Campanile della Basilica di S. Michele Maggiore

Pavia (PV)

Indirizzo: Piazza San Michele (Nel centro abitato, integrato con altri edifici) - Pavia (PV)

Tipologia generale: architettura religiosa e rituale

Tipologia specifica: campanile

Configurazione strutturale: Risulta essere la parte più antica della più vecchia Basilica altomedioevale.

Epoca di costruzione: ca. fine sec. X - inizio sec. XI

Descrizione

Per la Basilica, niente di anteriore al 1100 si può vedere nell'edificio attuale, se non la torre campanaria posta tra il coro e il braccio settentrionale del transetto. La torre è chiaramente una preesistenza come dimostrano oltre la sua tecnica costruttiva laterizia, le sue ridotte dimensioni non congruenti con quelle della chiesa, il suo disassamento rispetto al coro, e l'evidente sovrapposizione del muro del transetto nord al partito decorativo della canna. Nascosto nella sua parte inferiore da superfetazioni di età moderna il campanile mostra ancora due registri a specchiature affiancate coronate da archetti pensili binati. Al di sopra due monofore centinate per lato, oggi murate, sembrano in fase con le specchiature (la parte alta con la cella campanaria è moderna). La scansione decorativa è protoromanica e si apparenta, per restare a Pavia, con le porzioni inferiori dei campanili dei Santi Gervasio e Protasio e di San Giovanni Domnarum, databili alla prima metà dell'XI secolo. Inedite però, quanto appropriate all'importanza storica del sito, le raffinate soluzioni formali del campanile di San Michele: archetti e ghiere delle feritoie sono fatte da mattoni apparecchiati radialmente con bardelloni, e le feritoie hanno un archivoltino costituito da un mattone sagomato e decorato; mattoni decorati a girali o intreccio sono poi posti a formare una cornice marcapiano tra i due registri. Questo fregio doveva risaltare dall'originaria intonacatura chiara della canna che ancora sopravvive in alcuni punti; sbalzando dai giunti delle ghiere bardellonate delle feritoie, l'intonaco creava poi un particolarissimo motivo ad alveoli. È dato ritrovare tracce di tale espediente esornativo in alcuni altri edifici del pavese che si datano attorno al Mille, come il San Pietro di Breme (Vicini 1987), l'abside di Santa Maria Maggiore di Lomello, il cleristorio della cattedrale di Bobbio, e forse un accorgimento simile veniva usato in origine anche a sottolineare le ghiere multiple delle monofore di San Maiolo di Pavia (1050 circa).

Notizie storiche

Concordiamo con Peroni che assegna al campanile di San Michele una data attorno al Mille, se non anche agli ultimi anni del X secolo (Peroni 1967, pp. 20-28). Com'era fatta la chiesa che si serviva di questo bel campanile? Era ancora la chiesa decorata magnificamente da Barionas, Tommaso e dal loro nipote o già una ricostruzione? Non è dato saperlo e brucia non poter disporre a tutt'oggi di esaurienti dati archeologici. Le poche informazioni rinvenute nel sottosuolo sono frutto di uno sbancamento del vecchio pavimento della chiesa effettuato nel 1875 per recuperare gli originali piani pavimentali delle navate romaniche e da uno sterro effettuato nel braccio sud del transetto e a est di esso nel 1968, da cui è emerso (oltre a un prezioso tesoretto di vasellame liturgico in argento del V-VI secolo; Peroni 1972, Nepoti 1995) un piccolo tratto di muro, spesso circa 80 centimetri e allineato con i pilastri meridionali della basilica: forse una traccia della chiesa preromanica, ma pur tuttavia difficilmente relazionabile, data la distanza, con il campanile del Mille.

Uso attuale: intero bene: campanile

Uso storico: intero bene: campanile

Condizione giuridica: proprietà Ente religioso cattolico

Credits

Compilatore: Marino, Nadia (2004)

Compilazione testi: Schiavi, Luigi Carlo

Responsabile scientifico testi: Cassanelli Roberto; Piva Paolo

Fotografie: Marino, Nadia

Ultima modifica scheda: 27/10/2017

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