Villa Agnesi - complesso

Varedo (MB)

Indirizzo: Viale Brianza, 180 (Fuori dal centro abitato, distinguibile dal contesto) - Valera, Varedo (MB)

Tipologia generale: architettura per la residenza, il terziario e i servizi

Tipologia specifica: villa

Configurazione strutturale: Aggregato edilizio con impianto a corte quadrangolare elevato sino a tre piani con il corpo centrale, costituito da muratura continua in laterizio, solai su travatura di legno e metallo, copertura su capriate con tetto semplice a falde e manto a coppo in laterizio.

Epoca di costruzione: fine sec. XVII - 1721

Descrizione

Lasciato il centro abitato di Varedo in direzione nord, verso la frazione Valera, la strada si allunga rettilinea e bordata da due filari di bagolari, ombroso riparo alle passeggiate e schermo all'edificato che col tempo si è aggiunto e sovrapposto ai pur presenti brani residuali di paesaggio agrario dell'altipiano asciutto.
Superato sulla destra l'impianto sportivo dello stadio comunale, si giunge al nucleo abitato, composto da cortine edilizie a due piani affacciate su cortili, con rustici e porticati in stato di avanzato degrado.
Attestato al margine nord, sul lato destro, si eleva il seicentesco oratorio titolato all'Annunciazione di Maria, nel quale si sono officiate le funzioni religiose sino alla fine di maggio 1958. Una lapide murata ricorda la memoria di Maria Gaetana Agnesi che tanta parte ebbe nella comunità di Varedo e che qui dimorò nella villa omonima.
Da un portale ad arco ribassato si accede a una prima corte quadrangolare, delimitata da case dei salariati, con un portico tripartito da colonne e archi ribassati sul lato sinistro. Fondale dello spazio collettivo, si eleva sul lato a est Villa Agnesi, il cui semplice prospetto è reso ancor più severo dal decadimento strutturale e funzionale cui la villa è andata incontro negli ultimi decenni.
Pur nell'evidente decadenza, la villa rivela appieno la consistenza dell'originaria architettura, derivata dalla stagione del barocchetto lombardo, con non pochi elementi compositivi e spaziali che rimandano alla milanese Villa Scheibler: dalla facciata principale, rivolta a sud verso Milano, alla corte padronale delimitata da fabbricati a due piani che si allungano a U, destinati alla servitù.
Verso la campagna è la vetusta muratura di cinta al centro della quale si apre il cancello di ferro battuto tra due pilastri sormontati da un coronamento mistilineo, oggi appena percepibile tra la fitta vegetazione cresciuta senza più governo. Testimonianze queste sopite dal tempo inclemente che non lascia tregua alle umane occupazioni, distratte da altri interessi che troppo spesso lasciano al proprio destino l'eredità del passato. Così anche lo scalone monumentale che conduce al piano nobile s'intravede attraverso la grata del vano di accesso ai livelli superiori, oggi chiuso, sotto lo sguardo incuriosito di un ricercatore che osserva, un po' a fatica arrampicandosi, per cogliere il senso dell'antico splendore.
L'istituzione della Fondazione La Versiera 1718, della quale il Comune di Varedo è socio unico fondatore, promuove la memoria di Gaetana Agnesi nel solco della storia e della cultura della comunità locale.
Del ruolo è divenuta anche simbolica testimonianza la sistemazione della piazza tra il Municipio e la chiesa parrocchiale dei SS. Pietro e Paolo, con l'inserimento nella pavimentazione di un elemento metallico che rimanda alla geometrica curva versiera con cui è ricordato il personaggio più illustre di Varedo.
Negli ultimi anni la nuova consapevolezza del valore culturale del nucleo di Valera ha preso forma progettuale nell'intervento di recupero degli spazi della decaduta villa e dei fabbricati annessi, col proposito di restituire alla collettività una importante testimonianza della storia di Varedo. Così è di buon auspicio l'intervento in corso sui fabbricati della corte, sulla base di un coerente progetto architettonico di Valerio Testa.
Risanati i fabbricati, una parte del nucleo sarà destinata ad abitazioni, una parte della corte principale ospiterà una residenza sanitaria assistita, mentre il corpo padronale di Villa Agnesi tornerà a vivere come struttura polifunzionale rivolta a manifestazioni artistiche e culturali.

