Palazzo Affaitati - complesso

Cremona (CR)

Indirizzo: Via Ugolani Dati, 2-4 (Nel centro abitato, non distinguibile dal contesto) - Cremona (CR)

Tipologia generale: architettura per la residenza, il terziario e i servizi

Tipologia specifica: palazzo

Configurazione strutturale: La sua struttura imponente occupa buona parte dell'isolato delimitato dalle vie Palestro, Falerno, G.C. Fondulo e Ugolani Dati, dove affaccia il fronte principale. Si sviluppa su due piani fuori terra principali aventi ciascuno un ammezzato e si articola attorno a tre cortili. Il cortile orientale, parzialmente porticato, è costituito dai fabbricati più antichi ed è separato da uno scenografico loggiato. Ad ovest di questo si articolano altri fabbricati più bassi con pianta a doppia T, frutto degli ampliamenti ottocenteschi che definiscono al loro interno due corti

Epoca di costruzione: 08/10/1561 - 1570

Autori: Dattaro, Francesco (?), progetto; Dattaro, Giuseppe (?), progetto; Cantoni, Simone, costruzione loggia

Comprende

Descrizione

Situato nel centro storico della città, nei pressi di Piazza Roma, Palazzo Affaitati è uno dei più importanti esempi di architettura cremonese del Cinquecento; oggi ospita il Museo Civico Ala Ponzone, la Biblioteca Statale e il Museo Stradivariano. La sua struttura imponente occupa buona parte dell'isolato delimitato dalle vie Palestro, Falerno, Fondulo e Ugolani Dati, dove affaccia il fronte principale. La monumentale facciata, lavorata a bugnato liscio, è divisa orizzontalmente da una rilevante fascia marcapiano decorata da un fregio a greca e conclusa superiormente da un cornicione a mensole antropomorfe. Sette finestre sormontate da timpani triangolari e curvilinei, alternati, scandiscono i due piani principali, mentre coppie di lesene sono poste ai lati e al centro della facciata in cui è collocato il magnifico portale settecentesco, accesso principale del palazzo. Superato l'ingresso la vista si apre sul grandioso cortile porticato cui fa da sfondo la loggia settecentesca sorretta da colonne binate a serliana che collega le due ali del palazzo, oltre la quale si apre una corte alberata. All'interno lo scenografico scalone monumentale a doppia tenaglia in marmo che collega il portico d'ingresso al piano nobile è tra migliori esempi di barocchetto lombardo. Ad ovest del corpo principale si articolano altri fabbricati più bassi con pianta a doppia T, frutto di ampliamenti ottocenteschi che definiscono al loro interno due corti.

Notizie storiche

Emblema della potenza economica e del prestigio sociale raggiunto dagli Affaitati, il Palazzo sorge a metà Cinquecento in una zona a ridosso dell'attuale via Palestro che nel Quattrocento diventa luogo privilegiato delle nuove residenze urbane delle più illustri famiglie cremonesi. Non si ha certezza del progettista, ma le figure di Francesco e del figlio Giuseppe Dattaro appartenenti alla scuola manierista cremonese, ricorrono nei documenti dell'epoca con una certa frequenza. I lavori iniziano nel 1561 e sono completati nel 1570, quando Francesco Affaitati si stabilisce nella nuova residenza. Il palazzo in origine si articola su tre bracci che definiscono al loro interno una corte chiusa sul quarto lato da un muro di cinta: la costruzione, imponente e magnifica, esprime pienamente gli ideali dei committenti attraverso la classicità dell'impianto contaminato al manierismo dell'epoca. Nel corso dei secoli l'avvicendamento dei proprietari comporta modifiche strutturali: se la facciata rimane quasi immutata, gli interni, la corte e l'impianto originario del palazzo variano con il mutare delle famiglie. Nel 1746, per opera dell'architetto Antonio Arrighi, su commissione dell'allora proprietario Luigi Magio, si realizza lo scalone monumentale, completato nel 1769, che collega i piani principali mentre qualche anno più tardi Giacomo Guerrini e Giovanni Manfredini sono impegnati nella decorazione delle sale nobili. Nell'ultimo decennio del Settecento su progetto dell'architetto ticinese Simone Cantoni si demolisce il muro di chiusura della corte e al suo posto si costruisce l'elegante loggia su serliane oltre la quale viene aperto un nuovo cortile. Passata di proprietà nell'Ottocento ai Padri Ospedalieri Fatebenefratelli e diventata ospedale, la struttura viene ampliata verso ovest fino al confine con via Palestro su progetto dell'architetto cremonese Carlo Visioli. Con la chiusura dell'ospedale, agli inizi del Novecento, il palazzo è destinato dal Comune di Cremona a sede museale.

Uso attuale: corpo centrale, ala est: biblioteca; corpo centrale, ala ovest: pinacoteca; intero bene: uffici; intero bene: museo Stradivariano

Condizione giuridica: proprietà Ente pubblico territoriale

Credits

Compilatore: Marino, Nadia (2007)

Compilazione testi: Marino, Nadia

Fotografie: Marino, Nadia

Ultima modifica scheda: 27/01/2017

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