Chiesa di S. Giacomo - complesso

Bellagio (CO)

Indirizzo: Via Roma (Nel centro abitato, distinguibile dal contesto) - Borgo, Bellagio (CO)

Tipologia generale: architettura religiosa e rituale

Tipologia specifica: chiesa

Configurazione strutturale: Il complesso architettonico è composto dalla chiesa, con annesse sacrestia, e dal campanile. La chiesa si sviluppa con pianta a tre navate e presbiterio triabsidato. Le navate sono separate da possenti pilastri e colonne alternati; al termine di ciascuna, una scala ad unica rampa consente di accedere alla zona presbiteriale, notevolmente rialzata. La copertura è a tetto a falde con manto in lastre di pietra; le murature sono in pietra a vista all'esterno e parzialmente intonacate all'intero. Il campanile, a pianta quadrata e integralmente in pietra a vista, sorge davanti alla facciata, in corrispondenza dell'angolo nord-ovest ed è caratterizzato da tamburo ottagonale e copertura a cupola.

Epoca di costruzione: fine sec. XI - inizio sec. XII

Comprende

Descrizione

Bellaggio, Chiesa di S. Giacomo

La chiesa si eleva nel centro della frazione di Borgo, ed è individuabile anche da lontano per la sua alta e possente torre campanaria.
In blocchi di pietra di Moltrasio, ha la facciata a salienti spartita da contrafforti. Nella porzione centrale si apre il portale caratterizzato da un possente architrave, sormontato dalla restaurata finestra ad arco, due oculi e due monofore strette e strombate. Lungo il sottotetto corre una fila di archetti ciechi costituiti da due soli conci e sostenuti da una mensola sporgente. Il campanile, originale solo nella parte inferiore, è diviso in tre ordini da fasce marcapiano. La cella campanaria, delimitata da una balaustra con pinnacoli e sormontata da una lanterna ottagonale con copertura a cupola, è frutto dei rimaneggiamenti settecenteschi. Le absidi, coperte con beole, sono state pesantemente restaurate. Un motivo a dente di sega corre lungo il sottotetto e sovrasta una fascia di archetti pensili a doppia ghiera, scanditi in gruppi di quattro da semicolonne addossate. I peducci sono decorati con un motivo a foglia.
L'interno è a tre navate, divise in cinque campate da colonne e pilastri cruciformi di blocchi ben squadrati di pietra moltrasina. La copertura si presenta a capriate lignee in quella centrale e piana in quelle laterali. Alla zona presbiteriale, coperta con volte a crociera, si accede tramite tre scalinate. I catini absidali sono decorati da mosaici novecenteschi e in quello centrale spicca un prezioso altare in legno dorato. Nella parte sinistra del presbiterio è collocato un ambone con i simboli degli Evangelisti.
La sua ricostruzione, come attesta un'iscrizione su un lato, riporta la data del 1907 e risale agli interventi guidati da L. Perrone. Le lastre, con in rilievo i simboli degli Evangelisti o Tetramorfo, vennero prese dal campanile, dove erano state murate, mentre i capitelli erano stati riutilizzati in chiesa. Sul fronte sono collocate le lastre con l'Angelo, l'Aquila e il Bue; sul fianco destro con il Leone. I capitelli presentano due tipi di decorazione: a foglie larghe e piatte con elici marcati o con foglie nervate nel registro inferiore, mentre in quello superiore con testine antropomorfe o zoomorfe sugli spigoli. Il manufatto, noto forse anche per le sue grandi dimensioni, si distingue per una particolare plasticità delle figure, anche se i singoli tratti anatomici sembrano in alcune parti tratteggiati sommariamente e con una secchezza di modellato.

Bellagio, Chiesa di S. Giacomo

La chiesa si eleva nel centro della frazione di Borgo, ed è individuabile anche da lontano per la sua alta e possente torre campanaria.
In blocchi di pietra di Moltrasio, ha la facciata a salienti spartita da contrafforti. Nella porzione centrale si apre il portale caratterizzato da un possente architrave, sormontato dalla restaurata finestra ad arco, due oculi e due monofore strette e strombate. Lungo il sottotetto corre una fila di archetti ciechi costituiti da due soli conci e sostenuti da una mensola sporgente. Il campanile, originale solo nella parte inferiore, è diviso in tre ordini da fasce marcapiano. La cella campanaria, delimitata da una balaustra con pinnacoli e sormontata da una lanterna ottagonale con copertura a cupola, è frutto dei rimaneggiamenti settecenteschi. Le absidi, coperte con beole, sono state pesantemente restaurate. Un motivo a dente di sega corre lungo il sottotetto e sovrasta una fascia di archetti pensili a doppia ghiera, scanditi in gruppi di quattro da semicolonne addossate. I peducci sono decorati con un motivo a foglia.
L'interno è a tre navate, divise in cinque campate da colonne e pilastri cruciformi di blocchi ben squadrati di pietra moltrasina. La copertura si presenta a capriate lignee in quella centrale e piana in quelle laterali. Alla zona presbiteriale, coperta con volte a crociera, si accede tramite tre scalinate. I catini absidali sono decorati da mosaici novecenteschi e in quello centrale spicca un prezioso altare in legno dorato. Nella parte sinistra del presbiterio è collocato un ambone con i simboli degli Evangelisti.
La sua ricostruzione, come attesta un'iscrizione su un lato, riporta la data del 1907 e risale agli interventi guidati da L. Perrone. Le lastre, con in rilievo i simboli degli Evangelisti o Tetramorfo, vennero prese dal campanile, dove erano state murate, mentre i capitelli erano stati riutilizzati in chiesa. Sul fronte sono collocate le lastre con l'Angelo, l'Aquila e il Bue; sul fianco destro con il Leone. I capitelli presentano due tipi di decorazione: a foglie larghe e piatte con elici marcati o con foglie nervate nel registro inferiore, mentre in quello superiore con testine antropomorfe o zoomorfe sugli spigoli. Il manufatto, noto forse anche per le sue grandi dimensioni, si distingue per una particolare plasticità delle figure, anche se i singoli tratti anatomici sembrano in alcune parti tratteggiati sommariamente e con una secchezza di modellato.

