Compreso in: Ospedale Maggiore - complesso, Lodi (LO)

precedente | 1 di 1 | successivo

Chiostro dell'Ospedale Maggiore

Lodi (LO)

Indirizzo: Piazza Ospitale, 10 (Nel centro abitato, non distinguibile dal contesto) - Lodi (LO)

Tipologia generale: architettura religiosa e rituale

Tipologia specifica: chiostro

Configurazione strutturale: Chiostro quandrangolare, faceva parte di uno dei bracci dell'antica struttura a crciera che costituiva l'Ospedale Maggiore. Il chiostro è formato da un porticato che conta 16 arcate sorrette da pilastri in muratura.

Epoca di costruzione: 1466 - 1504

Autori: Giovan Battista da Comazzo, progetto; Beltramo da Pandino, progetto

Descrizione

Il piccolo cortile è senza dubbio uno dei più alti esempi dell'architettura claustrale lombarda della seconda metà del Quattrocento e la sua ricca decorazione in cotto lo caratterizza in modo peculiare, per la grande diffusione nella zona di questo tipo di decori, dei quali altro esempio nei pressi dell'Ospedale è il palazzo Mozzanica-Varesi. Tuttavia, soltanto le arcate terrene del chiostro sono corrispondenti in gran parte a quelle originarie, poiché tutto il chiostro è stato smontato e ricomposto durante i restauri di fine Ottocento. Il piano terreno presenta 16 colonne in pietra con basi unghiate e capitelli con stemmi recanti le insegne della città di Lodi. Le ghiere degli archi sono riccamente decorate con cornici in terracotta a stampo e nelle imposte si trovano tondi con al centro la colomba, simbolo dello Spirito Santo, al quale era intitolato l'Ospedale. Una fascia di archetti pensili concatenati introduce al secondo ordine, avente 40 colonnine con capitelli corinzi, sulle quali si impostano arcate larghe la metà di quelle inferiori: anch'esse hanno ghiere decorate con motivi di restauro in stile, realizzati in cemento, e anche qui si trovano i tondi con le colombe e gli archetti pensili alla sommità. Al piano terreno del chiostro, sul lato sud, si affaccia la sala ex-capitolare, con una vasta decorazione affrescata sulla volta, recante grottesche di Giulio Ferrari del 1593. Riquadri paesaggistici incorniciati con greche dipinte sono circondati da una moltitudine di personaggi atteggiati nelle pose più varie, molti dei quali sono tratti da modelli incisi del XVI secolo, tra cui stampe da soggetti di Hieronymus Bosch, di Pieter Brueghel il Vecchio e di Marteen van Heemsckerck. All'interno della sala si trovano i reperti anatomici realizzati dallo scienziato ottocentesco Paolo Gorini, pioniere dell'imbalsamazione moderna.

Notizie storiche

Il chiostro della farmacia appartiene al nucleo più antico dell'Ospedale Maggiore di Lodi, costruito per iniziativa del vescovo Carlo Pallavicino, a partire dagli anni Sessanta del Quattrocento. Esiste un documento conservato presso l'Archivio Storico, che attesta infatti l'ordinazione delle colonne per il portico il 30 aprile 1473. Il chiostro faceva dunque parte di una delle crociere originarie, attorno a cui si sviluppava l'ospedale e ad esso si affacciava la sala nella quale si svolgevano le riunioni del capitolo. La sala, costruita probabilmente in concomitanza con il cortile, ha subito poi rimaneggiamenti nel corso del XVI secolo: negli anni Novanta compaiono infatti documenti che ne attestano una ricostruzione e una campagna decorativa, della quale restano gli affreschi della volta. Il chiostro è detto 'della farmacia' proprio perché questa sala, una volta persa la sua destinazione originaria, è stata adibita a dispensatorio farmaceutico, prima di essere usata per le operazioni chirurgiche e come aula per conferenze. Oggi in questo luogo è sita la Collezione Anatomica 'Paolo Gorini', che conserva gli esperimenti dell'omonimo scienziato. Il chiostro non si presenta oggi nelle sue forme originarie, perché negli anni Settanta dell'Ottocento, un intervento di restauro altamente invasivo diretto dall'ingegnere Antonio Sirtori, ne ha ridefinito le forme. Il chiostro venne in quel frangente totalmente smontato e solo il piano inferiore fu rimontato in modo simile a quello originario, mentre, nel loggiato superiore, al riposizionamento delle colonnine originarie corrispose un rifacimento totale degli archi. Durante l'intervento vennero inoltre sostituiti molti pezzi originari tra i quali 16 basi, due capitelli e otto colonne del piano terreno e tutti gli ornati in terracotta che decoravano gli archi del primo piano, sostituiti con formelle di cemento in stile, realizzate da Innocente Pandiani.

Uso attuale: intero bene: chiostro

Uso storico: intero bene: chiostro

Condizione giuridica: proprietà Ente sanitario

Riferimenti bibliografici

Bassi A., Ospedale maggiore di Lodi, Lodi 1917

Sciolla G. C., Lodi. L'arte, Lodi 1989, p. 153

Marubbi M., L'oro e la porpora. Le arti a Lodi nel tempo del Vescovo Pallavicino (1456-1597), Lodi 1998, p. 53

Credits

Compilatore: Faraoni, Monja (2001)

Compilazione testi: Gritti, Jessica

Fotografie: Caspani, Pietro

Ultima modifica scheda: 27/01/2017

  Scheda completa SIRBeC (formato PDF)