Santuario dell'Assunta

Morbegno (SO)

Indirizzo: Via Santuario (Al limite dal centro abitato, isolato) - Morbegno (SO)

Tipologia generale: architettura religiosa e rituale

Tipologia specifica: chiesa

Configurazione strutturale: Edificio a navata unica coronato da cupola

Epoca di costruzione: inizio sec. XVI

Autori: Rodari, Tommaso, decorazione facciata; Bianchi, Pietro, affreschi interni; Prina, Giuseppe, affreschi interni; Pozzi, Giovan Battista, affreschi interni; Romegialli, Giampietro, affreschi interni; Porro, Giuseppe, affreschi interni; De Magistris, Giovanni Andrea, affreschi cappella destra

Descrizione

Il santuario è un edificio semplice, a navata unica, interrotta però all'incirca a metà altezza da una sorta di tribuna affiancata da due ampie cappelle laterali, e coperta da una volta a vela che, all'esterno, è rivestita da un alto tiburio.
In fondo all'abside è collocata la straordinaria ancona lignea dedicata all'Assunta che la Compagnia dei Battuti commissionò a Giovan Angelo del Maino il 18 agosto 1516. L'ancona era certamente conclusa nel 1519, quando Del Maino riceve l'ultimo pagamento: poco dopo, nel 1520, Gaudenzio Ferrari e Fermo Stella iniziano a lavorare alla doratura e alla decorazione policroma, che saranno terminate nel 1526.
Per lungo tempo la critica ha attribuito a Gaudenzio il disegno dell'ancona, che ha una struttura architettonica assai elaborata, e di proporzioni monumentali: è, infatti, una sorta di tempio a pianta centrale in miniatura, sormontato da un doppio tamburo e concluso da una cupoletta a spicchi; l'altezza complessiva raggiunge i cinque metri. Forse si pensava che un semplice scultore in legno, poco più di un artigiano, sia pure d'alto livello, non fosse in grado di ideare una struttura così complessa e ricca di riferimenti all'architettura contemporanea, nello schema generale a pianta centrale, nelle accurate prospettive dei singoli rilievi, nei finissimi motivi ornamentali. Così, solo in anni recenti Venturoli (1985) ha restituito a Giovan Angelo del Maino il progetto per l'ancona di Morbegno, e per le altre, altrettanto raffinate, che dalla bottega dello scultore sono uscite: l'ancona di S. Abbondio del Duomo di Como, solo per citarne una, che la Brizio (1956) riferiva non a caso a Gaudenzio Ferrari, ancora, per l'invenzione e a Giovan Angelo del Maino per l'esecuzione.
Circondata da una fastosa cornice settecentesca, l'ancona di Morbegno racchiude, al centro, un affresco tardo-gotico, una Madonna col Bambino in trono che è da sempre ritenuta immagine miracolosa. Ai lati dell'affresco due nicchie accolgono le figure di San Lorenzo, a sinistra, e San Bernardo, a destra; immediatamente sotto sono collocati i due rilievi con l'Adorazione dei pastori, a sinistra, e la Fuga in Egitto, a destra; nella predella, infine, sono posti tre rilievi: Gesù tra i Dottori, a sinistra, la Pentecoste a destra e, al centro, lo Sposalizio della Vergine; a coronamento della struttura Giovan Angelo del Maino ha ideato un'Assunta circondata da una mandorla di cherubini, contemplata dalle figure degli Apostoli in piedi sulla cornice del primo tamburo, e festeggiata dal cerchio di angioletti musicanti che gira tutt'intorno al secondo tamburo. L'ancona di Morbegno segna una svolta nello stile di Del Maino, che abbandona i modi aspri e taglienti delle sue prime opere e inaugura uno stile più morbido, una disposizione più libera delle figure all'interno dei 'teatrini', le scatole prospettiche che racchiudono le singole scene, e cadenze più eleganti, più fluide, nei panneggi che avvolgono corpi sottili e flessuosi; una maniera nuova che certo deve molto alle sperimentazioni classiciste di Bambaja, e che Giovan Angelo proporrà di nuovo, identica, anche nell'Assunta scolpita poco tempo dopo per il santuario di Tirano e che segnerà tutta la sua attività degli anni maturi.
La letteratura critica ha riconosciuto in alcune incisioni di Dürer la fonte iconografica che Giovan Angelo usa per i due rilievi con l'Adorazione dei pastori, che ripete lo schema dell'episodio dello stesso tema nella serie della Piccola Passione, e con la Fuga in Egitto, modellata sulla analoga scena della serie dedicata alla Vita della Vergine, così come lo Sposalizio della Vergine della predella; e a incorniciare la Fuga in Egitto e l'Adorazione dei pastori sono posti pilastrini ornati da candelabre intagliate in legno duro, non policromate né dorate, come usava nella contemporanea scultura tedesca.
La Nascita della Vergine a tempera su tela di Gaudenzio Ferrari, posta ora a sinistra dell'entrata è in pessime condizioni di conservazione.

Notizie storiche

Scarne notizie tramandano le fonti, a proposito della storia del santuario dell'Assunta a Morbegno: sappiamo solo che fu consacrato nel 1506 e che, nella doppia dedicazione, all'Assunta e a S. Lorenzo, ricorda un precedente edificio, fondato nel 1418 e intitolato, appunto, a S. Lorenzo (Rovetta, 2000). Dei tempi e dei modi della ricostruzione, però, non sappiamo nulla: la sola certezza è l'intervento, tra il 1515 e il 1518, dell'architetto e scultore Tommaso Rodari, che viene pagato a più riprese per le finestre dell'edificio, per il rosone e per l'elegante portale architravato, coronato dalle due figure in pietra dell'Annunciazione.

Uso attuale: intero bene: chiesa

Uso storico: intero bene: chiesa

Condizione giuridica: proprietà Ente religioso cattolico

Accessibilità: Santuario aperto solo in alcune occasioni
Per informazioni:
Ufficio Turistico Morbegno Tel. +39.0342.601140

Percorsi tematici:

Credits

Compilatore: Ribaudo, Robert (2009)

Funzionario responsabile: Minervini, Enzo

Compilazione testi: Monaco, Tiziana

Responsabile scientifico testi: Cassanelli Roberto

Fotografie: Ballarino, Elena; BAMS photo Rodella/ Jaca Book; Bonetti, Luca

Ultima modifica scheda: 27/01/2017

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