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Palazzo della Permanente
Milano (MI)

Indirizzo: Via Turati 32, 34 - Milano (MI) (vedi mappa)

Tipologia: architettura per la residenza, il terziario e i servizi; centro espositivo

Caratteri costruttivi:

  • strutture: travi e pilastri in cemento armato (torre); struttura mista di profilati metallici e solai in laterizio armato (salone primo piano); strutture a traliccio in cemento armato (copertura saloni)
  • facciata: rivestimento in litoceramica Piccinelli color avorio chiaro con marcapiani in cemento armato martellinato (torre)
  • coperture: piana a terrazza non praticabile
  • serramenti: in profilato metallico a tre telai

Cronologia:

  • progettazione: 1949 - 1952
  • esecuzione: 1952 - 1953
  • data di riferimento: 1949 - 1953

Committenza: "Torre della Permanente" s.r.l.; Società per le Belle Arti ed Esposizione Permanente

Autori:

Uso: spazio espositivo/ ufficio

Condizione giuridica: proprietà privata

Descrizione

Il palazzo, sede della "Società per le Belle Arti ed Esposizione Permanente", viene ricostruito tra il 1952 e il 1953 dopo gli estesi danneggiamenti subiti durante i bombardamenti del 1943. Dell'edificio neorinascimentale realizzato tra il 1883 e il 1885 su progetto di Luigi Beltrami era rimasta in piedi solamente l'elegante facciata in pietra rossa di Verona, caratterizzata dall'ingresso tripartito a pilastri sormontato da una loggia a tre arcate e colonne. Il progetto dei fratelli Castiglioni si innesta al corpo di fabbrica del Beltrami e ricostituisce all'interno dell'isolato una serie di volumi orizzontali destinati alle esposizioni a cui si sovrappone una torre ad uffici di 53 metri di altezza, contraddistinta da un linguaggio sobrio ed essenziale: le sequenze verticali delle sue aperture e delle pareti di tamponamento rivestite in litoceramica sono interrotte dalle fasce marcapiano continue in cemento armato martellinato, dando ai prospetti un effetto di slancio e allo stesso tempo di pacato equilibrio. Le finestre, che si sviluppano a tutta altezza tra il marcapiano inferiore e quello superiore, sono formate da un telaio fisso e da due parti apribili a saliscendi, mentre all'interno una tenda veneziana in alluminio mitiga l'irraggiamento solare. La modularità della struttura fa sì che l'edificio venga percepito come un'architettura potenzialmente espandibile, senza soluzioni di continuità; questo consente una flessibile disposizione dei tamponamenti murari interni, con ambienti sempre illuminati naturalmente. Inizialmente la torre era stata progettata con un duplice assetto funzionale: fino al settimo piano erano previsti uffici, dall'ottavo al dodicesimo avrebbero dovuto distribuirsi tre appartamenti per piano. Ogni livello è servito da due ascensori principali e da un corpo scala di servizio con montacarichi a cui si accede dalle grandi balconature del prospetto est. La preziosità delle finiture e delle pavimentazioni - vengono utilizzati il mosaico, il travertino, la palladiana e il linoleum - fa da contrappunto all'uso di nuove tecnologie come i pannelli radianti e la posta pneumatica, collocando l'edificio tra gli esempi più innovativi del dopoguerra: lo stesso Gio Ponti nel 1953 dedica al palazzo la copertina del numero 285 della rivista "Domus" e nel 1957 lo inserisce tra gli edifici presentati in "Milano Oggi", una rassegna delle principali architetture moderne della città. L'atrio della torre, accessibile dall'ingresso più a destra in facciata, è un tripudio di materiali nobili: le pareti verticali sono rivestite in grandi lastre di marmo, i pavimenti sono a mosaico multicolore con raffinate geometrie curvilinee, mentre i neon posti in un incavo a livello dello zoccolo e della parte superiore del rivestimento creano un effetto luminoso che sembra staccare le pareti stesse dal suolo e dal soffitto. Le sale espositive, accessibili dall'ingresso centrale su strada attraverso un atrio, sono ampliate conservando alcuni spazi preesistenti e dotate di un nuovo sistema allestitivo con l'inserimento di pareti mobili; una serie di tiranti metallici inseriti in un alloggiamento disposto orizzontalmente nei muri perimetrali delle sale permette di sostenere i pannelli o direttamente le opere d'arte esposte, fungendo anche da binario per le luci. A soffitto sono presenti grandi lucernari cilindrici che diffondono una luce soffusa grazie alle superfici in vetrocemento della copertura, mentre gli apparecchi illuminanti e le bocchette per il ricambio dell'aria sono incassati nelle controsoffittature. In occasione della riapertura al pubblico, nel 1953, i fratelli Castiglioni curarono l'allestimento della mostra inaugurale intitolata La donna nell'arte. Nel 1999 Achille Castiglioni, a più di quarant'anni di distanza, si è occupato dell'allestimento della celebre mostra Il museo del '900, al primo piano del palazzo, con importanti opere trasferite temporaneamente negli spazi della Permanente durante il restauro di Palazzo Reale.

