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Edificio per abitazioni, uffici e negozi in via Caterina da Forlì 40
Milano (MI)

Indirizzo: Via Caterina da Forlì 40 - Milano (MI) (vedi mappa)

Tipologia: architettura per la residenza, il terziario e i servizi; edificio per abitazioni, uffici e negozi

Caratteri costruttivi:

  • strutture: travi e pilastri in cemento armato
  • facciata: intonaco, lamelle frangisole metalliche
  • coperture: a falde
  • serramenti: in legno; metallici inseriti nel paramento a frangisole

Cronologia:

  • progettazione: 1958 - 1964
  • esecuzione: 1958 - 1964
  • data di riferimento: 1958 - 1964

Committenza: Società Immobiliare Raffaello Enne

Autori:

Uso: abitazione/ negozio/ ufficio/ autorimessa

Condizione giuridica: proprietà privata

Descrizione

Il lotto di progetto è situato all'incrocio tra viale Caterina da Forlì - un ampio boulevard alberato - e la più ordinaria via Marostica. Prospettante su uno slargo urbano determinato dall'incrocio di diverse strade, l'architettura che Asnago e Vender costruiscono tra il 1958 e il 1964 presenta motivi di interesse dettati dalla singolare soluzione planimetrica e distributiva, oltre alla presenza della consueta e peculiare espressività del linguaggio architettonico degli autori. Dal punto di vista urbano, i progettisti procedono disegnando un livello terra destinato ad attività commerciali, alto un solo piano, che asseconda la forma del lotto ed è attraversato da una piccola galleria. Sopra questo elemento viene appoggiato il volume in linea del condominio, plasticamente sporgente sui due lati, il cui tracciato spezzato si sviluppa perpendicolarmente a viale Caterina da Forlì per svoltare parallelo a via Marostica, lasciando un ampio vuoto in corrispondenza dell'incontro tra le due strade. L'autonomia tra i due corpi ripropone il principio - di ispirazione moderna - della relativa indipendenza degli aspetti distributivi dalla forma urbana: una lezione già proposta a Milano in maniera radicale dal celebre complesso di Luigi Moretti in corso Italia (1951-1956) e tipica delle riflessioni razionaliste sullo sviluppo di un rinnovato rapporto tra edificio e strada, tra architettura e forma della città. Il corpo degli appartamenti, assecondando una tendenza presente nel lavoro di Asnago e Vender a partire dalla fine degli anni Cinquanta, è connotato da una misurata plasticità volumetrica, esemplificata dall'ampia fenditura centrale che divide longitudinalmente in due l'edificio, denunciandone l'articolazione distributiva interna. Infatti l'accesso agli alloggi avviene attraverso un lungo corridoio centrale, al quale si accede da un vano scala con ascensore inserito nel punto in cui il corpo in linea si piega. Da viale Caterina da Forlì, attraverso il giardino condominiale, è possibile accedere alle residenze; sul lato opposto, su via Marostica, è situato l'ingresso carrabile alla rampa dei parcheggi interrati. Il disegno dei fronti è modulato con disinvolto gusto geometrico: nell'ampia varietà di tagli delle aperture, spicca la composizione della testata su viale Caterina da Forlì, dove il profondo scuretto del corridoio centrale suddivide due diverse colonne di serramenti, regolari a nastro sulla destra e sfalsati a portafinestra sulla sinistra. Il lungo fianco che si affaccia sullo slargo generato dall'incrocio delle due vie presenta, oltre ad una fitta sequenza di finestre di varie dimensioni, due fasce di balconi, in alcuni casi evidenziati da leggeri reticoli di montanti metallici. Su via Marostica, per limitare l'introspezione visiva rispetto alla strada in corrispondenza di un'ulteriore colonna di balconi, compare un sorprendente elemento verticale di lamelle frangisole, che si sviluppa per tutta l'altezza dell'edificio, nel quale sono ritagliati dei serramenti che rendono a tratti riflettente l'ampia superficie chiaroscurata. Il corpo commerciale a livello terra è arricchito da un brise soleil di varia profondità che ne percorre quasi interamente il perimetro.

Notizie storiche

L'edificio sorge in un'area residenziale alla periferia ovest della città, poco oltre la cintura della circonvallazione, nei pressi della strada verso Baggio. Nell'immediato dopoguerra la zona era ancora poco edificata, caratterizzandosi per la presenza di alcune strutture assistenziali e di degenza come l'Istituto degli inabili al lavoro e il Piccolo Cottolengo Don Orione presso la Cascina Restocco, oggi scomparsa; la sede del Pio Albergo Trivulzio, altra nota istituzione milanese, sorge invece poco più a nord.

Fonti archivistiche

Archivio Civico, Milano - scheda fondo vedi »

Archivio Asnago e Vender, Seveso (MB) - scheda fondo vedi »

Bibliografia

Albertini A./ Novati M., Asnago/Vender architetti, Como 1986

Boriani M./ Morandi C./ Rossari A., Milano contemporanea, itinerari di architettura e urbanistica, Torino 1986

Albertini A./ Novati M., Domus, Asnago/Vender e Milano. Itinerario n. 19, Milano 1987, n. 688, novembre

Albertini A./ Novati M., Quaderni del Dipartimento di progettazione dell'architettura del Politecnico di Milano, L'archivio Asnago e Vender, Milano 1987, n. 6, dicembre

Cadeo F./ Lattuada M./ Zucchi C., Asnago e Vender. L'astrazione quotidiana. Architetture e progetti 1925-1970, Milano 1999

Gramigna G./ Mazza S., Milano. Un secolo di architettura milanese dal Cordusio alla Bicocca, Milano 2001, p. 360

Berizzi C., Guida all'architettura, Berlino 2015, pp. 238-239

Bettini G., La città animata. Milano e l'architettura di Asnago Vender, Milano 2016, p. 62

Credits

Compilatore: Sartori, Alessandro (2016)
Responsabile scientifico testi: Costa, Andrea