Castello Da Corte - complesso

Bellusco (MB)

Indirizzo: Via Castello, 1 (Nel centro abitato, isolato) - Bellusco (MB)

Tipologia generale: architettura fortificata

Tipologia specifica: castello

Configurazione strutturale: Edificio d'impianto regolare a forma trapezoidale, con le addizioni di una torre angolare e dell'avancorpo centrale d'ingresso con ponte levatoio, elevato su quattro piani con piano interrato; murature in elevazione aperta all'ingresso con arco a tutto sesto e a sesto acuto verso la corte interna dove sono evidenti altre quattro arcate simili, murate; struttura portante costituita da murature perimetrali miste in pietre, ciottoli e mattoni pieni di laterizio e murature interne in mattoni pieni di laterizio; evidente traccia di arcate a sesto acuto ambienti voltati in muratura e solai su travatura lignea; copertura su travatura lignea con tetto a falde articolate, anche a padiglione, manto a coppi di laterizio.

Epoca di costruzione: 1467

Autori: Moioli, Rossella, progetto di restauro; Carlini, Federica, progetto di restauro

Descrizione

L'alta pianura a nord est di Monza, nella zona prossima alle colline moreniche della Brianza e alle Prealpi lombarde, è strutturata da piccoli centri abitati che mantengono prevalenti i caratteri rurali d'origine, in un contesto territoriale dove l'attività agricola, seppur marginale, riveste grande importanza per l'equilibrio ambientale della regione. Qui si trova Bellusco, cittadina di contenuta dimensione che ha nel minuto tessuto edificato un caposaldo dell'antico borgo fortificato. Si tratta del Castello Da Corte, eretto nel centro del paese al confluire delle strade di attraversamento lungo l'asse est-ovest, con un tratto di via Milano, e nord-sud, con la via Garibaldi e la via Dante.
Significativamente collocato a guardia dello storico percorso di collegamento tra il capoluogo lombardo e Bergamo, l'edificio si presenta massiccio con caratteri d'epoca tardo medioevale che rimandano, nella compresenza di elementi planimetrici e compositivi, a un'architettura di transizione tra castello e palazzo fortificato. Originariamente circondato da un fossato, il castello si eleva da un parterre in terra battuta, frangia marginale verso la sede stradale e gli spazi pertinenziali a perimetro. Sovrastano il portale le buche pontaie dove alloggiavano i legamenti a catena dello scomparso ponte levatoio; tra queste emerge una lapide marmorea scolpita, con l'evidenza dello stemma della casata Da Corte inquadrato tra le lettere "M" e "A"; più sotto un'epigrafe recita: "Laude a dio martini da conte ma facto/ Non a offension di persona alcuna/ Solo a riparo de ogni suo disfacto/ 1467".
L'edificio ha impianto regolare a forma di trapezio, con le addizioni di una torre angolare e dell'avancorpo centrale d'ingresso. Elevato su quattro piani e con un piano interrato, ha struttura portante costituita da murature perimetrali miste in pietre, ciottoli e mattoni pieni di laterizio. Il prospetto principale presenta un asse centrale aperto all'ingresso con un arco a tutto sesto, a sesto acuto verso la corte interna, dove il prospetto meridionale presenta tracce evidenti di altre quattro arcate simili, murate; la copertura su travatura di legno ha tetto a falde articolate, anche a padiglione, con manto a coppi di laterizio.
All'interno del castello vi sono sale voltate in muratura e solai su travatura lignea. Gli ambienti hanno perso l'originario aspetto, con separazioni e divisioni sia sul piano verticale, con la creazione di nuovi locali, sia orizzontale con la formazione di piani ammezzati.
Di rilievo è la Sala della Fama, localizzata all'estremità occidentale dell'ala nord, alla quale si accede tramite un percorso ad androne che diparte dal cortile centrale. La sala è a pianta quadrangolare priva di regolarità, tornata a doppia altezza dopo la rimozione di un interposto solaio che, dimezzandone l'altezza, ha occultato per lungo tempo la volta. Il recente restauro ha salvaguardato il duplice apparato decorativo a fresco, il più antico dei quali, databile agli ultimi decenni del XV secolo, è alle pareti dove sono rappresentati i tre stemmi della famiglia Da Corte; risale alla prima metà del XVI secolo la decorazione della volta, con la rappresentazione della Fama composta entro figure a grottesche.

