Compreso in: Villa Borromeo - complesso, Vimercate (MB)

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Casino di caccia di Villa Borromeo

Vimercate (MB)

Indirizzo: Via Piave (Nel centro abitato, isolato) - Oreno, Vimercate (MB)

Tipologia generale: architettura per la residenza, il terziario e i servizi

Tipologia specifica: casino di caccia

Configurazione strutturale: Compatta costruzione che si articola intorno ad una corte rustica. Il casino di caccia della famiglia Borromeo, situato nella frazione di Oreno a ovest di Vimercate, presenta pianta regolare a forma rettangolare ed è caratterizzato da muratura in mattoni a vista. Ha due piani fuori terra con sottotetto. Di notevole importanza sono le decorazioni sottogronda e la presenza di loggiati su un solo piano. Le coperture sono a due falde collegate con manto di copertura in coppi.

Epoca di costruzione: ca. 1460

Descrizione

L'edificio, appartenuto alla famiglia De la Padella quindi passato ai D'Adda nel 1544 e infine ai Borromeo dal XVII secolo, rappresenta dal punto di vista strutturale il momento di transizione dalla tipologia del casino di caccia a quella della villa rinascimentale lombarda. La compatta costruzione, che si snoda intorno a una corte rustica, è caratterizzata all'esterno da un paramento murario, piuttosto ricorrente in zona, a bande di laterizio alternate a ciottoli di fiume disposti irregolarmente a spina di pesce. Le pareti di una stanza della torre trecentesca eretta nell'angolo nord-ovest della corte sono decorate con un ciclo di affreschi quattrocenteschi a soggetto profano riscoperti nel 1927 dal conte Gian Carlo Borromeo, proprietario dell'edificio. La decorazione pittorica si svolge lungo le pareti della stanza senza soluzione di continuità: sulla parete nord, priva di aperture, si incontrano La caccia alla tesa (cioè lo stagno dove si allevavano anatre, gru, aironi), Il cavaliere accolto nel giardino d'amore e La caccia con il falcone; la parete breve a ovest accoglie La caccia all'orso mentre la parete sud, divisa in due dalla porta-finestra, presenta Il gioco con gli orsi e L'allevamento degli orsetti. Le scene sono delimitate in alto da una fascia decorativa a motivi floreali cui si alternano gli stemmi dei De la Padella; in basso da una serie di finte specchiature marmoree policrome. Resi noti nel 1933 da Fernanda Wittgens, gli affreschi furono collegati all'ambito stilistico dei fratelli Zavattari, responsabili della decorazione della cappella di Teodelinda nel duomo di Monza; la studiosa ne sottolineò anche la prossimità stilistica e cronologica con il ciclo dei cosiddetti "Giochi" di Palazzo Borromeo a Milano, databile entro la metà del Quattrocento. Su tale riferimento culturale e temporale concorda sostanzialmente la critica anche in seguito, pur sottolineando la qualità più modesta e i risultati più convenzionali del frescante di Oreno.
Iconograficamente il ciclo ruota intorno alla tematica venatoria (l'orso, gli uccelli acquatici nello stagno), largamente diffusa in ambito tardogotico sia nella pittura murale sia in miniatura, posta qui in stretto collegamento con il motivo dell'amor cortese (le dame davanti al roseto, stereotipato luogo dell'incontro amoroso e variante laica del giardino dell'Eden). In particolare il ciclo di Oreno rientra in un gruppo di decorazioni a fresco dedicate ai temi dei giochi e degli svaghi aristocratici del Quattrocento il cui prototipo è da rintracciare nel ciclo di palazzo Borromeo, a sua volta probabilmente legato al perduto intervento di Pisanello nel Castello di Pavia intorno al 1440. È assai probabile che il tema decorativo e narrativo della caccia nascondesse anche ad Oreno, al di là del chiaro intento naturalistico di alcuni brani - gli uccelli nello stagno, la spalliera di rose -, significati di valenza simbolica e moraleggiante, come avviene in cicli affini (ad esempio a Masnago, presso Varese).

Notizie storiche

All'interno della proprietà Borromeo, oltre alla villa sei-settecentesca si trova la costruzione del XVsec. voluta dai De la Padela.
Questi avevano fatto costruire questo presidio su strutture fortificate anteriori e avevano fatto affrescare le pareti dell'edificio con scene di caccia, attività a cui si dedicavano quando arrivavvano in loco.
Questi sono stati rinvenuti solo nel 1927, durante dei lavori commissionati dai Borromeo, a cui il complesso passò già dal XVII sec.

Uso attuale: intero bene: abitazione/ altro uso

Uso storico: intero bene: casino di caccia

Condizione giuridica: proprietà privata

Accessibilità: Da Milano: Dalle stazioni Fs di Porta Garibaldi e Centrale, treni in direzione Carnate, Bergamo o Lecco (sempre via Carnate). Scendere alla stazione
Fs di Arcore. Da lì, la linea Z319 o Z320
MM2 (metropolitana linea 2 verde) fino al capolinea di Cologno Nord. Da lì, autobus NET linea Z322 (Cologno Nord - Trezzo sull'Adda) o Z323 (Cologno Nord - Vimercate).

Da Lecco: Treni Fs in direzione Milano. Scendere alla stazione Fs di Arcore. Da lì, la linea Z319 o Z320

Da Bergamo e da Brescia: Treni Fs in direzione Milano, via Carnate. Scendere alla stazione Fs di Arcore. Da lì, la linea Z319 o Z320

Da Monza: autobus linea Z321 Monza Fs-Vimercate-Mezzago-Trezzo sull'Adda-Porto d'Adda
Per orari e mappe dei percorsi consultare il sito www.nordesttrasporti.it

Riferimenti bibliografici

Perogalli C./ Bescapè G.C., Ville milanesi, Milano 1965, pp. 17-18

Venturelli P., Itinerario di un patrimonio d'arte: il Medioevo, Le dame del casino di caccia Borromeo, Venezia 1994, pp. 335-359

Vergani G.A./ Gheroldi V., Itinerario di un patrimonio d'arte: il Medioevo, Due organizzazioni tecniche sul ciclo venatorio di Oreno, Venezia 1994, pp. 323-333

Marchesi A., Bellaviteimercate. Chiese romaniche, affreschi gotici e ville di delizia, Missaglia 2001

Bugazza S., Il Palazzo Borromeo, Milano 2008

Cassanelli R., Storia della Brianza, Dalla conquista longobarda al tramonto del dominio visconteo. Le arti nel Medioevo, Oggiono 2008, v. IV, pp. 109-110

Percorsi tematici:

Credits

Compilatore: Gibelli, Silvia (1993)

Compilazione testi: Balzarini, Maria Grazia; Ribaudo, Robert

Responsabile scientifico testi: Cassanelli Roberto

Fotografie: BAMS photo Rodella/ Jaca Book; Vicini, Emanuele

Ultima modifica scheda: 14/10/2016

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