Villa Casanova

Vimercate (MB)

Indirizzo: Via Garibaldi, 10 - Vimercate (MB)

Tipologia generale: architettura per la residenza, il terziario e i servizi

Tipologia specifica: villa

Configurazione strutturale: L'edificio ha pianta ad l e fa parte della cortina edilizia che da su via Garibaldi. Ha due piani fuori terra e la facciata principale, rivolta sulla via, è caratterizzata da un corpo centrale con un monumentale timpano. I locali di servizio si trovavano sul lato verso la strada, mentre quelli abitativi si trovavano all'interno, affacciati sul giardino all'ìnglese. Anche la facciata interna presenta un timpano sulla sommità delle pareti a bugnato. Un altro elemento di notevole importanza è la presenza di un'ala più bassa che funge da quinta con due lesene e arco a tutto sesto dove vi è inserito un dipinto. Di dicreta fattura la rappresentazione della deposizione di Cristo dalla croce in un affresco collocato sulla testata del corpo minore di sinistra. Si tratta di una riquadro con cimasa, circondato da tondi che riportano i segni classici della Passione di Cristo. La copertura è a padiglione con manto in tegole a coppo in laterizio. La Villa è frazionata in unità residenzali.

Epoca di costruzione: seconda metà sec. XIX

Descrizione

Al margine settentrionale del nucleo più antico di Vimercate il tessuto edilizio sedimentato nel corso dei secoli si presenta ancora compatto, contraddistinto da alcuni edifici di sicuro rilievo architettonico.
Fra questi è la neoclassica Villa Casanova, agevolmente raggiunta a piedi attraverso un percorso che diparte dalla centrale piazza Roma, segue verso nord la via Mazzini e piega ben presto a destra, già scorgendo la mole dell'edificio, lungo un breve tratto di via Garibaldi.
Qui giunti, l'osservazione coinvolge anche l'immediato intorno e la - di poco - più antica Villa Visconti, Gargantini, Piatti, sul lato opposto della via, edificata a partire dal 1805 su progetto di Leopoldo Pollak, oggi interessata da un intervento di ristrutturazione dopo un lungo periodo di decadenza seguito all'abbandono della funzione residenziale e all'uso pubblico che ne è derivato con l'insediamento della Cooperativa Cattolica di Santo Stefano, della la Casa del Fascio, della Casa del Popolo e, da ultimo, di alcuni uffici comunali.
Il luogo presenta - pur nella grevità della villa ridotta a cantiere edile - una forte identità spaziale, costruita attorno al rapporto tra i due complessi, uniti nella contrapposizione dei rispettivi prospetti in un organico spazio urbanistico, quasi una piazzetta che, per il ridotto calibro stradale e l'unitario stile architettonico delle fronti, diventa monumentale.
Lungo l'asse stradale l'edificio è sviluppato longitudinalmente, con una pianta pressoché rettangolare cui si aggiungono i risvolti opposti di due testate, l'una rivolta allo spazio pubblico, l'altra estesa all'interno del lotto di proprietà, verso il parco.
Preceduta da un esiguo giardinetto alberato delimitato da una recinzione metallica - innalzata nella seconda metà del Novecento al posto di quella originaria in muratura cementizia - su un alto basamento, la villa cela alla vista una parte del prospetto principale, ripartito lungo una linea discontinua, lasciando libera la visione del primo piano concluso centralmente da un ampio timpano con lunetta.
Ampio ma equilibrato il ricorso agli elementi decorativi sul prospetto principale, in una complessiva armonia di composizione ottenuta anche con il delicato cromatismo della tinteggiatura, tra le più ampie superfici e le campiture a fasce orizzontali, le lunette, le cornici e le mensole alle finestre alternativamente dipinte nei colori avorio e sabbia.
Notevole lungo il prospetto su strada è il risvolto della testata ad est, sulla cui superficie è dipinta una Deposizione dalla croce, affresco - in verità oggi alquanto stinto - inserito in una cornice architettonica ad arco a tutto sesto, con tondi e riquadrature a graffito.
La composizione della facciata principale è sostanzialmente replicata anche sul prospetto a sud, verso il giardino organizzato a macchie boschive e radure, sul quale affacciano anche i saloni di rappresentanza della neoclassica dimora.

