Chiesa di S. Maria Bressanoro

Castelleone (CR)

Indirizzo: Via Santa Maria - Castelleone (CR)

Tipologia generale: architettura religiosa e rituale

Tipologia specifica: chiesa

Configurazione strutturale: La chiesa situata fuori dal centro abitato, nella campagna, presenta un severo impianto a croce greca sormontato da un poderoso tiburio ottagonale e quattro bracci cupolati. All'interno la cupola è modellata da profili e decorazioni in cotto.

Epoca di costruzione: 1460 - 1505

Autori: Averlino, Antonio detto il Filarete (?) (cerchia), progetto; Trotti, Giovanni Battista, decorazione

Descrizione

Una singolare vicenda di spiritualità, devozione e committenza è all'origine del santuario di S. Maria Bressanoro, a Castelleone. A dispetto della non vasta fama, dovuta in gran parte alla collocazione periferica, l'originalità planimetrica e strutturale e la straordinaria precocità tipologica fanno della chiesa uno degli edifici di culto più interessanti della prima età rinascimentale nel territorio del ducato milanese.
La fondazione del santuario è connessa con le vicende del nobile portoghese Amadeo Mendes da Silva, ebreo sefardita che dopo la rinuncia alla prestigiosa carriera politica cui era stato preparato dalla famiglia, si convertì al cattolicesimo presso il convento agostiniano di S. Maria di Guadalupe in Estremadura. Un lungo peregrinare alla ricerca dell'accoglienza in seno all'ordine francescano lo portò, nel 1452, a Milano, dove grazie alla protezione di Bianca Maria Sforza e all'intervento della corte ducale presso papa Pio II, ottenne l'ordine sacerdotale e il permesso di individuare sul territorio lombardo un luogo adatto all'insediamento di una comunità religiosa. La scelta cadde su Castelleone, località di villeggiatura prediletta da Bianca Maria situata in posizione politicamente e militarmente strategica a poca distanza da Brescia e dunque dai territori della Serenissima.
Nel 1460 prese avvio la costruzione di una chiesa e di un piccolo convento, indicato come caput custodiae Fratrum Amadeitorum e dedicato alla Madonna di Guadalupe in memoria del luogo della conversione di Amadeo. Di qui sarebbe partita l'espansione del nuovo ordine religioso, pur fra molte difficoltà e diffidenze di carattere politico, nel territorio del ducato.
Il santuario è a pianta centrica, a croce greca con ampio vano centrale a pianta quadrata coperto da una cupola ottagonale e con bracci liberi, ovvero non inseriti nel quadrato. Anche i bracci della croce presentano pianta quadrata e sono coperti da cupole. A questo nucleo originario fu aggiunto, nel 1505, un profondo coro poligonale, in asse con l'ingresso principale. La scelta dell'ottagono centrale che si eleva su base quadrata caratterizzerà gran parte delle chiese di fondazione amadeita costituendone l'elemento qualificante al confronto con le chiese dell'Osservanza francescana. Tale struttura sembra richiamare il modello degli edifici cristiani di Terrasanta, a loro volta derivanti da prototipi costantinopolitani e bizantini.
La responsabilità del progetto architettonico del santuario potrebbe ricercarsi, secondo alcuni degli orientamenti critici più recenti (Grassi, Ferri Piccaluga), nella direzione del Filarete, architetto di Francesco Sforza proprio negli anni dell'edificazione della chiesa di Castelleone. Anche se non mancano inviti alla cautela o voci di dissenso (Giordano), sembra assai interessante la recente individuazione di affinità e convergenze tra le personalità di Amadeo e dell'Averlino. Ma a sostegno dell'ipotesi filaretiana viene soprattutto la constatazione della quasi perfetta applicazione, nella pianta e nell'alzato di Castelleone, del sistema compositivo basato sulla misurazione ad quadratum, che il Filarete descrive nel Trattato e applica nei suoi più impegnativi progetti architettonici, e in particolare nelle piante a croce greca inscritta nel quadrato. Ed è proprio da questa suggestione di geometrica purezza che la chiesa riceve la sua impronta qualificante, sia nel sobrio esterno in mattone a vista (il protiro è frutto di integrazione successiva al momento della costruzione), sia nel solenne luminoso interno arricchito da affreschi tardoquattrocenteschi.
Un vasto ciclo a fresco con Storie della vita e della Passione di Cristo che culmina, sopra l'arco trionfale, in una grandiosa Crocifissione trova posto sopra un giro di cornici in cotto a stampo con teorie di angeli.
Ben più innovativo era invece il polittico eseguito su committenza degli Amadeiti da Pedro Fernàndez, il pittore di Murcia attivo in Italia nei primi decenni del Cinquecento.

Notizie storiche

Posizionata in un luogo solitario, è ricordata dalle fonti come chiesa arcipretale e plebana dall'842, tra le più antiche del territorio cremonese.
Fu ricostruita nelle fogge attuali nel 1461 per volontà di Bianca Maria Visconti per dare seguito ad un voto e affidata alla guida dell'ordine francescano. Venne impiantato un edificio a pianta centrale secondo una rilettura dei canoni della tradizione orientale.
Nei primi anni del XVI sec. fu aggiunto un portichetto su colonnine in cotto, l'abside e il campanile con bifore archiacute.

Uso attuale: intero bene: chiesa

Uso storico: intero bene: chiesa

Condizione giuridica: proprietà Ente religioso cattolico

Accessibilità: Per informazioni:
0374 58704
Per raggiungere il bene da Milano proseguire per la Paullese fino a Castelleone.

Percorsi tematici:

Credits

Compilatore: Ribaudo, Robert (2009)

Funzionario responsabile: Minervini, Enzo

Compilazione testi: Monaco, Tiziana; Ribaudo, Robert

Responsabile scientifico testi: Cassanelli Roberto

Fotografie: BAMS photo Rodella/ Jaca Book

Ultima modifica scheda: 27/01/2017

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