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Edificio per abitazioni e uffici in via Andrea Verga
Milano (MI)

Indirizzo: Via Andrea Verga 4 - Milano (MI) (vedi mappa)

Tipologia: architettura per la residenza, il terziario e i servizi; edificio per abitazioni e uffici

Caratteri costruttivi:

  • strutture: travi e pilastri in cemento armato, solette in laterizio armato
  • facciata: Botticino; clinker (facciata retrostante)
  • coperture: mansardata a falde molto sporgenti con rivestimento in rame; piana a terrazzo
  • serramenti: in legno; in alluminio; in ferro; in ferro e legno, con avvolgibili

Cronologia:

  • progettazione: 1961 - 1965
  • esecuzione: 1961 - 1965
  • data di riferimento: 1961 - 1965

Committenza: Immobiliare Bixio Giovanna s.p.a.

Autori:

Uso: abitazione/ ufficio

Condizione giuridica: proprietà privata

Descrizione

L'edificio è costruito sul luogo in cui in precedenza sorgeva un palazzo dei primi del Novecento, organizzato secondo lo schema tradizionale di occupazione dell'isolato, con facciata in cortina e giardino interno. Il nuovo edificio progettato dagli architetti Mario Asnago e Claudio Vender a partire dal 1961 rompe la continuità della cortina edilizia con un impianto a "L" che consente la creazione di uno spazio verde condominiale aperto sulla strada. Secondo un'organizzazione dei volumi tipicamente razionalista, il corpo interno, parallelo alla strada, è più alto e raggiunge i sei piani più il sottotetto. Il corpo su strada, di soli tre piani oltre al piano terra, si raccorda alla quota di gronda del corpo retrostante tramite ampie terrazze ricavate in un singolare e scenografico tetto spiovente rivestito in rame che diviene matrice figurativa dell'intero intervento. A piano terra l'ingresso pedonale è individuato da un elegante percorso porticato lastricato in travertino rosso che immette nell'atrio, collocato all'angolo tra i due corpi di fabbrica, mentre l'ingresso carrabile alle autorimesse private si trova sul margine sinistro del lotto. La facciata su strada è scandita da una fila di tre lunghe aperture orizzontali e tre coppie di portefinestre verticali, mentre il corpo alto arretrato presenta esclusivamente finestre orizzontali, con portefinestre che formano aperture a bandiera nella parte centrale del fronte. La raffinatezza dei dettagli costruttivi dei serramenti, spesso con sistemi di apertura studiati ad hoc per il progetto, testimoniano l'instancabile attitudine alla ricerca dei due architetti milanesi: tra i disegni esecutivi, nell'abaco riassuntivo, si contano ben settantadue tipi di serramenti, inferriate comprese. Nell'elenco sono presenti serramenti in legno, in ferro, in ferro e legno, in alluminio. Il rivestimento dei fronti è in lastre di marmo Botticino, materiale che contribuisce a mettere in evidenza la purezza geometrica dei volumi e il lessico astratto delle facciate; i due lati sul retro sono invece rivestiti in mattonelle di clinker scuro. L'atrio è uno spazio articolato e luminoso in rapporto diretto con il verde dello spazio aperto ed è impreziosito dalla varietà e dalla nobiltà dei materiali di rivestimento: le pareti sono in Botticino, gli scalini in marmo Calacatta, i pavimenti in marmo verde Saint Denis. Agli estremi dell'ambiente d'ingresso sono collocati i due sistemi di risalita, quello per il corpo su strada e quello per il corpo interno. Gli alloggi, pensati per una committenza borghese, sono di ampia metratura, con grandi soggiorni affacciati sul verde del giardino interno e zone di servizio separate con cucina, dispensa, camera e bagno. Fino al terzo piano le piante sono simili tra loro ma dal quarto piano in poi la sequenza delle terrazze digradanti su via Verga fa assumere agli appartamenti forme sempre diverse, con un progressivo arretramento della sagoma esterna dell'edificio che risulta però sempre contenuta all'interno della grande falda di copertura. La casa di via Verga, che include in via definitiva il tetto mansardato tra gli elementi figurativi dell'esperienza progettuale di Asnago e Vender, costituisce un esempio singolare nel più vasto insieme dell'architettura residenziale borghese a Milano; in questo caso, infatti, la rottura della cortina edilizia della città storica non dà origine a una generica e incontrollata città "aperta" di matrice razionalista, ma costituisce una sorta di evoluzione moderna dei modi di occupazione del lotto in cui i temi ambientali entrano in sinergia con il tessuto urbano esistente, ridisegnandolo in nuove forme.

