Villa Gallarati Scotti - complesso

Vimercate (MB)

Indirizzo: Via Tomaso Gallarati Scotti, 13 - Vimercate (MB)

Tipologia generale: architettura per la residenza, il terziario e i servizi

Tipologia specifica: villa

Configurazione strutturale: La villa presenta una pianta ad U aperta verso il centro edificato. Il corpo principale prospetta sulla corte d'onore e sul giardino assiale. Le due ali sono raccordate al corpo principale e si chiudono sulla piazza con un ingresso monumentale e due tempietti laterali di forme classiche. Il corpo principale, caratterizzato da una simmetria rigorosa, si sviluppa su tre piani fuori terra. La fascia centrale del prospetto sulla corte si distingue per la presenza di tre ordini di lesene e aperture ad arco ed è chiusa sulla sommità da un timpano. La copertura è a padiglione con manto in tegole a coppo in laterizio.

Epoca di costruzione: post 1685 - prima metà sec. XIX

Autori: Simone, Cantoni, progetto ampliamento; Crivelli, Gioacchino, progetto ampliamento; Ruggeri, Federico, progetto ampliamento

Descrizione

La villa presenta monumentali forme barocche e neoclassiche insieme a causa degli interventi che ha subito nel corso dei secoli.
Dall'ingresso si accede a un'anticamera che si affaccia sull'amplissimo parco all'inglese, chiuso da un ninfeo neoclassico. Le sale del piano terreno, di dimensioni contenute, sono decorate con scene a tema mitologico, recentemente restaurate. Degna di menzione è la Sala di Alessandro Magno, nella quale si trovano episodi della vita del condottiero, tratti da Plutarco: Alessandro domina il cavallo Bucefalo; Alessandro a Gordio, Alessandro malato a Tarso, Alessandro a Isso. Nella volta, sono presenti nicchie e architetture dipinte con figure allegoriche: il Perdono e l'Amor patrio, l'Abbondanza, la Vittoria e la Fortezza d'animo e di corpo.
I cicli, eseguiti nel terzo decennio del XVII secolo, non hanno ancora trovato ancora un'attribuzione definitiva comprovata da documenti archivistici. Tuttavia le attendibili ipotesi avanzate propongo che ad eseguire le decorazioni siano stati Pietro Maggi, Giovan Battista Sassi, Francesco Bianchi e un anonimo artista della cerchia di Giovan Angelo Borroni. Per le inquadrature, invece, i critici hanno ipotizzato l'intervento diretto di Giovan Battista Castellino, autore insieme a Giovan Battista Sassi degli affreschi della Sala del Giuramento di Paride.
L'ampio ma sobrio scalone a doppia rampa, che conduce al primo piano, è decorato con architetture dipinte con delicati colori pastello e prende luce da un ampio partito di finestre in parte affacciate sull'esterno, in parte sul corridoio che corre lungo il piano.
Molto interessanti le ali laterali, in particolare quella destinata a cappella privata a pianta centrale, nella quale sono conservati i mobili di arredo della sacrestia e le panche originali. Nelle esedre laterali vi sono due sculture: San Giuseppe e San Pio V.

