Convento dei Gerolamini di S. Sigismondo (ex)

Piadena (CR)

Indirizzo: Piazza Giuseppe Garibaldi, 3 (Nel centro abitato, integrato con altri edifici) - Piadena (CR)

Tipologia generale: architettura religiosa e rituale

Tipologia specifica: convento

Configurazione strutturale: Edificio a corte a pianta quadrata con chiostro centrale il cui portico è scandito da colonne tuscaniche ed archi a tutto sesto. Le campate del portico sono coperte da volte a crociera in muratura mentre il piano seminterrato è coperto da volte a botte in muratura.

Epoca di costruzione: 1626

Descrizione

Il seicentesco ex Convento dei Gerolamini è situato nel centro del paese accanto alla Chiesa arcipretale dedicata a S. Maria Assunta: nella struttura sono ospitati gli uffici comunali, le sale del Museo archeologico Platina e alcuni ambienti parrocchiali. La costruzione, a pianta quadrata si articola intorno ad un elegante e suggestivo chiostro interno ad archi a tutto sesto sostenuti da colonne tuscaniche poggianti su un basamento continuo. Le armoniose campate sono formate da volte a crociera e sostengono superiormente gli ambienti posti al primo piano dove alcune finestre si aprono verso la corte interna destinata a giardino. Il seminterrato è coperto da volte a botte con mattoni a vista e ospita l'aula didattica e il magazzino del museo archeologico. La struttura è perfettamente conservata; la sola alterazione dell'armonia originaria è costituita dallo scalone ottocentesco sul lato ovest che accede ai locali del primo piano

Notizie storiche

Le origini dell'ex Convento dei Gerolamini risalgono al 1624, quando con decreto del 24 maggio il Vescovo Mons. Campori autorizza l'istituzione della comunità eremitana di S. Girolamo nel comune di Piadena. Lo stesso anno iniziano i lavori di costruzione del monastero dipendente dalla comunità monastica di S. Sigismondo a Cremona. L'erezione del nuovo edificio comporta la parziale demolizione dell'adiacente Chiesa di S. Maria di Piadena, che nel 1517 era stata incorporata al Monastero cremonese e si conclude nel 1626, come indica l'epigrafe che si conserva all'interno del chiostro. A quell'epoca il Monastero era poggiato sul fianco sinistro dell'antica chiesa cioè a settentrione di questa e separato da una parete e da una loggia superiore che permetteva l'accesso dei monaci. A causa dei gravi cedimenti strutturali la Chiesa viene ricostruita in forme barocche fra il 1748 e il 1758 dall'architetto Marco Bianchi. Le sue grandi dimensioni fanno supporre che fosse in progetto la costruzione di un più ampio convento sull'area della chiesa demolita che non sarà mai realizzato perché con decreto dell'Imperatore d'Austria del 1772 il monastero viene soppresso per la carenza di canonici ed adibito a caserma e prigione. Negli anni seguenti diventa sede della Pretura e in anni più recenti accoglie gli uffici del Comune e il Museo Archeologico Platina.

Uso attuale: p. 1: museo; uffici comunali; oratorio parrocchiale

Uso storico: intero bene: cultuale

Condizione giuridica: proprietà mista pubblica/ecclesiastica

Riferimenti bibliografici

Touring club italiano, Lombardia, Roma 2005, p. 860

Cremona e il suo territorio: Arte, suoni, colori e sapori tra Adda, Serio, Oglio e Po, Milano 2007, p. 54

Feudatari D., La chiesa di Santa Maria Assunta e San Pammacchio in Piadena : profilo storico e artistico, Cremona 2000

Gamba C., Piadena : monografia storica, Milano 1981

Credits

Compilatore: Marino, Nadia (2013)

Compilazione testi: Marino, Nadia

Fotografie: Marino, Nadia

Ultima modifica scheda: 27/01/2017

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