ambientale del quartiere suggerivano una funzione polivalente per l'edificio principale, con il vasto parco pubblico recuperato nell'area dell'ex-vivaio comunale.
Restituito il parco ai cittadini, Villa Scheibler è tutt'ora in attesa di una rinascita.

Uso attuale: ala destra: servizi pubblici; corpo principale: non utilizzato

Uso storico: ala destra: abitazione

Condizione giuridica: proprietà Ente pubblico territoriale

Accessibilità: Come arrivare
tram 3, 14
autobus 57, 40

Note
Accesso dal parco pubblico che non ha recinzione, aperto alla pubblica fruizione.

Riferimenti bibliografici

Spazi pubblici per l'arte contemporanea nella grande Milano. Il caso della Villa Scheibler, Milano 1982

Guida d'Italia del Touring club italiano. Milano, Milano 1985

Sarzi Amadè L., Milano fuori di mano, Milano 1987

Iosa A., La narrazione alternativa della città, Ricerca su Villa Scheibler (Istituto di Storia dell'Arte "Paolo d'Ancona" dell'Università degli Studi di Milano), Milano 1997

Introini F./ Losa A., I luoghi della cultura nella Milano globalizzata, Milano 2003

Cascone P., La Milano della memoria Zona 9, Milano 2006

Fonti e Documenti

Archivio di Stato di Milano, catasto, mappe, catasto teresiano, 3363 bis, foglio II di Vialba

Archivio di Stato di Milano, catasto, mappe, catasto lombardo veneto, 2757, Comune Censuario di Vialba, foglio 3

Archivio di Stato di Milano, catasto, mappe, cessato catasto, 482, Comune Censuario di Vialba, foglio 3

Visualizzatore geografico NaDIR: visualizza mappa

Percorso tematico: Ville gentilizie nell'Alto milanese

Percorso tematico: Quattro passi per Milano. Memorie di una città che cambia

Credits

Compilatore: Garnerone, Daniele (2006)

Compilazione testi: Garnerone Daniele

Responsabile scientifico testi: Maderna Gian Battista; Susani Elisabetta

Ultima modifica scheda: 11/01/2013