Castello di Vigevano - complesso

Vigevano (PV)

Indirizzo: Piazza Ducale (Nel centro abitato, in posizione dominante) - Vigevano (PV)

Tipologia generale: architettura fortificata

Tipologia specifica: castello

Configurazione strutturale: La configurazione volumetrica del castello è composta e articolata. L'ingresso al Castello da piazza Ducale avviene attraverso una lunga scalinata in pietra che immette in un ampio androne al piano terra della torre detta "del Bramante" composta di tre sopralzi. Da qui si accede a un grande cortile detto il "piazzone": un recinto poligonale costituito da sei edifici a due piani ( due del "corpo ufficiali", tre scuderie, una falconiera) al quale si aggiungono il corpo principale e le due ali del maschio a tre piani. Accanto al maschio e direttamente collegato ad esso si trovano a sud-est la loggia delle dame con il giardino della duchessa e a nord la strada coperta che termina nella rocca vecchia con l'edificio della cavallerizza. Questi edifici sorgono sull'orlo di un terrazzamento elevato di circa 9 metri rispetto alla zona posta a sud est. Le strutture verticali di questi edifici sono costituite da muratura continua in laterizio a mattoni pieni e colonne nella loggia delle dame.

Epoca di costruzione: metà sec. XIV - fine sec. XV

Autori: Langrissolo, Zanino, costruzione; Maffeo da Como, costruzione; Bramante, Donato, costruzione/ decorazione; Stucco, Cristoforo, decorazione capitelli scuderie; Bragio, Giacomo, decorazione capitelli scuderie; Erasmino da Castello, decorazione capitelli scuderie

Comprende

Descrizione

Lo sviluppo del borgo medievale di Vigevano aveva ormai circondato completamente il castrum medievale rendendolo poco adatto a scopi difensivi, quando il podestà Luchino Visconti fece costruire una rocca oggi non più esistente fuori dall'abitato e la collegò alla prima costruzione tramite una strada coperta su due livelli, dando inizio al processo di trasformazione dell'antico castello in residenza dei signori. Il torrione di origine viscontea, adiacente allo spazio della piazza ducale, fu rialzato nel 1492 con l'aggiunta di piani digradanti verso l'alto, sul modello della torre filaretiana del Castello milanese. Prospetta sul cosiddetto 'piazzone' il maschio di origine medievale, possente struttura formata da tre corpi di fabbrica disposti a U, con torri sulle testate dei bracci, cui nel Quattrocento si accedeva tramite un ponte levatoio che scavalcava il fossato; un semplice muro di recinzione congiungeva i due corpi di fabbrica paralleli. Una prima addizione con finalità di ampliamento dell'area residenziale ebbe luogo probabilmente al tempo di Galeazzo Maria Sforza: il corpo di fabbrica centrale fu raddoppiato, verso meridione, per tutta la sua lunghezza, con la trasformazione del muro perimetrale in muro di spina. Il maschio è ancora sostanzialmente integro ma la disomogeneità delle aperture ne visualizza la complessa vicenda costruttiva, che comprende anche una serie di interventi in stile neogotico, risalenti agli anni 1854-57.
A partire dal 1493, nella zona del maschio opposta al piazzone, Ludovico il Moro promosse la realizzazione di due ali, una delle quali a ridosso della strada coperta trecentesca, che potessero fungere da quartiere privato della duchessa Beatrice d'Este e del figlio neonato Massimiliano; completavano gli appartamenti la loggia detta 'delle Dame' e un giardino pensile quadrangolare. Il braccio orientale comprendeva almeno tre stanze e una cappella, coperte a volta; da documenti relativi al biennio 1494-95 risulta che il Bramante fu impegnato in questa nuova ala del Castello sia in opere relative ai lavori architettonici (in particolare nell'approvvigionamento di materiali lapidei), sia nella decorazione di alcune stanze. Una camera dal 'cello tondo' era in particolare destinata ad accogliere un raffinato ciclo di tema astronomico-astrologico per il quale l'urbinate si era procurato materiali dall'astrologo Ambrogio da Rosate e disegni tratti dal planetario del Dondi nel Castello Visconteo di Pavia. Le trasformazioni cinque e seicentesche e i 'restauri' ottocenteschi (tra cui il tamponamento della loggia delle Dame) rendono assai difficoltosa l'identificazione delle strutture originarie, nonostante le accurate analisi svolte nel contesto degli ampi restauri degli anni Ottanta del Novecento. Certo è che l'addizione promossa dal Moro dovette comportare, sulla severa struttura castellana medievale, un inserto assai aggiornato dal punto di vista tipologico e formale. Al Bramante fanno pensare anche le tracce di una raffinata decorazione a fresco sul fronte delle scuderie verso il piazzone, scoperte nell'ambito degli ultimi restauri. Qui un finto paramento a bugne ottagonali a punta di diamante è sovrastato da un loggiato architravato su colonne scanalate con capitelli corinzi. La valenza illusionistica di questo partito ornamentale rimanda alla decorazione quattrocentesca degli edifici prospettanti sulla piazza oltre che alla fama di pittore 'prospettivo' che aveva accompagnato il Bramante fin dal suo arrivo in Lombardia.