Notizie storiche

Complessa è la vicenda storica del Castello Da Corte di Bellusco, la cui origine dovrebbe essere antecedente al 1467, data scolpita nella lapide murata sulla facciata del torrione d'ingresso e probabile riferimento all'intervento promosso dal nobile Martino Da Corte, attuato sull'impianto di un più antico fortilizio. La casata ebbe in uso il luogo fino ai primi decenni del Settecento, quando la proprietà passò ai Calchi. Con ulteriore avvicendamento, il castello fu acquisito dalla famiglia Carcano che ne mantenne la titolarità attraverso intere generazioni sino all'inizio del XIX secolo, dimorando saltuariamente nel maniero sistemato secondo canoni architettonici di residenza di delizia con giardino.
Vi fu, invero, un momento di aspra contesa del maniero, quando alla morte di Alessandro Carcano, nel 1601, i figli Cesare, Ambrogio, Lorenzo e Donato ereditarono il patrimonio di famiglia, in quel momento gravato da cause pendenti con l'erario, contese giudiziarie e debiti per oltre 64.000 lire imperiali. Fu per questo che nel 1603 il castello venne alienato alla Regia Camera di Milano e assegnato ai fratelli Giulio e Francesco Vimercati, il cui padre vantava una garanzia nei confronti di Alessandro Carcano, stipulata al momento della compravendita dei beni di Muggiò e di Burago.
La vertenza ebbe una svolta nell'agosto dello stesso anno 1603, quando il cancelliere Antonio Rainaldi impose ai nobili Vimercati di lasciare il castello, tornato così nelle disponibilità dei Carcano che, nel frattempo, avevano risanato in gran parte la pesante situazione debitoria con la vendita di altri beni di famiglia, tra cui il gran "pallacio" di Milano. Il castello fu risistemato da Cesare, il maggiore dei fratelli, che vi dimorò "in un clima lussurioso e festaiolo". Il poderoso maniero fu sottoposto nel 1631 all'assedio di duecento soldati spagnoli a servizio del governatore di Milano Gomez Suarez, duca de Feria. Il vano assalto al castello, protetto da alte mura e cinto dal fossato, si concluse col saccheggio del borgo e la devastazione della chiesa di San Martino.
Nel 1817 il castello fu venduto dagli eredi Carcano al nobile Giuseppe de Capitani Vimercati e, con la morte di quest'ultimo, nel 1836 fu aggiudicato al marchese Gaetano Perego. Da quel momento, il tormentato destino del castello fu segnato da una serie di frammentazioni in singole unità abitative.
Nel 1894 il castello divenne proprietà del marchese Marco Cornaggia Medici in seguito al matrimonio con l'ultima erede della famiglia Perego che, a partire dall'anno successivo, promosse una serie di trasformazioni e di modifiche che coinvolsero pesantemente gli ampi saloni decorati del piano terreno, rimasti a doppia altezza almeno sino al 1895 e ridimensionati con la realizzazione di un piano ammezzato all'inizio del XX secolo.
Un nuovo cambio di proprietà fu registrato dopo la Prima Guerra Mondiale, quando il marchese Cornaggia Medici vendette il castello frazionato in più unità abitative. Solo verso la fine del Novecento si prefigurò una nuova stagione per l'antico castello, con l'acquisizione alla proprietà comunale dell'intero complesso.
A partire dal 2007 si sono costituiti i passaggi che hanno portato alla definizione del Distretto Culturale Evoluto, promosso e cofinanziato dalla Fondazione Cariplo. Cardine del sistema è la Provincia di Monza e Brianza con l'Assessorato alla Cultura, attorno al quale operano partner istituzionali tra i quali l'Istituto per la Storia dell'Arte Lombarda (ISAL) e il Museo del Territorio (MUST) di Vimercate, con obiettivi primari d'intervento sul patrimonio storico artistico e il recupero di quattro complessi di proprietà pubblica dei comuni costituenti il Distretto, tra i quali il castello di Bellusco, destinato alla didattica museale e scolastica, alla formazione culturale e all'educazione al patrimonio storico e artistico, a seminari tematici.

