Castello Castiglioni Mantegazza

Varese (VA)

Indirizzo: via Cola di Rienzo 12 (Nel centro abitato, isolato) - Masnago, Varese (VA)

Tipologia generale: architettura fortificata

Tipologia specifica: castello

Configurazione strutturale: L'edificio è il risultato di complesse addizioni avvenute nel tempo; è composto dalla torre medioevale, dal corpo di fabbrica principale quattrocentesco e da un'ala sei-settecentesca, innestatasi sulle preesistenti fortificazioni medioevali, che conferisce all'impianto l'aspetto di una dimora di campagna fortificata.

Epoca di costruzione: sec. XV

Descrizione

Le ricerche condotte nell'ambito dei recenti restauri architettonici hanno consentito di delineare la vicenda costruttiva dell'edificio: ad una torre con funzioni difensive del XII secolo vennero uniti progressivamente altri corpi di fabbrica, che si disposero intorno ad un cortile interno a pianta trapezoidale (Perogalli 1987). Nel Quattrocento il castello venne poi trasformato da struttura difensiva in edificio residenziale. Nel 1937 furono scoperti i due cicli di affreschi che decorano il salone di rappresentanza al pianterreno ed una stanza al primo piano del palazzo.
Nella cosiddetta Sala degli Svaghi al pianterreno, le pareti sono affrescate senza soluzione di continuità, con un effetto di totale illusionismo cui contribuisce anche la decorazione delle porte. Sono rappresentate la Caccia col falcone, la Gita in barca, il Gioco dei tarocchi, la Colazione sull'erba e una Dama con l'arpa sotto una tenda a padiglione riccamente decorata. In linea con altri prodotti della pittura lombarda di gusto cortese, gli affreschi presentano, a fronte della sintetica definizione delle figure e delle anatomie, un'attenta resa dei dettagli (in particolare negli abiti) e un'intensa caratterizzazione fisionomica in alcuni volti (ad esempio il boscaiolo). Il ciclo testimonia la fortuna delle tematiche aristocratiche e profane nella Lombardia della metà del Quattrocento (Castelfranchi Vegas 1967), presenti anche in Palazzo Borromeo a Milano e nel Casino di caccia Borromeo ad Oreno. Una datazione sulla metà del secolo sembra confermata anche da alcuni elementi storici (la Limido, 1987, segnala la presenza di alcune monete degli anni della Repubblica Ambrosiana, ovvero del 1447-50, mentre la Basso, 1990, propone di identificare la dama con l'arpa in Maria Lampugnani, sposa di Giovanni Castiglioni, proprietario del Castello, eventualità che restringerebbe la datazione al decennio 1443-53); altri studiosi preferiscono pensare tuttavia agli anni Sessanta del Quattrocento in considerazione dell'ubicazione decentrata del ciclo, del carattere provinciale dei dipinti e della loro qualità a tratti poco più che modesta (Algeri 1986).
La decorazione della stanza al primo piano, dedicata ai Vizi e alle Virtù, è organizzata ritmicamente per gruppi di tre figure femminili (una Virtù e i due Vizi corrispondenti), incasellati entro nitide partiture architettoniche formate da colonnine dipinte che, collocate sotto le testate delle travature del soffitto, sembrano volersi porre in rapporto con l'architettura reale della sala (Perogalli 1987). Certamente più deboli dal punto di vista stilistico (forse opera di aiuti della bottega del maestro della Sala degli Svaghi, come sostengono Castelfranchi, 1967 e Bandera, 1992), questi affreschi hanno suscitato l'interesse degli studiosi soprattutto dal punto di vista iconografico. Maria Luisa Gatti Perer (1987) ha proposto una lettura di carattere iconologico interpretandoli come espressione laica di quella precisa tendenza alla meditazione personale e alla riflessione su temi morali nata nell'ambito della cosiddetta devotio moderna; anche il ciclo al pianterreno nasconderebbe, secondo la studiosa, chiare allusioni di carattere moraleggiante, in relazione alla fugacità delle gioie terrene. Tali indicazioni sembrano confermate anche dalle precedenti ipotesi della Limido (1985), che rintracciava nei dipinti precisi riferimenti alla cultura letteraria a sfondo moraleggiante della metà del Quattrocento (da Aristotele a Prudenzio a Cecco d'Ascoli), a testimonianza degli interessi culturali della famiglia Castiglioni, committente dei dipinti.

Notizie storiche

L'edificio fu fatto ristrutturare con carratteri residenziale dai Castiglioni nel XV sec., intorno ad un nucleo militare del XII sec., a monte del piccolo borgo. A metà dello stesso sec. risalgono le decorazioni delle sale con affreschi della tradizione milanese coeva, con scene aristocratiche e profane.
Successive modifiche lo hanno ampliato nel corso del XVI ed infine tra il XVIII ed il XIX
Oggi è conosciuto come Castello Mantegazza ed è di proprietà comunale.

Uso attuale: intero bene: museo

Uso storico: intero bene: abitazione

Condizione giuridica: proprietà Ente pubblico territoriale

Accessibilità: Per appuntamento. Rivolgersi a:
Civico museo d'arte moderna e contemporanea Castello di Masnago via Cola di Rienzo
tel. 0332.82.04.09 / Fax: 0332.82.29.59
E-mail: musei.masnago@comune.varese.it

Orari:
Domenica : 10, 30 - 12, 30 e 14, 30 - 18, 30
Da martedì a sabato: 10, 30 - 18, 30
Lunedì : chiuso.

Come arrivare

In auto: da sud A8, da nord Autostrada CH-N2.
In treno: F.S. e Ferrovie Nord Milano

Percorsi tematici:

Credits

Compilatore: Ribaudo, Robert (2009)

Funzionario responsabile: Minervini, Enzo

Compilazione testi: Balzarini, Maria Grazia; Ribaudo, Robert

Responsabile scientifico testi: Cassanelli Roberto

Fotografie: BAMS photo Rodella/ Jaca Book; Caspani, Pietro

Ultima modifica scheda: 27/01/2017

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