Notizie storiche

La sede della Società per le Belle Arti ed Esposizione Permanente è la prima importante opera milanese di Luca Beltrami, indiscusso protagonista della cultura architettonica negli anni a cavallo tra Ottocento e Novecento. L'edificio, inaugurato nel 1886, è uno dei primi a esprimere una concezione moderna del sistema espositivo, comprendendo nello stesso luogo sia le sale per le esposizioni periodiche sia quelle per la collezione permanente. La scelta dello stile riflette la destinazione dell'opera: alle forme neorinascimentali è affidato - secondo un codice condiviso - il compito di rappresentare in forma sensibile la vocazione civile dell'architettura. Nel fronte su via Turati - all'epoca via Principe Umberto - la profonda loggia ad archi del piano superiore è un inedito spazio museale che può ospitare delle sculture all'aperto. Il soffitto ligneo della loggia e i preziosi pavimenti in mosaico veneziano delle sale sono utilizzati come elementi rappresentativi dell'alta funzione educativa a cui doveva assolvere l'edificio. Alla data dell'inaugurazione il piano terreno ospita due sale attorno all'atrio d'ingresso, un cortile coperto e altri due saloni illuminati da lucernari, accessibili da una galleria centrale; verso il fondo dell'isolato è collocata una galleria dedicata alla scultura, aperta su un piccolo giardino. Al piano superiore, raggiungibile da due scale in marmo, si trovano il grande salone per le conferenze e la loggia, affiancata da due sale minori per l'esposizione di piccoli oggetti. A testimoniare la raffinatezza delle soluzioni architettoniche di Beltrami, dopo la guerra non rimane che la facciata su via Turati, sopravvissuta alla furia devastatrice delle incursioni aeree e ancor oggi tutelata come monumento nazionale. Il lavoro dei fratelli Castiglioni e di Luigi Fratino ha il merito di aver riconsegnato alla cittadinanza la storica istituzione milanese attraverso una ristrutturazione ispirata a principi di razionalità ed efficienza. Oggi l'intervento degli anni Cinquanta è ancora leggibile nella sua impostazione originale: alcuni adeguamenti funzionali hanno portato a sostituire i pannelli espositivi originali, in legno rivestito di tela, e a oscurare tutti i lucernari delle sale, privilegiando una illuminazione esclusivamente artificiale. La Permanente svolge attività di promozione e diffusione della cultura, organizzando e realizzando mostre monografiche e tematiche e rassegne storiche, anche in collaborazione con Musei, Enti ed Istituzioni nazionali ed esteri. La Società vanta inoltre una collezione d'arte costituita da oltre trecento opere tra dipinti e sculture e circa cento disegni e incisioni, formatasi con acquisizioni e donazioni da parte di artisti e mecenati. Tra le altre, sono presenti opere di celebri artisti quali Emilio Gola, Anselmo Bucci, Galileo Chini, Raffaele de Grada, Piero Marussig, Ottone Rosai, Felice Casorati, Roberto Crippa, Aldo Carpi, Lucio Fontana, Carlo Carrà, Umberto Milani, Paolo Scheggi, Alfredo Chigine, Giulio Turcato, Emilio Scanavino, Fausto Melotti, Mario Schifano, Luigi Veronesi, Mimmo Paladino, Emilio Tadini, Aligi Sassu, Renato Birolli, Bruno Cassinari ed Ennio Morlotti.

Documentazione allegata

Fonti archivistiche

Archivio Achille e Pier Giacomo Castiglioni. Fondazione Achille Castiglioni, Milano - scheda fondo vedi »

Archivio Achille e Pier Giacomo Castiglioni. Fondazione Achille Castiglioni, Milano - sito vedi »

Archivio Civico, Milano - scheda fondo vedi »

Archivio della Società per le Belle Arti ed Esposizione Permanente, Milano - sito vedi »

Archivio Pier Giacomo Castiglioni, Milano - sito vedi »

Bibliografia

Modesti R./ Taccani R. (a cura di), La Permanente, Società per le belle arti ed esposizione Permanente, numero unico per la ricostruzione del palazzo sociale 1883,, Milano 1950, marzo-dicembre

Cahiers du Centre Scientifique et Technique du bâtiment, Réalisations Architecturales en Italie, 1952, n. 16, p. XIII

Domus, Osservazioni su una architettura. La torre della Permanente a Milano, 1953, n. 285, agosto, pp. 7-12

Vitrum, La Torre della Permanente a Milano, 1954, n. 52-53, febbraio-marzo, pp. 34-39

Angeli R., Casa e Turismo, La scala, 1956, n. 8, gennaio-febbraio, p. 17

Milano oggi, Milano 1957, p. 30

Pansera A., Il moderno, Milano, la Permanente sotto la Torre, Milano 1990, 16 febbraio

Polano S., Achille Castiglioni. Tutte le opere 1938-2000, Milano 2001, pp. 60-65

Gramigna G./ Mazza S., Milano. Un secolo di architettura milanese dal Cordusio alla Bicocca, Milano 2001, p. 247

Selvafolta O., Luca Beltrami, 1854-1933. Storia, arte e architettura a Milano, Decoro e arti applicate nell'opera di Luca Beltrami, Milano 2014, pp. 55-71

Credits

Compilatore: Suriano, Stefano (2017)
Responsabile scientifico testi: Costa, Andrea