Notizie storiche

Al mito umanistico e rinascimentale della 'città ideale', il cui concetto era stato formulato per la prima volta proprio a Milano dal Filarete con il progetto della mai realizzata città di Sforzinda (1460-64), non poté sottrarsi Ludovico il Moro che, concentrate le proprie attenzioni sul borgo medievale di Vigevano, vi realizzò in tempi assai brevi, a partire dal 1486 circa, una complessa operazione urbanistica intesa a trasformare l'abitazione e la campagna circostante in raffinata sede periferica della corte, attraverso l'intervento dei più grandi artisti attivi al tempo nella Lombardia sforzesca, Donato Bramante e Leonardo da Vinci. Il progetto, nel quale Ludovico intrecciò "grandi ambizioni e, di volta in volta, strategie di arricchimento e intenzioni celebrative, residui di mentalità medievale e idee degne del suo rango di splendido principe del Rinascimento" (Giordano, 1992), è articolato in tre fasi: la trasformazione dell'antico castello in raffinata residenza ducale, la connessione tra quest'ultima e lo spazio pubblico della piazza, da intendere come cuore commerciale e rappresentativo della città, infine la creazione, con la cosiddetta 'Sforzesca', di un modello strutturale e funzionale di 'azienda agricola', posta in una campagna idealmente pacificata dal retto governo del signore.
Le trasformazioni promosse a Vigevano da Ludovico avrebbero consentito all'ultimo Sforza, Francesco II, di ottenere nel 1530 il passaggio del borgo al rango di città e della chiesa maggiore al titolo di cattedrale, con le conseguenti opere di riqualificazione. A quel tempo, tuttavia, l'ingresso delle armate francesi in Milano aveva spento ormai da un trentennio il sogno di stabilità e prosperità del potere sforzesco.

Uso attuale: scuderie: Pinacoteca Civica; scuderie: Museo della Calzatura; scuderie: Museo Archeologico Nazionale; spazi espositivi

Uso storico: intero bene: difensivo; intero bene: abitazione; intero bene: caserma

Condizione giuridica: proprietà Stato

Accessibilità: E' visitabile tramite accesso dall'Infopoint del castello.
CASTELLO VISCONTEO SFORZESCO
Apertura: tutto l'anno dalle ore 8.30 alle ore 19.00 Chiuso: il 25 e 31 dicembre - 1 gennaio.
Ingresso libero ai seguenti spazi: Corte Sforzesca, Scuderia di Ludovico il Moro, Strada
Coperta e livelli sotterranei, Giardino della Cavallerizza.
In occasione di mostre e iniziative si può visitare anche la sala dell'Affresco, la 2^ Scuderia e
la Sala della Cavallerizza.
MUSEI IN CASTELLO
Museo Internazionale della Calzatura; Pinacoteca Civica
Apertura: da martedì al venerdì: 10.00-12.30 ; 14.00-17.00 Sabato e festivi: 10.00 - 18.00

Riferimenti bibliografici

Ormati V., Castelli e rocche in Vigevano, Vigevano 1974

Barucci G., Il castello di Vigevano, Torino 1981

Barucci G., Il castello di Vigevano, Vigevano 1981

cuore antico, Il cuore antico di Vigevano: il castello, la piazza, il tempio in Viglevanum. Miscellanea di studi storico-artistici, Vigevano 1992

Chittolini G., Metamorfosi di un borgo: Vigevano in età visconteo-sforzesca in Scritti di G. Andenna, Milano 1992

Cantella M., Virtù private e vizi pubblici, il caso dei musei civici in Il museo ritrovato. Artisti e collezioni nella Pinacoteca Civica. Catalogo della mostra, Vigevano 1997

Vecchi L., A spasso tra i reperti della Lomellina al Museo Archeologico Nazionale di Vigevano. "Pavia economica" 4, Pavia 1998

Gremmo L., Il restauro del castello del castello di Vigevano: osservazioni, documenti, ipotesi "Bollettino d'Arte", Roma 1982, 123-138 n. 12

rilievo castello, Il rilievo del castello sforzesco di Vigevano, Vigevano 1983

catalogo territoriale, Il catalogo territoriale di Vigevano, Milano 1986

Ferrante M. (a cura di), Frammenti del passato: Vigevano, castello sforzesco 24 maggio-15 giugno catalogo e mostra., Vigevano 1986

Vannacci Lunazzi G., Il museo archeologico di Vigevano "Vigevano mese", Vigevano 1987, 55-56 n. 7

Vigevano città, Vigevano città d'arte. Alla scoperta del territorio, Vigevano 1988

Barni G., Il civico museo archeologico di Vigevano. sintetico tracciato del suo inquieto percorso dall'origine a oggi "Vigevano mese", Vigevano 1988, 12-13

museo archeologico, Museo archeologico nazionale della Lomellina. Castello di Vigevano, sala I sepolture celtiche e romane, Milano 1988

palazzo corte, Un palazzo per una corte. Il castello di Vigevano: una lettura storico-artistica, Vigevano 1991

Percorsi tematici:

Credits

Compilatore: Marino, Nadia (2001); Perani, Germana (2001); Vergani, Cristina (2001)

Compilazione testi: Balzarini, Maria Grazia

Responsabile scientifico testi: Cassanelli Roberto

Fotografie: BAMS photo Rodella/ Jaca Book; Marino, Nadia

Ultima modifica scheda: 27/01/2017

  Scheda completa SIRBeC (formato PDF)