Chiesa di S. Agostino - complesso

Cremona (CR)

Indirizzo: Piazza Sant'Agostino - Cremona (CR)

Tipologia generale: architettura religiosa e rituale

Tipologia specifica: chiesa

Configurazione strutturale: Il complesso è costituito dalla chiesa e sul lato settentrionale dalla torre campanaria, lato dove originariamente sorgevano anche il convento con due grandi chiostri e la biblioteca.

Epoca di costruzione: secondo quarto sec. XIV

Comprende

Descrizione

L'interno a tre navate ha completamente perso l'originario verticalismo gotico in seguito agli interventi del XVI sec., che comportarono l'aggiunta di lesene ai pilastri ottagonali originariamente in cotto, l'abbassamento a tutto sesto degli archi delle campate, ma soprattutto la sostituzione della volta centrale a capriate con l'odierna a botte, che spezzò il rapporto esistente tra quest'ultima e le laterali (ancora a capriate).
L'apparato pittorico della chiesa, anche se con delle vistose alterazioni, ha però conservato una delle testimonianze più significative del periodo tardo-gotico in Lombardia: gli affreschi della Cappella Cavalcabò. Il ciclo, riscoperto nel 1950 quando venne demolita la volta e la copertura in muratura edificata con gusto barocco dall'architetto cremonese Giovan Battista Zaist nel 1736-37, fu completamente restaurato solo nel 1963. La decorazione fu ordinata da Giovanna, figlia di Ugolino Cavalcabò, per ricordare il padre che venne barbaramente ucciso da Cabrino Fondulo, suo rivale nel governo della città. Gli affreschi, originariamente distribuiti su tutta la parete muraria, oggi sono limitati solo alla volta a crociera, al catino e alle vele nell'abside. Le figure ritratte con dovizia di particolari sia nelle ricche vesti che nell'ambientazione, richiamano gli esempi monzesi degli Zavattari, anche se qui il panneggio nervoso non sfocia in puro linearismo, ma ricerca un volume e una plasticità che sembra abbandonare gli schemi tardogotici a favore di una cultura più aggiornata.
Di attribuzione certa a Bonifacio Bembo è invece un frammento di affresco raffigurante i ritratti di Bianca Maria Visconti e Francesco Sforza, ora collocato sulla parete destra della cappella, ma un tempo creato per la cappella ducale (la quarta del lato nord). Costituiva una parte della decorazione dell'altare che i duchi dedicarono ai santi Grisante e Daria, protettori dell'amore coniugale, per ricordare le loro nozze celebrate a Cremona il 25 ottobre 1441. Nonostante il cattivo stato di conservazione, dovuto anche ad antichi spostamenti e strappi poco accorti, è ancora possibile cogliere l'attento realismo dei profili che si concretizza per esempio in una resa particolareggiata dei volti e dell'acconciatura, che contribuisce ad avvalorare i primi anni Sessanta del XV sec. come data d'esecuzione.
Lasciata la cappella, sul quarto pilastro della navata destra è collocata una formella con scolpite due figure presentate alla Vergine, che va collegata ad un'altra posta sull'ultimo pilastro della navata sinistra raffigurante la Pietà. I manufatti, attribuiti a Bonino da Campione, si caratterizzano per i volti definiti con cura, la ricchezza del panneggio e la tridimensionalità dei corpi. È possibile che entrambi appartenessero all'arca funebre, poi smembrata, del giurista Gasparino Stanga morto nel 1350.
A sinistra del presbiterio sul pilastro che sostiene l'organo, si è conservato un ampio frammento di affresco raffigurante la Madonna col Bambino. Dietro alla Vergine che sostiene il Figlio emergono dal cielo stellato due angeli reggi-cortina. L'opera comunemente riferita all'ambito lombardo successivo agli influssi giotteschi per la solidità del modellato e le trasparenze dell'incarnato, recentemente è stata datata attorno al 1340 e attribuita alla scuola romagnola (Stefano da Ferrara) per la vivacità espressiva dei volti.