Notizie storiche

Come dimostra il fitto carteggio conservato presso l'Archivio Civico di Milano, l'approvazione da parte del Comune del progetto di via Verga 4 è assai complicata; pur rispettando le prescrizioni del regolamento edilizio in merito agli arretramenti stradali, la proposta di Asnago e Vender non è inizialmente considerata in linea con le direttive del Piano Regolatore, che prevedeva di destinare a verde l'area retrostante l'edificio. Il giardino del palazzo demolito per la costruzione del nuovo fabbricato era infatti sottoposto a vincolo e avrebbe dovuto essere salvaguardato nella sua integrità. Inaspettatamente il 21 settembre 1961 i due architetti presentano nuovamente lo stesso impianto di progetto respinto in precedenza, accludendo però uno schema quantitativo che dimostra come il verde previsto dal nuovo intervento sia maggiore di quello stabilito dalle indicazioni di piano, con l'elenco di tutti i vantaggi che ne conseguono in termini di vivibilità. In una lettera inviata al Sindaco di Milano il 12 marzo 1962 scrivono: "Da qui la nostra soluzione ispirata dal verde vivo, che lambisce la casa per tanti lati, per tante finestre distribuite su uno svolgimento perimetrale allungato, che insomma rende il verde più vitale non solo per chi abita ma anche e diciamo in misura maggiore per il cittadino della strada che potrà apprezzarlo quasi tutto passandogli davanti; e non solo il passante ma anche gli abitanti delle case circostanti potranno godere il verde in una visione di unitaria gioia della natura. Perchè sbarrare la vista con un corpo opaco lungo la strada? Anche l'orientamento è motivo saliente perchè è al sole che si offrono tutte le finestre, mentre il corpo normale ne offrirebbe solo la metà e verso nord. [...] Aggiungiamo che la superficie di verde con la soluzione proposta aumenta anche quantitativamente in confronto di una soluzione normale con il corpo lungo la strada." Negli schizzi di studio si può notare anche la genesi del "tetto-facciata" su via Verga, ottenuto come risultato finale di una serie di progressivi affinamenti della soluzione con la successione di tre volumi arretrati.

Documentazione allegata

Fonti archivistiche

Archivio Civico, Milano - scheda fondo vedi »

Archivio Asnago e Vender, Seveso (MB) - scheda fondo vedi »

Bibliografia

Albertini A./ Novati M., Asnago/Vender architetti, Como 1986

Albertini A./ Novati M., Domus, Asnago e Vender. Il serramento metafisico, Milano 1987, n. 688, novembre, pp. 63, 66, 68-70

Albertini A./ Novati M., Domus, Asnago/Vender e Milano. Itinerario n. 19, Milano 1987, n. 688, novembre

Albertini A./ Novati M., Quaderni del Dipartimento di progettazione dell'architettura del Politecnico di Milano, L'archivio Asnago e Vender, Milano 1987, n. 6, dicembre, p. 63

Consalez L./ Peirone S., D'A. D'Architettura, Asnago e Vender. Nuove forme, Milano 1992, n. 7

Zucchi C., Condominio XXI Aprile a Milano (1951-53), Mario Asnago e Claudio Vender, Genova 1993, p. 108

Cadeo F./ Lattuada M./ Zucchi C., Asnago e Vender. L'astrazione quotidiana. Architetture e progetti 1925-1970, Milano 1999, pp. 152-155

Gramigna G./ Mazza S., Milano. Un secolo di architettura milanese dal Cordusio alla Bicocca, Milano 2001, p. 368

Caruso A./ Thomas H., Asnago Vender and the construction of modern Milan, Zurich 2014

Bettini G., La città animata. Milano e l'architettura di Asnago Vender, Milano 2016, pp. 38-40

Credits

Compilatore: Suriano, Stefano (2016)
Responsabile scientifico testi: Costa, Andrea