Casa Turati

Vimercate (MB)

Indirizzo: Via Crispi, 9 (Nel centro abitato, distinguibile dal contesto) - Vimercate (MB)

Tipologia generale: architettura fortificata

Tipologia specifica: casaforte

Configurazione strutturale: Edificio di forma regolare con impianto quadrangolare elevato su tre piani, costituito da muratura continua in pietra e laterizio, con ambiente principale al primo livello voltato a botte, solai su travatura lignea ai livelli superiori, copertura su capriate con tetto semplice a falde e a padiglione e manto a coppo in laterizio.

Epoca di costruzione: sec. XIV - sec. XVI

Descrizione

L'abitato di Vimercate ha nella via Cavour l'asse di riferimento principale attorno al quale è strutturata la porzione più unitaria del nucleo storico, sostanzialmente conservato nonostante le trasformazioni del Novecento. Dalla regolare sequenza di cortine edilizie a delimitare gli isolati emergono notevoli le testimonianze architettoniche del periodo medioevale. Accanto al principale edificio a corte multipla sito nei pressi del Ponte di San Rocco, altri nuclei di minore entità si affiancano nel complessivo sistema aggregato di spazi chiusi e aperti. Con andamento parallelo a via Cavour si diparte da piazza Roma la via Francesco Crispi dove, compiuti pochi passi, si raggiunge al civico 9 la Casa Turati, edificio in forma di torre la cui architettura rimanda alla fortificazione medioevale del borgo e al successivo utilizzo come carcere mandamentale.
Se è nella porzione inferiore dell'edificio che la struttura muraria rivela nella composizione materiali lapidei di datazione medioevale, con i grossi blocchi di pietra che potrebbero riferirsi alla turrita fortificazione del castrum, la data 1799 scolpita nello zoccolo bugnato potrebbe riferirsi a una fase di modifiche e adattamenti a cella carceraria dell'originario fabbricato.
Gli spazi della prigione, funzione ricavata negli ambienti interni, sono coperti da una volta a botte in laterizio, composta da una tessitura di mattoni di piccole dimensioni in uso nel XVIII secolo. Di fatto, la realizzazione dell'ambiente voltato è databile a una fase costruttiva intermedia, forse appunto tardo settecentesca, quando venne tamponata una finestra per la realizzazione della volta.
L'intervento di restauro attuato negli anni attorno alla metà del Novecento, al di là del meritorio intervento di salvaguardia dal decadimento, ha parzialmente alterato la lettura della stratificazione costruttiva, rendendo difficile la datazione della parte più antica dell'edificio, forse risalente al XIV secolo. Auspicabili sono dunque ulteriori e approfondite indagini sulla tessitura in laterizio soprastante l'alto zoccolo di pietre lavorate a bugna, questo probabilmente precedente e forse coevo alla parte basamentale della Porta di San Damiano, localizzata in prossimità della Villa Gussi. Testimonianze del resto comuni anche ad altre costruzioni simili come il Torrazzo di Cesano Maderno e la torre comunale di Soncino (Brescia), che rivelano nella muratura un'identica lavorazione a scalpello della pietra a bugna con incorniciatura piatta e contenuto rilievo.
Sovrapposizioni e alterazioni del più antico manufatto si evidenziano anche nell'apertura della porta principale, intervento che si è configurato come elemento di rottura delle pietre bugnate.
Analogamente, derivano da interventi di adeguamento messi in atto nella seconda metà del Novecento le aperture ricavate al terzo livello - una serie di finestre che illuminano la parte di piano sottostante alla copertura - e la finestra pressoché centrale al secondo piano, più ampia di quella sottostante. Opere accomunate da dettagli costruttivi che rivelano il "restauro di maniera", con il profilo delle mazzette a laterizi scalzati e a ricorsi ribassati. Innovazioni che la testimonianza dell'allora proprietaria Anna Turati fanno attribuiscono all'intervento del capomastro Marchesi.

