Villa Mylius VonWiller

Sesto San Giovanni (MI)

Indirizzo: Largo Lamarmora, 17 (Nel centro abitato, distinguibile dal contesto) - Sesto San Giovanni (MI)

Tipologia generale: architettura per la residenza, il terziario e i servizi

Tipologia specifica: villa

Configurazione strutturale: La villa presenta in pianta un corpo allungato rettangolare, aperto sulla piazza antistante con tre arcate sostenute da colonne in pietra. Le strutture verticali sono realizzate in muratura portante, se si eccettua la parte orientale, aggiunta negli anni '50 in cemento armato, come lo scalone che occupa un vano quadrangolare adiacente al portico. E' presente, nel corpo ad est, una scala costruita di recente in legno e alluminio. Le strutture orizzontali sono, per la maggior parte, piane; il portico è coperto da tre volte a botte ribassate con lunette. La copertura è a falde, con rivestimento in coppi.

Epoca di costruzione: ante seconda metà sec. XVIII - inizio sec. XIX

Descrizione

La villa sorge nell'area centrale dell'abitato di Sesto San Giovanni, anticipata da un ampio spazio aperto che accoglie una fontana moderna: vi si affacciano l'ex municipio di Piero Bottoni, completato negli anni '60, case e condomini, alcuni dei quali molto alti, edificati dopo la trasformazione di Sesto nella "Stalingrado d'Italia". Il contesto risulta così completamente stravolto: all'inizio del secolo scorso orti e corti rurali costituivano lo scenario nel quale si collocavano la villa e il giardino, adibito da qualche decennio a parco didattico.
Villa Mylius esiste ancora, a differenza di altre disseminate sul territorio sestese, ma la struttura originaria è stata 'sacrificata': non c'è traccia dell'impianto ad "U" con corti rustiche e della casa per pigionanti, demoliti per fare spazio alla recente edificazione e alla nuova viabilità.
Oggi l'edificio è costituito da un corpo, dell'altezza di due piani fuori terra, con una pianta rettangolare molto allungata derivante dall'aggiunta, non dichiarata in modo evidente, dell'ala est, in cemento armato, che ha dilatato la facciata, modificandone la proporzione; ad ovest si eleva una torretta. I fronti, modulati secondo i canoni neoclassici, sono sobri: quello d'ingresso si apre sulla piazza con un portico a tre arcate, ora vetrato, sostenuto da colonne in pietra; dalla parte opposta, al piano nobile, si affaccia sul giardino un terrazzo con balaustra a colonnine, ricavato nella nuova ala. Una fascia di coronamento con dentelli, una fascia marcapiano lineare e semplici cornici alle aperture arricchiscono i fronti.
L'interno testimonia le vicende storiche che hanno coinvolto la villa e gli usi ai quali è stata destinata: a piano terra, gli sportelli per il pubblico documentano il periodo in cui fu sede comunale, così come lo scalone, realizzato negli anni Cinquanta; una moderna scala in legno e alluminio e il montacarichi che raggiunge il piano interrato ne denunciano l'uso attuale; alcune sale a piano terra ricordano, con gli affreschi appena restaurati, i fasti passati della Mylius. Il resto delle decorazioni, noto dalle cronache, è perduto: così hanno voluto gli uomini e il destino di una villa che, fin dalla sua fondazione, ha partecipato, muta protagonista, allo svolgersi della vita di Sesto.

