Mura Veneziane - complesso

Bergamo (BG)

Indirizzo: Bergamo (BG)

Tipologia generale: architettura fortificata

Tipologia specifica: mura difensive

Configurazione strutturale: La cinta muraria veneziana comprende quattordici baluarti, due piattaforme, solo una delle trentadue garitte, cento aperture per bocche di fuoco, due polveriere e quattro porte: Porta Sant'Agostino ad est, Porta S. Giacomo a sud, Porta S. Alessandro ad ovest, Porta S. Lorenzo a nord. La struttura muraria è in pietra arenaria locale, ma assai diffuso è pure l'utilizzo di pietre di spoglio provenienti dalla demolizione dei molti edifici che la sua realizzazione ha fatalmente comportato.

Epoca di costruzione: sec. XVI

Autori: Labaa, Gian Maria, rimaneggiamento

Comprende

Descrizione

Le Alte Mura Venete sono i limiti di Bergamo Alta. La cinta muraria è ancora in buono stato di conservazione con quattordici baluardi, due piattaforme, solo una delle trentadue garitte, cento aperture per bocche da fuoco, due polveriere, quattro porte: Sant'Agostino ad est, San Giacomo a sud, Sant'Alessandro a ovest, San Lorenzo a nord. Porta Sant'Agostino consente l'accesso dalla città bassa con il grande piazzale della Fara dove si affaccia l'ex Convento di sant'Agostino, fondato alla fine del Duecento, trasformato in caserma dalle truppe napoleoniche e oggi sede universitaria. Porta San Lorenzo, chiamata anche porta Garibaldi, in ricordo del passaggio di quest'ultimo nel 1859, si apre sulla bellissima Valverde. Porta Sant'Alessandro consente di percorrere il Viale delle Mura verso Porta San Giacomo, che è la più scenografica, grazie al candore del marmo di Zandobbio, tipicamente rinascimentale con le grandi colonne che reggono lo stemma del Leone di San Marco, presente anche sulle altre porte. Nel Baluardo di San Michele è possibile visitare l'interno della cannoniera. La struttura, che nel corso degli anni ha subito pochi interventi di modifica, ha uno sviluppo pari a sei chilometri e duecento metri, all'esterno della quale si trovava la cosiddetta Strada Coperta, ovvero un camminamento protetto da muri, utilizzato dalle pattuglie di guardia. L'altezza delle mura in alcuni punti arrivava a cinquanta metri, sotto di esse si trovavano fossati, non riempiti d'acqua, posti a protezione. Diversi i percorsi possibili lungo le mura, che consentono di ammirare continui panorami sulla città bassa, sulla pianura e sulla straordinaria ricchezza del borgo di Bergamo Alta che, visto dal basso, contribuisce con i suoi monumenti ad arricchire ulteriormente la scoperta della città da una posizione veramente privilegiata.

Notizie storiche

Le mura bastionate vengono costruite tra il 1561 e il 1588, dalla Serenissima Repubblica di Venezia, perché in quest'epoca Bergamo rappresentava l'estremità occidentale dei domini veneti di terraferma. Quest'area rivestiva un ruolo strategico di primissimo piano per i commerci con il centro d'Europa. Per questo, nell'ultimo decennio del Cinquecento, era stata costruita la Via Priula, che migliorava la viabilità della Via Mercatorum, di epoca medievale, per collegare la Valle Brembana con il Canton Grigioni, considerato alleato e fino ad allora raggiungibile soltanto passando attraverso i territori dominati dagli Spagnoli, e quindi soggetti a fortissimi dazi commerciali. I veneziani decisero allora di adottare provvedimenti volti a proteggere la città trasformandola in una vera e propria fortezza. Per la realizzazione dell'opera vennero demoliti duecentocinquanta edifici, fra questi anche luoghi di culto come la cattedrale di Sant'Alessandro, che custodiva le reliquie del santo patrono della città, ma anche il convento domenicano di Santo Stefano. Le mura venete non vennero mai utilizzate per fini militari, nemmeno nel 1797 quando arrivarono i napoleonici a seguito del disfacimento della Repubblica di Venezia dopo il Trattato di Campoformido. Già in quel periodo tuttavia l'intero apparato militare della struttura era in stato di abbandono e tale restò perché buona parte degli spazi vennero utilizzati in ambito civile, con l'abolizione dei terrapieni e la demolizione di gran parte delle cannoniere, con le aree poste al di sotto dell'imponente struttura adibite ad orti e giardini. Soltanto l'8 giugno 1859 le mura balzarono nuovamente agli onori delle cronache grazie al passaggio di Giuseppe Garibaldi e dei suoi Cacciatori delle Alpi, che entrarono nella città tramite la porta San Lorenzo, da allora nominata anche Porta Garibaldi. Dopo il periodo di decadenza le mura vennero restaurate tra il 1976 e il 1984, diventando un luogo di passeggio.

Uso attuale: intero bene: turistico

Uso storico: intero bene: difensivo

Condizione giuridica: proprietà mista pubblica/privata

Accessibilità: Completamente visibile

Riferimenti bibliografici

Conti F./ Hybsch V./ Vincenti A., I castelli della Lombardia, Novara 1993, v. IV, pp. 39

Credits

Compilatore: Carabelli, R. (1999)

Compilazione testi: Morandini, Lucia

Responsabile scientifico testi: Morandini Lucia

Fotografie: Morandini, Lucia

Ultima modifica scheda: 27/01/2017

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