Notizie storiche

La romana Vicus Mercati era uno dei principali abitati del milanese lungo l'itinerario che, attraverso Modicia, collegava Mediolanum ai territori oltre Adda.
L'antico castrum era strutturato dal decumanus che, con orientamento est-ovest, giungeva al Ponte di San Rocco, sulle cui arcate del III secolo ha preso forma in epoca medioevale la Porta de Moriano, e dal cardo ai cui estremi corrispondevano a nord la Porta di San Damiano e a sud la Porta de Burgo. Il tracciato fu forse fortificato in età feudale con l'erezione di una prima torre, dalla quale prese poi forma una sorta di rocca turrita con mura lungo il perimetro del castrum e torri agli angoli. Una traccia di questa fortificazione si tende a individuare alla base dell'edificio a torre identificato come Casa Turati, lungo via Francesco Crispi, ristretto percorso entro un tessuto edificato a cortina su strada e cortili interni consolidatosi in epoca medioevale, quando il borgo fu posto a capo del governo amministrativo e giudiziario del Contado della Martesana, esteso su un vasto territorio comprendente 12 pievi.
Sotto il dominio austriaco fu promossa da Carlo VI la grandiosa opera di censimento delle proprietà fondiarie del Ducato di Milano, che portò alla perfetta conoscenza dello stato del territorio. La complessa trasposizione dei dati nel disegno delle mappe di campagna e nei registri d'estimo hanno consentito l'entrata in vigore del catasto nel 1760, sotto il governo dell'Imperatrice Maria Teresa.
Nettamente individuato nella mappa di Vimercate è l'isolato quadrangolare identificato col numero 785, all'interno del quale insiste l'edificio corrispondente oggi al civico 9 di via Crispi. Dalle tavole del Nuovo Estimo il luogo di proprietà della Regia Camera è individuato quale "sito di casa compreso il sitto del Pretorio e carceri e casa del Baricello".
Durante il XIX secolo l'isolato mantenne la forma, consolidata anche attraverso successive suddivisioni delle proprietà. La cartografia ottocentesca ne restituisce con precisione i limiti, definiti dalla Corsia del Campanile, dalla Corsia De Strasi, dalla Contrada delle carceri e dalla Corsia della Pretura. Nettamente individuato, il sedime della casa torre si allinea alla Contrada delle carceri e risvolta sulla Corsia della Pretura.
Nel Novecento, accanto al mantenimento della prevalente funzione abitativa dell'isolato con parziali e localizzati interventi di risanamento, si compì un passaggio determinante con la soppressione, nel 1924, della Pretura di Vimercate e del carcere che da tempo erano insediati negli spazi dell'edificio, conseguentemente posto in vendita. Liberato dalle due funzioni, il fabbricato fu acquistato da Giuseppe Turati che nel 1926 avviò i lavori di recupero e ristrutturazione, adattandolo a propria abitazione. Lo stabile è stato poi interessato da opere di restauro messe in atto negli anni attorno alla metà del XX secolo.

Uso attuale: intero bene: abitazione

Uso storico: intero bene: carcere

Condizione giuridica: proprietà privata

Accessibilità: l'accessibilità al bene, a destinazione residenziale di condizione privata, è limitata agli spazi esterni.

Vimercate, principali collegamenti:

trasporto privato su strada:
Tangenziale Est A51, uscita Vimercate;
trasporto pubblico su ferrovia e strada:
Milano, Stazione FS Porta Garibaldi, Linea S8 e R,, Carnate FS interscambio autobus, Nord Est Trasporti Linea z3216 (Carnate, Mezzago, Trezzo d'Adda), Linea z319As (Vimercate-Ronco Briantino);
Metropolitana linea 2, direzione del capolinea Cologno Nord, quindi autobus Nord Est Trasporti Linea z322 (Cologno Nord - Trezzo sull'Adda), Linea z323 (Cologno Nord - Vimercate);
trasporto pubblico su strada:
Nord Est Trasporti, Linea z 320 Arcore Stazione Fs-Vimercate-Porto d'Adda; z321 Monza Stazione Fs-Vimercate-Trezzo Porto d'Adda-Mezzago; z221 Milano Bicocca-Sesto Stazione Metropolitana M1 FS Monza-Carate Brianza-Giussano-Mariano Comense;
trasporto pubblico urbano su strada:
linee Circolare Destra e Circolare Sinistra, Vimercate-Centro Polivalente Usmate Velate, Velasca-Stazione FS Arcore.

Riferimenti bibliografici

Dozio G., Notizie di Vimercate, Agnelli, Milano 1853

Cazzani E., Storia di Vimercate, Penati, Vimercate 1975

Merati A., Antichità vimercatesi, Pro cultura 1968

AA.VV., Lombardia, Touring Club Italiano, Milano 1985

Credits

Compilatore: Gibelli, Silvia (1993)

Compilazione testi: Garnerone, Daniele

Responsabile scientifico testi: Zanzottera, Ferdinando

Fotografie: Garnerone, Daniele

Ultima modifica scheda: 14/10/2016

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