Notizie storiche

Che sia stata costruita verso la metà del XVIII secolo e poi acquisita dai Mylius, o voluta, a fine secolo o all'inizio del successivo, dalla famiglia di origine austro-tedesca, certo è che la villa deve la sua notorietà ad Enrico Mylius, che, trasferitosi in Italia, si distinse nella vita imprenditoriale e intellettuale di Milano e provincia. La residenza sestese, posizionata accanto a villa Zorn (di proprietà di un socio in affari) divenne ben presto un vivissimo salotto culturale, punto di riferimento per personalità come Carlo Cattaneo, Massimo D'Azeglio, Alessandro Manzoni e Vincenzo Monti, che vi scrisse la poesia nella quale lodava l'"aer sincero" di Sesto, luogo privilegiato per la villeggiatura ottocentesca. Nota l'amicizia di Mylius con Goethe e il suo ruolo di intermediario tra la cultura tedesca e quella italiana; altresì nota la storia della torretta della villa, costruita appositamente perché Barnaba Oriani, astronomo e direttore dell'osservatorio di Brera, potesse studiare le stelle. Ereditarono il mecenatismo di Enrico i suoi successori, il nipote Giorgio Melchior e la sua sposa, Sophie Vonwiller, con la scomparsa della quale, nel 1895, si conclude la storia della casata dei Mylius.
Pochi anni dopo inizia la trasformazione dell'edificio. Nel 1921 la villa diventa sede del Comune che la acquista nel 1928, avviando una serie di interventi radicali, proseguiti nei decenni seguenti: la quasi totalità delle decorazioni scompare sotto la calce; vengono via via abbattuti gli edifici rurali, per far spazio alla nuova viabilità e alle esigenze residenziali.
Risale agli anni Cinquanta, l'aggiunta, verso est, dell'ala con terrazzo; dello stesso periodo i rifacimenti interni, con sportelli e bussole in vetro per l'accesso del pubblico attraverso il portico. Col trasferimento degli uffici comunali nel nuovo municipio, la villa ospita la sede della Vigilanza urbana e, negli ultimi anni, l'Agenzia Sviluppo Nord Milano.
Nel nostro secolo interventi conservativi e l'ultimo cambio di destinazione d'uso: la villa è affidata, in comodato d'uso, all'ISEC, centro studi dedicato alla storia dell'età contemporanea. Avviato anche il recupero del giardino, conservatosi, ma modificato nella sua conformazione e trasformato, negli anni '70, in parco con funzioni didattiche.

Uso attuale: intero bene: in affitto all'ISEC (centro di studi)

Uso storico: intero bene: abitazione; intero bene: uffici comunali

Condizione giuridica: proprietà Ente pubblico territoriale

Accessibilità: Come arrivare
In auto da Milano: percorrere l'intero Viale Monza
Ferrovia Treno FS da M2 Garibaldi o Lambrate, fermata Sesto San Giovanni.
Metropolitana M1 Sesto San Giovanni.
Autobus: ATM (723) da M2/M3 Centrale.

Note
La struttura è oggi occupata dal Centro Studi ISEC

Riferimenti bibliografici

Giardino didattico villa Mylius,

Lincoln Cadioli P., Sesto San Giovanni dalle origini ad oggi, Sesto San Giovanni 1964, pp. 50-51

Langé S., Ville della provincia di Milano. Lombardia 4, Milano 1972, pp. 537-538

Immagini di Sesto antica, Sesto San Giovanni 1980, pp. 95, 106

Spampinato A.G., Profili di Sesto antica. Storia aneddotica di fatti, personaggi, ricordi e curiosità, Sesto San Giovanni 1980, pp. 9, 33

Da privato a pubblico. Acquisizione di ville, palazzi, cascine e giardini nei comuni della provincia di Milano, Milano 1980, pp. 160-161

Geminiani A./ Nicolini T., Cultura e paesaggio a Sesto. Le ville, Milano 1984, pp. 74-79

Sesto San Giovanni storia arte cultura, Cinisello Balsamo 1989, pp. 162-163

Binaghi Olivari M.T./ Süss F./ Bagatti Valsecchi P.F., Le ville del territorio milanese, Milano 1989, v. II p. 146

Oldrin G., Dinastie sestesi, Sesto San Giovanni 1998, pp. 17-19

Enciclopedia Sesto San Giovanni, 2000

Fonti e Documenti

ASMi, Catasto, Mappe del Catasto Teresiano, 3441, f. 13

ASMi, Catasto, Mappe del Catasto Lombardo Veneto, 2814, f. 5

ASMi, Catasto, Mappe, Nuovo Catasto Terreni, 427, f. 5

Cartelloni (visibili all'interno della villa) con piante, testi e foto d'epoca, 17/12/2005, Comune di Sesto San Giovanni, direz. tecnica unitaria ing. G. Novaresi - prog. di conservaz. e DL: arch. L. Barbanti, arch. D. Jeanmonod, arch. E. Nannini

Regione Lombardia, Archivio FRISL, Studio con ricerca storica coordinato dell'arch. Carlo Pagella, allegato alla richiesta di finanziamento FRISL

Percorsi tematici:

Credits

Compilatore: Susani, Elisabetta (1991)

Compilazione testi: Piccolo, Olga; Varalli, Francesca

Responsabile scientifico testi: Maderna Gian Battista; Susani Elisabetta

Ultima modifica scheda: 14/10/2016

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