Uso attuale: ala nord: polifunzionale; porzioni: abitazione

Uso storico: intero bene: abitazione

Condizione giuridica: proprietà Ente pubblico territoriale

Accessibilità: L'accessibilità è completa.

Bellusco, principali collegamenti.

Trasporto pubblico su ferrovia e strada:
linea ferroviaria S8 Milano P. Garibaldi - Carnate - Lecco, interscambio Carnate-Usmate linea Z316-Di Trezzo sull'Adda - Carnate FS;
linea ferroviaria S9 Albairate - Milano Lambrate- Seregno, interscambio Monza, linea Z321-As Monza FS - Trezzo sull'Adda;
linea ferroviaria S11 Milano P. Garibaldi - Como - Chiasso, interscambio Monza, linea Z321-As Monza FS - Trezzo sull'Adda;
linea ferroviaria R Milano P. Garibaldi - Carnate - Bergamo, interscambio Carnate-Usmate, linea Z316-Di Trezzo sull'Adda - Carnate FS;
linea ferroviaria R Seregno - Carnate, interscambio Carnate, linea Z316-Di Trezzo sull'Adda - Carnate FS.

Autobus Net (Nord-Est trasporti):
linea Z316-Di Trezzo sull'Adda - Carnate-Usmate FS ( Trezzo sull'Adda - Busnago - Bellusco - Sulbiate - Aicurzio - Bernareggio - Carnate-Usmate FS);
linea Z321-As Monza FS - Trezzo sull'Adda (Monza - Concorezzo - Agrate Brianza - Vimercate - Burago Molgora - Bellusco - Sulbiate - Mezzago - Ornago - Roncello - Busnago - Colnago - Cornate d'Adda - Porto d'Adda - Trezzo sull'Adda);
linea Z322-As Cologno Nord M2 - Trezzo sull'Adda (Cologno Nord M2 - Vimercate - Bellusco - Sulbiate - Mezzago - Busnago - Trezzo sull'Adda - Burago Molgora - Ornago - Roncello - Colnago - Cornate d'Adda - Porto d'Adda).

Trasporto privato su strada:
SP 35 (ex SS 35) Strada Nazionale dei Giovi, uscita Varedo direzione est via SP 527 (ex SS 527) Monza - Saronno - Busto Arsizio, per Nova Milanese, Muggiò, Monza, direzione est via SP 2 per Concorezzo, Bellusco;
SS 36 Strada statale 36 del Lago di Como e dello Spluga (Cinisello Balsamo - Passo dello Spluga), uscita Monza direzione est via SP 2 per Concorezzo, Bellusco;
A4 E64 Autostrada Milano - Brescia, uscita Cavenago di Brianza direzione nord via SP 176 per Bellusco;
A51 Tangenziale Est uscita Vimercate direzione est via SP 2 per Bellusco.

Riferimenti bibliografici

Pellegrini, C., Belusco nella Pieve di Vimercate/ Memorie storiche raccolte dal Parroco Sac. Carlo Pellegrini, Monza, Tipografia Artigianelli 1903

Arlati A., Bellusco nella storia, nell'arte e nella fotografia, Bellusco, Amministrazione Comunale 1985

Sacconi, A. (a cura di), Beni architettonici ed ambientali della Provincia di Milano, Milano, TCI, Provincia di Milano 1985

AA.VV., Guida d'Italia/ Lombardia, Milano, Touring Club Italiano 1987

Fonti e Documenti

Restauro Conservativo del Castello Da Corte a Bellusco, Ala Nord Sala della Fama ed annessi/ Relazione Storica

Restauro Conservativo del Castello Da Corte a Bellusco, Ala Nord Sala della Fama ed annessi/ Relazione tecnica

Restauro Conservativo del Castello Da Corte a Bellusco, Ala Nord Sala della Fama ed annessi/ Filiera

Credits

Compilatore: Ferrario Mezzadri, Elisabetta (1993)

Compilazione testi: Garnerone, Daniele

Responsabile scientifico testi: Zanzottera, Ferdinando

Fotografie: Ardiani, Paolo; BAMS photo di Basilio Rodella; Garnerone, Daniele

Ultima modifica scheda: 14/10/2016

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