Basilica di S. Lorenzo Maggiore

Milano (MI)

Indirizzo: Corso di Porta Ticinese - Milano (MI)

Tipologia generale: architettura religiosa e rituale

Tipologia specifica: chiesa

Configurazione strutturale: L'interno, con un movimento delle masse murarie, delle esedre traforate, degli archi intermedi è portato all'unità attraverso la cupola. Le quattro esedre, coperte da calotte sferiche, si aprono al piano terra sul deambulatorio retrostante, al piano superiore sul deambulatorio retrostante, al piano superiore sui matronei; sono uguali a due a due: quelle sull'asse d'ingresso (a O e a E), definite da colonne, hanno il portico architravato, la galleria ad archi; quelle sull'asse trasversale (a N e a S) hanno portico ad archi su pilastri ottagonali, galleria ad archi su pilastri quadrangolari, con lesene accostate. Le esedre sono legate fra loro da arconi massicci che lasciano vedere sul retro, i pilastri cruciformi dell'orinaria aula quadrata e delle torri. Nell'esedera che sta di fronte all'ingresso è posto l'altare maggiore barocco, formato con marmi antichi tratti dalla cappella di S. Aquilino. Al di sopra è un affresco votivo, un tempo sul muro di cinta del cimitero di Piazza Vetra

Epoca di costruzione: fine sec. IV - fine sec. XVI

Autori: Ambrogio, committenza e variazione d'uso; Bassi, Martino, sopraelevazione copertura; Nava, Cesare, rifacimento facciata

Descrizione

La critica si è chiesta spesso se i grandi conci, le cornici e le mensole forate per i pali del velario, i capitelli e i cunei che si vedono sotto il mausoleo di Sant'Aquilino, sotto Sant'Ippolito e sotto tutta la basilica di San Lorenzo, che creano un letto su una depressione paludosa, per una profondità di 4,50 m., appartenessero all'anello esterno dell'Anfiteatro o ad un' altro edificio per spettacoli.
E' un'aula a pianta centrale dove in ogni lato, si apre un'esedra Al centro, si imposta la grande cupola, che originariamente doveva essere circolaree ai lati anche quattro torri campanarie, come S. Sofia a Costantinopoli.
Nello stesso spazio ottagono, non ancora chiarito se mausoleo o battistero, rappresentante la Gerusalemme celeste, si possono ammirare i mosaici parietali del IV sec.: sulla volta, su fondo azzurro si presenta ciò che rimane di un doppio ordine di figure di santi vivacemente rappresentate e personalizzate, forse ventiquattro che si susseguivano fra colonnine e sotto archetti o architravi. Sulle pareti, entro due catini di nicchie semicircolari si scorgono scene più tarde del Vecchio (Elia) e del Nuovo Testamento (esenzione di Cristo e salvazione del cristiano), rappresentate con una sensibilità ellenistica. Sul catino è rappresentato invece, il Cristo decente, la Maiestas Domini, fra gli apostoli in tunica bianca. Tutte le figure galleggianti nell'oro, hanno un accenno di personalizzazione, le vesti sono animate da pieghe con tessere variamente riverberanti.
Alle absidi si collegano tre edifici ottagonali: a oriente S. Ippolito, antecedente alla costruzione dell'aula per accogliere, sin dalla fondazione della Basilica, le reliquie del santo, si presenta all'interno come una croce equilatera, con agli spigoli del quadrato centrale delle colonnine incassate reggenti le volte a botte ; a sud, S. Aquilino, detta anche "cappella della Regina", in onore di Galla Placidia (che tanta parte ebbe nella volontà di portare a termine i lavori) è internamente reso dinamico da una serie di nicchie alternativamente rettangolari e semicircolari e da un secondo ordine praticabile illuminato da 8 finestre. Si collega alla basilica tramite un atrio quadrato, absidato ai lati; a nord, il più tardo e modesto S. Sisto, decorato sulla volta da un affresco settecentesco, luogo di sepoltura del vescovo Eustorgio II. Inoltre, al lato di S. Ippolito, vi erano due ambienti absidali e due aulette ottagone, usate per i catechisti e per l'archivio.
Davanti alla Basilica vi era un atrio quadrilatero porticato, su colonne, di cui rimane le sole "colonne romane".
L'aspetto odierno della facciata viene concepito nel 1894 dall'arch. Cesare Nava, che disegna il pronao d'ingresso alla Basilica vera e propria, con tre arcate su pilastri, sull'impianto dell'antico nartece absidato ai lati. Realizza la nuova facciata in cemento similpietra, con le canoniche laterali.
Caratterizza con la sua presenza importanza un buon tratto del quartiere Ticinese: negli anni '30, l'allora podestà Gallarati Scotti autorizza le opere di isolamento della basilica, che daranno vita, sul retro, al parco della Vetra. Davanti, sul sagrato liberato dagli edifici, viene posta la statua del Costantino del Laterano.

Notizie storiche

La basilica è una delle più celebri di Milano e rivaleggia con le grandi fabbriche imperiali tardoantiche di Roma e Ravenna. La sua origine va fatta risalire con tutta probabilità allo scontro che contrappose nella Pasqua 385 il vescovo Ambrogio e la corte imperiale, di simpatie ariane, che da quel momento volle riservarsi un edificio in via esclusiva per le proprie celebrazioni. Sorse fuori le mura, lungo la via per Pavia (Ticinum), non lontana dal vasto quartiere del palazzo imperiale. Per colmare la vasta depressione del terreno scelto per l'edificazione vennero impiegati (come si scoprì negli scavi del 1913) i blocchi ricavati dallo smontaggio (almeno parziale) dell'anfiteatro, colossale iniziativa che solo la pubblica autorità poteva disporre. La partenza della corte per Ravenna nel 402 dovette rallentare, anche se non fermare, la costruzione, che comunque (ad es. nella cappella di S. Aquilino) presenta tracce evidenti di interruzione. Al grande invaso centrale, stretto da quattro torri scalari angolari, erano collegati il martyrium (cappella di S. Ippolito) e una cappella con destinazione funeraria (S. Aquilino), cui si aggiunse nel vi secolo la cappella di S. Sisto.
La basilica fu seriamente danneggiata dagli incendi della seconda metà dell'xi secolo e forse dal terremoto del 1117. Si resero necessari vari interventi di riparazione dell'antica struttura, in particolare alle torri scalari e soprattutto alla copertura dell'invaso centrale, forse non integralmente ricostruita, ma cinta da un tiburio con loggiato esterno, di cui resta testimonianza in un disegno del 1574, precedente il crollo definitivo, oltre che nel celebre dipinto della seconda metà del XV secolo con la Processione di san Lorenzo. Di progettazione interamente romanica è la cappella Cittadini, con abside semcircolare estradossata, che nel semi-tamburo absidale conserva resti di un velarium dipinto.

Uso attuale: intero bene: chiesa

Uso storico: intero bene: basilica

Condizione giuridica: proprietà Ente religioso cattolico

Percorsi tematici:

Credits

Compilatore: Ribaudo, Robert (2011)

Compilazione testi: Cassanelli, Roberto; Ribaudo, Robert

Fotografie: BAMS photo Rodella/Jaca Book; Barbalini, Fabio

Ultima modifica scheda: 14/10/2016

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