Notizie storiche

Originariamente la zona su cui oggi sorge la chiesa di S. Agostino era occupata da altri due edifici religiosi: S. Tommaso e S. Giacomo. Nel 1260 venne concesso agli Eremitani di S. Agostino, che si erano insediati in quest'area già da sei anni, di utilizzare la chiesa di S. Tommaso che dovette però rivelarsi insufficiente se nel 1336 dal Vescovo Ugolino fu concesso loro di demolire S. Giacomo per edificare una struttura più ampia e maggiormente conforme alle loro esigenze di culto. I lavori iniziarono nel 1339 e proseguirono fino al 1345, sotto la guida di Teodosio Guarneri. Le caratteristiche architettoniche originarie sono ancora leggibili, anche se alterate dagli interventi che subì nel XVI secolo. La facciata è a capanna, fortemente slanciata con galleria cieca scandita da esili colonnine. La divisione interna a tre navate è riconoscibile anche all'esterno grazie alla presenza di contrafforti, terminanti con pinnacoli in botticino aggiunti nel XVIII sec. A questa data sono da riferirsi anche i due portali laterali, non previsti nel progetto originario. Il rosone centrale venne abbassato in seguito al rifacimento della volta, che comportò anche l'apertura di due oculi sotto ai laterali già preesistenti.
Il lato meridionale della chiesa presenta quattro cappelle. La prima, dedicata alle SS. Reliquie fiancheggia la facciata ed è probabilmente coeva alla terza, dedicata alla Vergine e fatta erigere alla fine del XIV secolo (1399) da Ugolino Cavalcabò, signore di Cremona. Le altre due sono di dimensioni più ridotte: la seconda da riferire probabilmente allo stesso periodo, anche se gli interventi cinquecenteschi stravolsero la struttura originaria di cui resta soltanto una finestra ad ogiva parzialmente murata; la quarta, riportata nella pianta topografica della città redatta da Antonio Campi nel 1582, potrebbe essere stata addossata durante i sopra citati lavori, come del resto farebbe supporre anche la tecnica costruttiva utilizzata. Anche l'abside risentì delle trasformazioni cinquecentesche, mutando da rettangolare a semicircolare, con l'apertura di ampi finestroni. Sul lato settentrionale spicca la torre campanaria eretta a partire dal 1461 in forme arcaicizzanti, infatti la slanciata struttura in cotto presenta coronamento conico, fregi a dentelli, archi cechi e cella campanaria con finestre lobate. Originariamente sorgeva su questo lato anche il convento con due grandi chiostri e la biblioteca, eretta a partire dal 1589.
Nel 1734 alcune truppe franco-piemontesi si stanziarono prima nel convento e poi nella chiesa che fu trasformata in ospedale. Alla loro partenza, nel 1736, iniziarono dei lavori di risistemazione dell'edificio che comportarono il rifacimento degli altari, l'apertura di nuove finestre, l'ampliamento del presbiterio e la sopraelevazione dell'altar maggiore. Con l'avvento della Repubblica Cisalpina l'ordine fu secolarizzato, il convento venne prima alienato e poi distrutto nel 1813. Lavori di ordinaria manutenzione vennero eseguiti nel XIX secolo, mentre interventi di maggiore importanza che interessarono soprattutto le cappelle, furono attuati tra il 1951 e il 1953. L'ultima campagna di pulitura e restauro di queste ultime è iniziata nella seconda metà degli anni Novanta.

Uso attuale: intero bene: chiesa

Uso storico: intero bene: convento agostiniano

Condizione giuridica: proprietà Ente religioso cattolico

Accessibilità: Apertura: Annuale
Giorni:
Lunedi Martedi Mercoledi Giovedi Venerdi Sabato Domenica
Orari Festivo: 8.00 - 12.0015.00 - 19.00
Orari Feriale: 8.00 - 12.0015.00 - 19.00
Ingresso gratuito
Informazioni:
Tel: 0372 22545

Come arrivare:
Treno: Cremona
Autostrada: A 21 uscita BS-PC; SS 415 dir. CR

Percorsi tematici:

Credits

Compilatore: D'Ascola, Simona (2007)

Compilazione testi: Rurali Elisabetta

Responsabile scientifico testi: Cassanelli Roberto

Fotografie: BAMS photo Rodella/ Jaca Book

Ultima modifica scheda: 07/09/2016

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