Notizie storiche

Sul luogo del monastero di San Lorenzo prese forma alla metà dell'Ottocento una dimora signorile, giunta sino a noi con l'immagine di una rimarchevole architettura neoclassica.
E' Villa Casanova, edificata lungo il bordo dell'antica contrada di San Lorenzo, oggi via Garibaldi, e risultato dalla trasformazione di un'una porzione dell'originario complesso conventuale del XVI secolo, qui localizzato.
Le opere di adattamento furono avviate alla metà del XIX secolo, quando il soppresso monastero versava ormai in precarie condizioni. Ciò fu rilevato nel contesto del Nuovo Censo Milanese che prese forma di esazione fiscale sotto il dominio austro-italiano del regno Lombardo Veneto: appare dunque descritto in un sommarione catastale del 1855 che quell'ala del convento era ridotta alla condizione di un "rustico infimo" e in conseguenza di ciò vi erano in corso lavori di sistemazione.
Fu la illustre famiglia Casanova ad entrare in possesso del compendio nel 1860, aggiungendo il nuovo bene alle già vaste possessioni che, con la fine dell'Ottocento, le assegnavano un ruolo di rilevo tra i maggiori possidenti del vimercatese. Legato alla villa è il nome di Luigi Casanova, ingegnere ed esponente di spicco nella cittadina che lo elesse sindaco nel 1887, carica che esercitò per un decennio.
Nel tempo, la villa ha rappresentato un preciso riferimento culturale ed artistico nella cittadina, dove tutt'ora riveste un ruolo di primaria importanza pur nel solco degli eventi che hanno visto la mutazione dell'assetto proprietario e la suddivisione in distinte unità abitative. Rimane pressoché inalterata la neoclassica architettura sulla quale è degno di nota un minimo intervento di modifica che ha riguardato la perimetrazione della proprietà lungo via Garibaldi, con la sostituzione della ferriata di recinzione, ancora visibile in una vecchia immagine degli anni Trenta, con una cinta in muratura a pilastrelli elevata sul basamento continuo.
Un complessivo intervento di restauro realizzato nel 2002 è stato condotto dall'architetto Italo Mazza (Bergamo, 1952), autore - tra l'altro - di importanti interventi di restauro su edifici religiosi a partire dall'ultimo decennio del Novecento.

Uso attuale: intero bene: abitazione

Uso storico: intero bene: abitazione

Condizione giuridica: proprietà privata

Accessibilità: In auto da Milano:
Seguire le indicazioni per Lecco/Tangenziale Nord/Tangenziale Est/Usmate Velate/Venezia/A52/A4/A51/E64/E70 ed entra in A51/Tangenziale Est
Prendere l'uscita 19-Vimercate Sud verso Via Bergamo/SP2

Da Milano: Dalle stazioni Fs di Porta Garibaldi e Centrale, treni in direzione Carnate, Bergamo o Lecco (sempre via Carnate). Scendere alla stazione Fs di Arcore. Da lì, la linea Z319 o Z320
MM2 (metropolitana linea 2 verde) fino al capolinea di Cologno Nord. Da lì, autobus NET linea Z322 (Cologno Nord - Trezzo sull'Adda) o Z323 (Cologno Nord - Vimercate).

Da Lecco: Treni Fs in direzione Milano. Scendere alla stazione Fs di Arcore. Da lì, la linea Z319 o Z320

Da Bergamo e da Brescia: Treni Fs in direzione Milano, via Carnate. Scendere alla stazione Fs di Arcore. Da lì, la linea Z319 o Z320

Da Monza e da altre località: consultare il sito www.trasporti.regione.lombardia.it
Per orari e mappe dei percorsi consultare il sito www.nordesttrasporti.it

Percorsi tematici:

Credits

Compilatore: Gibelli, Silvia (1993)

Compilazione testi: Garnerone, Daniele

Responsabile scientifico testi: Zanzottera, Ferdinando

Fotografie: Bresil, Roberto; Vicini, Emanuele

Ultima modifica scheda: 14/10/2016

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