Chiesa di S. Alessandro della Croce

Bergamo (BG)

Indirizzo: Via Pignolo (Nel centro abitato, distinguibile dal contesto) - Bergamo (BG)

Tipologia generale: architettura religiosa e rituale

Tipologia specifica: chiesa

Configurazione strutturale: Si trova in un angusto slargo, dove si eleva con una facciata rifatta nel 1930. La chiesa ad una navata, possiede una sobria decorazione barocca, ma è dotata del corredo pittorico fra i più importanti della città.. A destra del presbiterio si accede alle 2 sagrestie che custodiscono anch'esse una vasta raccolta di opere.

Epoca di costruzione: sec. X - sec. XX

Descrizione

Da un punto di vista architettonico l'interno costituisce un esempio interessante di tardo barocco adeguato ai precetti controriformati. La pianta è a croce latina con un'unica navata e un transetto con braccia corte. È un assetto ideale all'accoglienza dei fedeli, per messe e orazioni praticate sia dalla gerarchia ecclesiastica che dai fedeli riuniti in confraternite. In Sant'Alessandro la loro importanza è testimoniata dalle cappelle - tre per parte - che si aprono slanciate lungo i lati della navata. Sono tutte intitolate alle stesse adunanze (ad eccezione di quella dedicata a san Carlo Borromeo) alle quali i fabbricieri donarono cospicue somme di denaro per le opere di abbellimento.
Con la complicità di persone influenti come il conte Gian Giacomo Tassi, il collezioni- sta Francesco Maria Brutino e il conte Giovan Domenico Ragazzoni, l'aggiornamento culturale del Collegio della Fabbrica di Sant'Alessandro seppe stare al passo con i tempi. Questa congiuntura favorevole, oltre a procurare la commessa al genovese Giovan Battista Parodi (San Carlo Borromeo comunica gli appestati, 1720), fu la premessa alla decorazione della cappella del Suffragio, che nel 1730 ebbe come protagonista Sebastiano Ricci. Il conte Tassi ne fu l'ispiratore e l'artista realizzò il suo notevole San Gregorio Magno mentre intercede a favore delle anime accolte dalla Vergine in gloria. Il Ricci pur restando fedele alla sua peculiare robustezza barocca, presente soprattutto nella descrizione dei personaggi "terreni", in questa tela si apre a soluzioni anticipatrici del barocchetto, apprezzabili nella trama delle diagonali che sbilanciano coraggiosamente la composizione e soprattutto negli impasti dei colori, rischiati e cangianti. In seguito, complice l'intraprendenza del parroco don Bernardo Ragazzoni (dal 1742), la stessa cappella si arricchì dell'opera del veronese Gianbettino Cignaroli (Storia di Giuda Maccabeo, 1743). È una tela in stretto rapporto con l'illusionismo atmosferico di Tiepolo nella quale domina la qualità trasparente del fondale cristallino del cielo. Due anni dopo, lo stesso Cignaroli dipinse la grande pala raffigurante la Deposizione (collocata nel transetto destro), mentre in anni successivi arrivarono i lavori di altri pittori quali Giovanni Battista Pittoni, Madonna e santi (1746; terza cappella a sinistra), Francesco Cappella, Incontro di Cristo con la Vergine (altare dell'Assunta, 1774) e Giovanni Raggi (cappella dell'Orazione, 1757). Queste ultime due opere approdarono in Sant'Alessandro grazie alla mediazione del conte Giacomo Carrara. Nella stessa cappella dell'Orazione, l'altare che celebra la devozione del sacramento eucaristico è un'altra delle eccellenze artistiche della chiesa. È un manufatto realizzato nel 1729 da Andrea Fantoni composto esclusivamente di marmi preziosi, intarsiati e policromi; è un esempio di artigianato artistico unico nel suo genere, per l'invenzione della struttura complessa a registri sovrapposti, la lavorazione di materiali eterogenei e, infine, l'equilibrio del modellato presente nelle parti plastiche. Con le opere lignee di Antonio Sanz (notevoli sono i suoi Confessionali) e del Manni, artefice del rilievo marmoreo di un paliotto d'altare (collocato nella terza cappella a sinistra intitolata al Sacro Cuore), Sant'Alessandro offre una campionatura notevole dell'inventiva, raffinata e versatile, propria alle diverse espressioni artistiche del barocchetto lombardo, che trova puntuali riscontri anche nelle basiliche dislocate nel territorio, ad Alzano Lombardo e a Gandino.

Notizie storiche

La chiesa venne edificata nelle forme attuali sull'area di un edificio sacro preesistente. L'impresa iniziò nel 1675 grazie alle elargizioni congiunte dei devoti delle vicinie di Sant'Alessandro della Croce, di San Giovanni dell'Ospedale e di Sant'Antonio. I loro rappresentanti, riuniti nel Collegio della Veneranda Fabbrica, avviarono la realizzazione di un progetto ambizioso in gran parte conservato fino ad oggi. La direzione dei lavori venne affidata ai Trezzini, una famiglia di "magistri" originari della Lombardia svizzera che risulta documentata in questo cantiere dal 1676 al 1768. La consacrazione del tempio risale al 1737 mentre la facciata, rimasta incompiuta, è posteriore e realizzata soltanto nel 1922 su un progetto di Virgilio Muzio (1901).
Le testimonianze artistiche più antiche provenienti dalla chiesa precedente, fra cui l'Incoronazione di Maria del 1576 di Giovan Battista Moroni, le tele di Giovan Paolo Cavagna ed Enea Salmeggia (1621), vennero collocate a fianco delle opere contemporanee all'edificazione seicentesca che coincise con il momento più dinamico della storia della fabbrica. A favorire questa tendenza contribuì il clima di effervescenza artistica presente a Bergamo fra Sei e Settecento. In quegli anni, diversi palazzi privati, la basilica di Santa Maria Maggiore (vedi schede), il Duomo e molte chiese della città si arricchivano di opere e arredi provenienti dall'area veneta.

Uso attuale: intero bene: chiesa

Uso storico: intero bene: chiesa

Condizione giuridica: proprietà Ente religioso cattolico

Accessibilità: Apertura dalle 8,00 alle 12,00 e dalle 15.00 alle 19,00

Credits

Compilatore: Scaburri, Luca (2007)

Compilazione testi: Bianchi, Federica

Responsabile scientifico testi: Simonetta, Coppa

Fotografie: Bams photo Rodella/Jaca Book; Morandini, Lucia

Ultima modifica scheda: 27/01/2017

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