Notizie storiche

L'odierna villa barocca è da ascrivere al desiderio di Giovanni Battista Scotti di edificare una moderna residenza di villeggiatura. Secondo la tradizione biografica fu lui stesso, coadiuvato da architetti, ingegneri, artisti e artigiani, a stendere il progetto architettonico.
Intorno al 1703 accanto al corpo centrale della villa furono aggiunte le ali laterali, avendo l'accortezza di adeguare le nuove architetture agli edifici esistenti. Nei primi anni del Settecento si diede inizio alla costruzione nel parco di edifici a vocazione specifica. Tra questi il Ninfeo di Nettuno, che risulta non ancora terminato tra il 1720 ed il 1721. La fontana-ninfeo fu conclusa entro il 1728, anno in cui fu vista e descritta da Montesquieu in occasione della sua permanenza presso i conti Trivulzio.
La villa, documentata dalle illustrazioni pubblicate da Marc'Antonio Dal Re nel volume "Ville di delizia", venne profondamente trasformata in forme Neoclassiche dall'architetto Simone Cantoni tra il 1790 ed il 1793. Dello schema precedente la villa mantenne l'ampia corte anteriore ad U, con le ali laterali di servizio più basse, chiusa verso la piazza da un ingresso monumentale del 1806 e da due tempietti laterali di forme classiche.
Il corpo centrale venne modificato da Cantoni in un blocco compatto. Alla sobria facciata esistente egli sovrappose un pronao poco sporgente.
Intorno al 1783 i proprietari affidarono al Cantoni il compito di riprogettare la Sala Centrale e l'arredamento di alcuni locali della villa. Nel 1789 egli ottenne la commessa di ripensare all'intero complesso architettonico, ridisegnando la facciata e rivedendo anche la decorazione e la distribuzione dei volumi interni. Due anni dopo al Cantoni venne affidato il compito di redigere il progetto di trasformazione del parco. Ancora nel 1806 a lui fu affidato l'incarico di sistemare i fabbricati di servizio alla villa, con l'esplicito compito di progettare la Casa del Fattore-Giardiniere, i servizi, le cucine e alcuni volumi architettonici antistanti il corpo centrale. È a questo periodo che risale anche la sua proposta di edificare due nuove scuderie, la cappella circolare e il teatrino privato nei volumi prospicienti la Corte d'ingresso.
Intorno al 1845 il duca Tomaso Gallarati Scotti commissionò una serie di nuovi interventi a Gioacchino Crivelli, che nel 1843 aveva già progettato la Serra e l'ottagonale tempietto neogotico dedicato ai crociati. Progetto, quest'ultimo, che secondo alcuni storici non fu mai realizzato poiché questo edificio fu costruito nel 1860 dall'ingegner Barbantini sul'area anticamente occupata da un labirinto.
Nella prima metà del XIX secolo la villa subì un processo di radicale trasformazione che riguardò anche le decorazioni interne e la ricostruzione dei granai e dei locali di servizio delle scuderie, affidata nel 1846 al Crivelli..
Alla seconda metà del XIX secolo risalgono alcuni interventi al parco diretti dall'ingegner Franco Ruggeri, subentrato nei lavori di sistemazione dei giardini alla morte dell'architetto Crivelli. In questo periodo furono molteplici le trasformazioni apportate al parco annesso alla villa, dove nel 1857 risultava ancora in costruzione la grande Serra. Ampiamente rivisti furono gli impianti idrografici del parco dove, tuttavia, rimasero integri alcuni apparati scenografici realizzati nei decenni precedenti, tra i quali spicca il Ninfeo di Nettuno restaurato nel 1864. A questa fase appartiene anche la conclusione dei lavori alla fontana della corte centrale, nella quale fu inserita una statua raffigurante un putto.
Ulteriori lavori seguirono nel parco nel XX secolo, allorquando fu prosciugato l'ottocentesco piccolo lago artificiale e fu ripensato l'intero sistema delle acque e dei giardini.

Uso attuale: intero bene: abitazione

Uso storico: intero bene: abitazione

Condizione giuridica: proprietà privata

Accessibilità: In auto da Milano:
Seguire le indicazioni per Lecco/Tangenziale Nord/Tangenziale Est/Usmate Velate/Venezia/A52/A4/A51/E64/E70 ed entra in A51/Tangenziale Est
Prendere l'uscita 19-Vimercate Sud verso Via Bergamo/SP2

Da Milano: Dalle stazioni Fs di Porta Garibaldi e Centrale, treni in direzione Carnate, Bergamo o Lecco (sempre via Carnate). Scendere alla stazione Fs di Arcore. Da lì, la linea Z319 o Z320
MM2 (metropolitana linea 2 verde) fino al capolinea di Cologno Nord. Da lì, autobus NET linea Z322 (Cologno Nord - Trezzo sull'Adda) o Z323 (Cologno Nord - Vimercate).

Da Lecco: Treni Fs in direzione Milano. Scendere alla stazione Fs di Arcore. Da lì, la linea Z319 o Z320

Da Bergamo e da Brescia: Treni Fs in direzione Milano, via Carnate. Scendere alla stazione Fs di Arcore. Da lì, la linea Z319 o Z320

Da Monza e da altre località: consultare il sito www.trasporti.regione.lombardia.it
Per orari e mappe dei percorsi consultare il sito www.nordesttrasporti.it

Riferimenti bibliografici

Perogalli C./ Bescapè G.C., Ville milanesi, Milano 1965, pp. 32-33

Percorsi tematici:

Credits

Compilatore: Gibelli, Silvia (1993); Mercuriali, Cristiana (1993)

Compilazione testi: Vicini, Emanuele

Responsabile scientifico testi: Zanzottera, Ferdinando

Fotografie: Bresil, Roberto; Tosi, Luca; Vicini, Emanuele

Ultima modifica scheda: 14/10/2016

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