Villa Brivio, Vertua Prinetti, Crosti Colombo - complesso

Nova Milanese (MB)

Indirizzo: Piazza Vertua, 2,4,8 (Nel centro abitato, in posizione dominante) - Nova Milanese (MB)

Tipologia generale: architettura per la residenza, il terziario e i servizi

Tipologia specifica: villa

Configurazione strutturale: La villa presenta una pianta ad U aperta verso il centro edificato. Il corpo principale prospetta sulla via Vertua e sul giardino assiale ed è caratterizzato al piano terreno da un androne. Una delle ali è particolarmente interessante per la presenza di un timpano in sommità e per il balcone sorretto da una robusta lastra di granito a sua volta sostenuta ai lati da due coppie di mensole di granito. Le coperture sono a falda con manto in tegole a coppo in laterizio.

Epoca di costruzione: ante 1465 - sec. XIX

Autori: Pollack, Leopold, progetto: giardino

Descrizione

Nova Milanese, Villa Brivio, Vertua Prinetti, Crosti Colombo

Se il nucleo principale del complesso risale al XV sec., all'inizio dell'Ottocento però la villa, divenuta di proprietà dei Vertua Prinetti, viene completamente ristrutturata in forme neoclassiche forse su disegno di Leopold Pollack, ed ampliata secondo il consueto schema ad U. Numerose stanze conservano affreschi e soffitti cassettonati.
Ripensata come villa eclettica ottocentesca con importante parco romantico, progettato dall'architetto Luigi Cagnola.
Proprietà pubblica.

Nova Milanese, Villa Brivio, Vertua Prinetti, Crosti Colombo

La villa Brivio Prinetti Crosti Colombo è collocata nel centro di Nova Milanese, precisamente nell'isolato tra piazza Vertua Prinetti e il parco comunale.
Inserita nel parco essa presenta una pianta composta da tre corpi di fabbrica con due piani fuori terra disposti a U racchiudenti un'ampia corte.
Il prospetto principale, che si apre sul parco, presenta, al centro, un corpo leggermente avanzato con paraste laterali, sorreggenti un timpano che sovrasta tre corsi verticali di finestre.

Notizie storiche

Nova Milanese, Villa Brivio, Vertua Prinetti, Crosti Colombo

Il nucleo originario di Villa Crosti Colombo risale al XV secolo, quando viene citata nei documenti come "casa di campagna". Viene documentata nella "cronaca Novese del 1560".
In data 9 settembre 1465, la villa viene concessa dalle monache del Monastero di Santa Maria d'Incino di Monza alla nobile famiglia Cittadini, mentre nel 1492 entra in possesso della famiglia Brivio. Secondo la mappa catastale di Carlo VI del 1721 esisteva un edificio di dimensioni minori rispetto all'attuale, con giardino e una vasta area coltivata detta "Il Brolo" nella parte retrostante la villa.
L'aspetto e la configurazione attuale sono frutto delle modifiche ottocentesche improntate dalle note stilistiche neoclassiche, volute dai nuovi proprietari, i Vertua Prinetti.
In questo periodo, dato il notevole sviluppo dell'industria tessile, nella corte adiacente la villa viene realizzata la prima filanda di Nova.
Nella seconda metà del XIX secolo alcuni spazi della villa sono utilizzati come sede comunale e scuola, mentre nei primi anni del XX secolo l'ala est viene affittata a famiglie di braccianti e operai, poi l'intera corte viene concessa in affitto come residenza e per realizzare botteghe artigiane.
Nel 1990 la villa è stata acquistata dal Comune per destinarla ad attività artistiche culturali.