Notizie storiche

Al tempo della Lombardia austriaca la capitale Milano era animata da una moltitudine d'illustri personalità, tra le quali spiccava la figura di Maria Gaetana Agnesi (1718-1799), intellettuale dall'attività multiforme, artefice di studi e ricerche nelle scienze e nella matematica che legò il proprio nome alla versiera, in geometria una linea curva cubica del piano riconducibile alla forma di una campana o alle linee che identificano le coordinate gaussiane. Con perfetta padronanza delle principali lingue, fu autrice di un dizionario greco-latino, di un trattato in lingua greca sulla mitologia e dell'opera di analisi algebrica e infinitesimale titolata Istituzioni analitiche ad uso della gioventù italiana del 1748, nella quale riunì le nozioni del tempo.
La studiosa dimorò durante le stagioni estive nel palazzo paterno, eretto nella seconda metà del Settecento alla località Valera di Varedo. Alla scomparsa del padre, avvenuta nel 1752, iniziò il periodo di totale dedizione all'aiuto e all'assistenza caritatevole dei bisognosi, arrivando a condividere ogni momento della vita con le sue assistite, sino alla morte.
Tracce documentarie della villa si ritrovano nella cartografia settecentesca del catasto teresiano, entrato a regime nella seconda metà del secolo. Le mappe Carlo VI disegnate nel 1721 riportano l'aggregato rurale di Cassina Vallera già costituito attorno alle due principali corti a lato dell'antica via Longa, fra ampie e regolari campagne aratorie e vitate, con l'evidenza del nucleo più antico di Villa Agnesi.
Solo nel successivo secolo l'impianto planimetrico del sito prese la forma che, attraverso il Novecento, è giunta sino a noi con poche variazioni. Nella cartografia del catasto Lombardo Veneto è netto il disegno della dimora al margine meridionale dell'aggregato rurale, la vasta corte padronale rivolta al capoluogo.
Scomparsa Paola Agnesi, ultima erede della famiglia, nel 1824 i possedimenti passarono al nipote Giuseppe Gonfalonieri, con il vincolo testamentario che, in caso di mancanza di eredi primogeniti maschi, il compendio sarebbe infine passato in proprietà alle Povere Croniche Bisognose di Milano.
Il nipote morì solo un anno più tardi, quando anche la pia istituzione aveva cessato di esistere; da qui prese origine la contesa passata alla storia come Causa Pia Agnesi, nella quale la proprietà villa fu a lungo oggetto di disputa tutta milanese tra i Luoghi Pii Elemosinieri Riuniti, l'Ospedale Maggiore, la Congregazione Municipale e l'Ospedale Fatebenesorelle. Nel 1837 fu siglato l'accordo di concessione del legato all'Ospedale Fatebenesorelle, fondato l'anno prima e divenuto poi Ospedale Fatebenefratelli e Fatebenesorelle Ciceri Agnesi, alla condizione che fondi e caseggiati di Valera con tutto il compendio tornassero ai Luoghi Pii Elemosinieri Riuniti di Milano in caso di cessazione dell'attività dell'Ospedale. Del ruolo dei beneficiari fu lasciata evidenza nelle iscrizioni di lapidi marmoree, poste nelle murature affacciate alla strada.
Un lungo secolo passò e col tempo Villa Agnesi, declassata a casa colonica, andò incontro al degrado, progressivamente esteso dagli anni sessanta del Novecento anche alla cascina Valera, dove si chiudeva un opificio tessile insediato alla fine del XIX secolo.
Nel 1990 fu la Curia Arcivescovile a rilevare la proprietà dell'insediamento, assegnato all'Opera Pia delle Chiese e Case Parrocchiali Povere della Diocesi di Milano. Il degrado sempre più evidente dell'antico nucleo fu alla base della mobilitazione pubblica che, con la cittadinanza in testa e l'opera meritoria del presidente del "Comitato per la rinascita di Villa Agnesi e delle sue cascine" (Enrico Bellosio), invocava di fermare la decadenza del monumento. Ciò divenne il presupposto per l'ultimo passaggio di proprietà che, per il tramite di un soggetto privato, ha visto nel 2006 trasferire Villa Agnesi all'Amministrazione pubblica.

Uso attuale: corpi di servizio e pertinenze: abitazione; corpo principale: non utilizzato

Uso storico: intero bene: abitazione

Condizione giuridica: proprietà Ente pubblico territoriale

Accessibilità: l'accessibilità è completa, pur nei limiti della condizione del bene, in stato di abbandono.

Varedo, principali collegamenti:

trasporto privato su strada:
S.S. 35 dei Giovi (Genova-Milano.Como-Chiasso);
superstrada Milano-Lentate sul Seveso, uscita Varedo;
S.S. 527 Monza-Saronno-Busto Arsizio;

trasporto pubblico su ferrovia e strada:
linea FNM Milano-Seveso-Asso Ferrovie Nord Milano (FNME), fermata Varedo;
linea tramviaria Milano - Limbiate;

autobus Brianza trasporti e Linea Air pullman:
linea z205 Varedo - Nova M. - Muggiò - Monza (FS);
linea z251 Desio (FS) - Bovisio Masciago - Varedo - Senago - Limbiate - Cesano Maderno (FNM);
linea z240 Desio (FS) - Cesano Maderno - Limbiate - Senago - Varedo - Bovisio Masciago - Desio (FS).

Riferimenti bibliografici

AA.VV., Lombardia, Touring Club Italiano, Milano 1985

Merico F., Varedo la sua storia la sua gente, Varedo 1986

Ingegnoli V./ Langè S./ Süss F., Le ville storiche nel territorio di Monza, Cinisello Balsamo 1987, p. 101

Binaghi Olivari M.T./ Süss F./ Bagatti Valsecchi P.F., Le ville del territorio milanese, Milano 1989, v. II p. 148

Merati M., Varedo dalle origini ai nostri giorni, Mazzotta, Milano 2001

Cassanelli R. (a cura di), Ville di delizia nella provincia di Milano, Jaca Book, Milano 2003

Percorsi tematici:

Credits

Compilatore: Correggi, Monica (1995); Salerni, Patrizia (1995)

Compilazione testi: Garnerone, Daniele

Responsabile scientifico testi: Zanzottera, Ferdinando

Fotografie: Garnerone, Daniele

Ultima modifica scheda: 14/10/2016

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