Notizie storiche

Bellaggio, Chiesa di S. Giacomo

Ritenuta da Ninguarda (1589-1593) una preesistente struttura difensiva pertinente all'antica cinta muraria cui la chiesa venne addossata, è invece contemporanea all'edificio (Magni), ricalcando un modello comune ad altre strutture comasche, come ad esempio il S. Fedele. La studiosa propone per il S. Giacomo, una collocazione entro la prima metà del XII secolo. La datazione è complicata dal fatto che la chiesa è frutto di un radicale restauro effettuato da L. Perrone agli inizi del Novecento. L'intento era quello di riportare l'edificio alle sue forme originarie, in quanto era stato pesantemente manomesso a partire dal XVII secolo. Nel 1567 era divenuto parrocchia per volere dell'allora feudatario di Bellagio Ercole ii Sfondrati che, seguito dal figlio Valeriano, si fece promotore di un rifacimento che conferì linee barocche all'edificio. Interventi eseguiti negli anni successivi, come la costruzione di nuovi edifici di servizio addossati alla chiesa o l'apertura di una strada dietro la zona absidale (nell'odierna proprietà di Villa Serbelloni), avevano reso ancora più illeggibile la struttura. Si procedette così alla rimozione delle volte, alla riapertura della finestra in facciata (eliminando l'organo e la cantoria) e di quelle delle navate. Furono scrostate le colonne ricoperte di stucchi e si intervenne nella zona presbiteriale rifacendo in toto, anche se sulle tracce rinvenute, l'abside centrale e quella meridionale. Anche il pavimento venne riportato al piano primitivo, abbassandolo di oltre mezzo metro.

Bellagio, Chiesa di S. Giacomo

Ritenuta da Ninguarda (1589-1593) una preesistente struttura difensiva pertinente all'antica cinta muraria cui la chiesa venne addossata, è invece contemporanea all'edificio (Magni), ricalcando un modello comune ad altre strutture comasche, come ad esempio il S. Fedele (cfr. vol. i, pp. 170ss.). La studiosa propone per il S. Giacomo, una collocazione entro la prima metà del xii secolo. La datazione è complicata dal fatto che la chiesa è frutto di un radicale restauro effettuato da L. Perrone agli inizi del Novecento. L'intento era quello di riportare l'edificio alle sue forme originarie, in quanto era stato pesantemente manomesso a partire dal xvii secolo. Nel 1567 era divenuto parrocchia per volere dell'allora feudatario di Bellagio Ercole ii Sfondrati che, seguito dal figlio Valeriano, si fece promotore di un rifacimento che conferì linee barocche all'edificio. Interventi eseguiti negli anni successivi, come la costruzione di nuovi edifici di servizio addossati alla chiesa o l'apertura di una strada dietro la zona absidale (nell'odierna proprietà di Villa Serbelloni), avevano reso ancora più illeggibile la struttura. Si procedette così alla rimozione delle volte, alla riapertura della finestra in facciata (eliminando l'organo e la cantoria) e di quelle delle navate. Furono scrostate le colonne ricoperte di stucchi e si intervenne nella zona presbiteriale rifacendo in toto, anche se sulle tracce rinvenute, l'abside centrale e quella meridionale. Anche il pavimento venne riportato al piano primitivo, abbassandolo di oltre mezzo metro.

Uso attuale: intero bene: chiesa

Uso storico: intero bene: chiesa

Condizione giuridica: proprietà Ente religioso cattolico

Riferimenti bibliografici

Terzaghi M. C., Il Triangolo Lariano, Bellagio, Como 2002

Terragni G., Bellagio, Como 2001

Magni M., Architettura romanica comasca, Milano 1960

Credits

Compilatore: Catalano, Michela (2005)

Compilazione testi: Rurali Elisabetta

Responsabile scientifico testi: Cassanelli Roberto; Piva Paolo

Ultima modifica scheda: 14/10/2016

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