Nova Milanese, Villa Brivio, Vertua Prinetti, Crosti Colombo

Una prima testimonianza della fabbrica risalire al sec. XV, quando essa era proprietà delle monache di Incino di Erba.
Passò, dal sec. XVI fino alla fine del XVIII, alla famiglia Brivio che probabilmente variò e in parte riedificò il complesso adattandolo a dimora signorile, formando due vie comunali al servizio dello stabile: una verso sud, in asse con l'ingresso carraio principale, l'altra verso occidente, in asse con il cancello del giardino.
Nella prima metà del XIX secolo, feudo e villa passarono ai marchesi Monticelli, verso il 1840 alla famiglia Vertua Prinetti, donde discendono gli ultimi proprietari.
L'edificio neoclassico, specialmente nella facciata principale verso occidente e prospiciente il giardino, risale ai primi decenni del XIX secolo. Su questa fronte emerge al centro un corpo leggermente avanzato, con paraste laterali sorreggenti un timpano sovrastante tre corsi verticali di finestre. Al centro del corpo avanzato, al primo piano, si presenta un ampio balcone sorretto da una robusta lastra di granito, a sua volta sostenuta ai lati da due coppie di mensole anch'esse in granito; la balaustrata è formata da due grossi pilastri angolari in arenaria, con cerchi incavati, e davanzali sagomati, pure di arenaria; i riquadri sono di ferro battuto, con decorazioni a cerchi intrecciati e frecce tipicamente neoclassiche.
Il fabbricato è composto da tre corpi disposti a U racchiudenti un'ampia corte con lato aperto su una parte del giardino.
Il corpo centrale si affaccia sulla piazzetta Vertua Prinetti è caratterizzato da una severa e semplice decorazione a bugnato al piano terreno con grande porta carraia d'accesso a un portico neoclassico a tre navate con colonne di granito bianco, con archi a tutto sesto e volta a botte.
Il primo piano del corpo centrale ha stanze, verso la piazzetta e le strade, con volte a vela, decorate a fresco e servite da un'ampia galleria che prende luce da cinque finestre con affaccio sul cortile, voltate a botte. Tutte le finiture sono ad intonaco, con semplici decorazioni; i pavimenti delle stanze e della galleria sono a seminato alla veneziana, con riquadrature o corniciature di colore diverso dal fondo.
Il corpo verso occidente destinato, come il precedente volume centrale, ad abitazione padronale, ha, al primo piano verso corte, due grandi sale; una delle quali è stata in un secondo tempo, tramezzata, alte circa cinque metri con pavimenti in legno e soffitti a cassettoni e lacunari, decorati a rosoni, del XVIII secolo. Il corpo è doppio, la parte verso il giardino ad occidente ha, sempre al primo piano, sale da soggiorno e da notte di altezza inferiore alle grandi sale sopra indicate, perché verso la metà del secolo scorso venne qui ricavato un secondo piano, destinato alla servitù con vani più bassi.
Il piano terreno di questo corpo presenta verso il giardino, ampie sale con solai di legno mascherati da cannicciati intonacati e decorati. Tutti i pavimenti sono a seminato tipo veneziano, con riquadri decorativi composti da scagliette o tessere di vari colori.
Nel corpo ad est, un tempo per rimesse, magazzini, abitazioni del fattore, vi sono ora camere adibite ad alloggi d'affitto.
Il giardino è all'inglese, progettato dal Pollack, con viali non rettilinei e movimenti di terra artificiali, creati per realizzare rilievi e conche oltre che gradevoli vedute.

Uso attuale: ala destra (rispetto alla piazza): abitazione; corpo principale: museo

Uso storico: ala destra (rispetto alla piazza): abitazione collettiva/ magazzino; corpo principale: abitazione

Condizione giuridica: proprietà Ente pubblico territoriale

Accessibilità: In autobus:
Linea z225 Sesto San Giovanni Primo Maggio - Nova Milanese
Linea z219 Paderno Dugnano/Palazzolo - Nova Milanese - Muggiò - Monza
Linea z209 Monza - Muggiò - Desio - Bovisio Masciago - Cesano Maderno
Linea z205 Varedo - Nova Milanese - Muggiò - Monza

Per orari e mappe dei percorsi consultare il sito www.brianzatrasporti.it

Riferimenti bibliografici

Binaghi Olivari M.T./ Süss F./ Bagatti Valsecchi P.F., Le ville del territorio milanese, Milano 1989

Caserta C., Tesi di Master Europeo in Conservazione e gestione dei Beni Culturali e Artistici, 2005

Percorsi tematici:

Credits

Compilatore: Ferrario Mezzadri, Elisabetta (1995)

Compilazione testi: Bresil, Roberto; Magnani, Ada; Marelli, Paolo; Ribaudo, Robert

Responsabile scientifico testi: Centro Studi Pim; Minervini, Enzo; Zanzottera, Ferdinando

Fotografie: Bresil, Roberto

Ultima modifica scheda: 14/10/2016

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