Duomo di Salò - complesso

Salò (BS)

Indirizzo: Piazza del Duomo (Nel centro abitato, integrato con altri edifici) - Salò (BS)

Tipologia generale: architettura religiosa e rituale

Tipologia specifica: chiesa

Configurazione strutturale: L'edificio religioso, che sorge al centro del nucleo più antico di Salò, a ridosso del lungolago, ha un impianto a tre navate con colonne in pietra grigia, sorreggenti altissimi archi e volte ogivali. Le cappelle laterali sono del XVI sec.; il campanile conserva il basamento della chiesa più antica, ma è databile tra la fine del XIV e l'inizio del XV

Epoca di costruzione: seconda metà sec. XV - prima metà sec. XVI

Autori: delle Vacche, Filippo, rifacimento; Della Porta, Antonio, costruzione portale; Cairano, Gaspare, costruzione portale

Comprende

Descrizione

La storia del Duomo di Salò comincia nel 1418, quando il Comune della cittadina lombarda riceve da papa Martino V l'autorizzazione a rimodernare l'antica pieve di S. Maria Annunciata, ormai ridotta a un rudere.
Nell'autunno 1453 l'architetto Filippo delle Vacche da Caravaggio, che aveva ricevuto l'incarico di progettare il nuovo edificio, fu chiamato ad avviare i lavori. La sola certezza è che l'autore del progetto per il duomo di Salò appartiene a quella cultura di transizione tra gotico e Rinascimento che segna tanti edifici lombardi degli stessi anni: il luminoso vano quadrato del presbiterio, ampio e armonioso, suggerisce però qualche attenzione per i modi nuovi dell'architettura rinascimentale. Il modello di riferimento, scelto per esplicito desiderio dei committenti, è quello della chiesa veronese di S. Anastasia, che non fu tuttavia ripetuto alla lettera: resta la partizione in tre navate, ma è inferiore il numero delle campate, cinque invece che sette, e inferiore il numero delle absidi poligonali che concludono la struttura, tre, e non cinque come a Verona; ed è più equilibrato, inoltre, il rapporto di proporzione tra la nave centrale e le navate laterali. I lavori continuarono per diversi anni, con lentezza: nel 1487, conclusa la sagrestia, ancora si lavorava alla pavimentazione marmorea, e la cupola, iniziata tra il 1506 e il 1507, fu terminata solo nel 1522, quando ormai risultava del tutto anacronistico il modello a ombrello con spicchi separati da costoloni, ripreso da esempi tardogotici veneziani.
Nel 1493 venne collocato nel presbiterio il grande Crocifisso scolpito da Giovanni Teutonico più di quarant'anni prima, di fattura nervosa e di straordinario virtuosismo tecnico nella resa del reticolo delle vene sul corpo di Cristo e delle gocce di sangue che scorrono dalle ferite del capo e del costato. In quel momento il Crocifisso era il solo oggetto d'arte della chiesa, fatta eccezione per qualche modesto affresco alle pareti: era vuota, infatti, la cornice lignea commissionata nel 1473 a Bartolomeo da Isola Dovarese, compiuta nel 1475, e brillante esempio di intaglio tardogotico, tutto trafori e finezze decorative.
Nel 1500, finalmente, si trovò una soluzione: si decise di collocare nella cornice dieci statue lignee, che dovevano raffigurare la Madonna col Bambino,
il Cristo risorto e i santi protettori delle otto chiese dipendenti dall'antica pieve di Salò. Le statue furono commissionate a Pietro Bussolo, artista di origine forse milanese, e di cultura affinata sugli esempi pittorici di Foppa e di Zenale, che le consegnò l'anno successivo, nel 1501. Per la finitura pittorica fu chiamato un "magister Vincentius pictor" che la critica ha proposto di identificare con Vincenzo Foppa.
Nel 1506 fu affidata a un "Gasparo da Milano" e a un "Antonio da Como citadin de Bresa" la costruzione del portale maggiore del Duomo: la critica identifica solitamente il primo con Gaspare da Coirano e il secondo con uno dei principali collaboratori di Gasparo, Antonio della Porta, detto il 'Tamagnino'. Conferma l'ipotesi anche la cultura che mostra il portale, ben diversa dai moduli tardogotici del resto dell'edificio, e vicina, piuttosto, per eleganza e sobrietà, a certe soluzioni che si andavano adottando in quel tempo alla Loggia, aggiornate sulle novità bramantesche.
Dell'antica decorazione murale, eseguita a partire dalla fine del XV secolo, nulla sopravvive, per i rifacimenti e le diverse campagne di restauro che, nel corso del XIX secolo e soprattutto dopo il terremoto del 1901, alterarono profondamente il volto della chiesa: e dispersioni e integrazioni hanno modificato anche l'arredo pittorico originale. Nel 1906, dopo il terremoto che aveva gravemente lesionato l'antica chiesa di S. Bernardino, si decise di trasferire in Duomo i dipinti più importanti che l'edificio conservava: tra gli altri, due opere di Romanino.

Notizie storiche

Dedicato all'Annunziata, fu ricostruito su un edificio più antico tra il 1453 e il 1502 in forme tardo-gotiche, diviso a tre navate da colonne in pietra grigia. Di tale costruzione rimangono le strutture del campanile e delle finestre con cornici in cotto sul fianco destro e la Sala del Capitolo dove campeggiano affreschi quattrocenteschi. Nello stesso periodo intorno al Duomo fu tutto un susseguirsi di cantieri di palazzi su portici voltati a seguire il tessuto gotico dei vicoli.
Tra il 1506 e il '09 venne aggiunto il portale rinascimentale di Gaspare da Coirano.
Della fine del XVI sec. sono le decorazioni delle volete ogivali di Tommaso Sandrini. Nello stesso periodo vengono aperte anche le cappelle laterali.

Uso attuale: intero bene: chiesa

Uso storico: intero bene: chiesa

Condizione giuridica: proprietà Ente religioso cattolico

Accessibilità: Ingresso libero
Tel.0365 521700 fax 0365 523294 - info@parrocchiadisalo.it

Come arrivare:
in auto: da Milano, prendere l'A4, uscita Brescia Est, seguire per Verona; proseguire per SS45bis fino a Salò.

Percorsi tematici:

Credits

Compilatore: Tognazzi, G. (2005)

Compilazione testi: Balzarini, Maria Grazia; Ribaudo, Robert

Responsabile scientifico testi: Cassanelli Roberto

Fotografie: Marino, Nadia

Ultima modifica scheda: 15/09/2017

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