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Università Luigi Bocconi
Milano (MI)

Indirizzo: Via Sarfatti 25 - Milano (MI) (vedi mappa)

Tipologia: architettura per la residenza, il terziario e i servizi; università

Cronologia:

  • data di riferimento: 1937 - 2018
  • progettazione (sede storica): 1937 - 1941
  • progettazione (pensionato e mense): 1953 - 1956
  • progettazione (rettoria e chiesa di S. Ferdinando): 1961 - 1962
  • progettazione (biblioteca, Aula Magna e istituti): 1962 - 1966
  • progettazione (Sda school of management): 1985 - 1986
  • progettazione (ampliamento aule didattiche): 1990 - 2001
  • ampliamento (Sda school of management): 2001
  • progettazione (nuovo ampliamento generale): 2002 - 2008
  • progettazione (nuove residenze per studenti): 2014 - 2016
  • progettazione (nuovo campus Bocconi): 2012 - 2018

Committenza: Università Commerciale Luigi Bocconi

Autori:

Comprende:

Uso: università

Condizione giuridica: proprietà privata

Descrizione

Il complesso dell'Università Bocconi è il risultato di un insieme di interventi architettonici che a partire dalla sede storica di via Sarfatti - realizzata tra il 1937 e il 1941 su progetto di Giuseppe Pagano e Gian Giacomo Predaval - hanno via via costruito una vera e propria cittadella degli studi in un tratto urbano compreso tra la cerchia delle mura spagnole - all'altezza di viale Bligny - e la circonvallazione esterna. La vicenda ha inizio nel 1936, quando il Comune di Milano, proprietario dell'area, propone alle autorità scolastiche un progetto redatto dal proprio Ufficio Tecnico. Pagano, chiamato dall'Università a pronunciarsi sul progetto, non si limita a giudicarlo negativamente ma presenta una controproposta che gli permette di ottenere l'incarico per la progettazione. L'edificio è una delle più raffinate opere del razionalismo italiano: l'impianto planimetrico cruciforme - ispirato all'edificio del Bauhaus di Dessau (1925-26) progettato da Walter Gropius - rappresenta una soluzione "aperta" e allo stesso tempo rigorosa, che senza indugiare nel formalismo risponde con esattezza alle esigenze funzionali e dimensionali di un'università moderna; la leggerezza del loggiato sul fronte principale appare ancora oggi come una lezione operante di architettura moderna. Già pochi anni dopo, con l'istituzione di un nuovo corso di laurea - quello di Lingue e Letterature straniere - ad affiancare la tradizionale facoltà di Economia e Commercio, si rende necessario un ampliamento della sede universitaria. Nel 1953 Giovanni Muzio riceve l'incarico di progettare un edificio che ospitasse i pensionati e le mense per gli studenti, inaugurato tre anni dopo. L'edificio, caratterizzato da un rivestimento in clinker bicolore, è formato da un volume basso allineato alla strada sul quale si innestano due corpi a trifoglio che contengono 360 camere singole. Dopo la costruzione della chiesa di San Ferdinando, intitolata al nome del fondatore dell'istituzione, tra il 1962 e il 1966 viene realizzato il nuovo ampliamento - sempre su progetto di Muzio, insieme al figlio Lorenzo - con l'Aula Magna, la biblioteca e gli istituti della facoltà di Economia e Commercio. Il volume a sud, lungo via Sarfatti, ospita gli Istituti, mentre a nord si attesta il magazzino dei libri, un involucro edilizio definito da alte feritoie in vetrocemento. Tra i due edifici è disposto un corpo più basso che contiene le sale di lettura, a piano terra, e l'Aula Magna - oggi trasferita insieme agli Istituti nella nuova sede di via Roentgen - al piano seminterrato. Nel 1986 è inaugurata la sede della Scuola di Direzione Aziendale, costituita da due edifici rivestiti in pannelli metallici lungo via Bocconi, su progetto dell'ingegner Vittore Ceretti, che in precedenza si era occupato di sopralzare un'ala dell'edificio di Pagano per ricavarne nuove aule. Nel 2001 viene terminato un nuovo ampliamento a nord, su progetto di Ignazio Gardella. L'edificio - chiamato anche "velodromo" per via della sua forma ellittica - contiene trenta nuove aule didattiche; circondato da un singolare sistema di elementi di risalita cilindrici e rivestito da mattoni a vista, presenta al centro un grande pozzo di luce che illumina lo spazio coperto della hall. Il grande intervento di ampliamento realizzato tra il 2003 e il 2008 in seguito al concorso internazionale vinto dallo studio irlandese Grafton Architects ha cambiato il volto ad un intero pezzo di città: i poderosi corpi di fabbrica rivestiti in ceppo, il grande volume vetrato a sbalzo dell'Aula Magna e il nitore dei cortili dei dipartimenti sono espressione di una moderna monumentalità. La recente realizzazione delle nuove residenze per studenti su viale Bligny e il nuovo grande campus nell'area sud, progettato dallo studio giapponese SANAA e comprendente nuovi spazi per didattica, residenze, uffici, attrezzature sportive e verde proiettano la Bocconi verso modelli di insediamenti universitari sempre più internazionali.

Notizie storiche

L'Università, ateneo di riferimento per gli studi economici e manageriali, è fondata nel 1902, quando il noto imprenditore tessile milanese Ferdinando Bocconi decise di intitolare alla memoria del figlio Luigi - caduto nella battaglia di Adua - la nuova istituzione formativa. L'imprenditore era proprietario dei grandi edifici commerciali che sorgevano di fronte al fianco nord del Duomo di Milano - meglio conosciuti come magazzini Bocconi - e che, dopo l'incendio del 1918, vennero ricostruiti e ribattezzati come La Rinascente. La nuova istituzione, guidata dal Rettore Leopoldo Sabbatini - già segretario della Camera di Commercio di Milano - si proponeva di favorire la continuità tra la scuola e la vita reale, perseguendo una autonomia didattica, disciplinare e amministrativa; la prima sede era situata in largo Notari - l'attuale Largo Treves - ma ben presto l'aumento del numero degli studenti fece optare per una nuova sistemazione nella zona adiacente al parco Ravizza, in quella che allora era la prima periferia industriale. La proposta redatta dall'Ufficio Tecnico del Comune di Milano, respinta in seguito alle osservazioni di Giuseppe Pagano, viene sostituita da un primo progetto messo a punto dallo stesso architetto, che negli anni precedenti aveva già realizzato gli Istituti di Fisica dell'Università degli Studi di Roma "La Sapienza". Uno sviluppo successivo permette, con una proposta più approfondita, di appaltare i lavori, ma Pagano con grande sorpresa presenta un terzo progetto con cui abbandona completamente il tema dei cortili chiusi adottato in precedenza in favore di un organismo aperto, che favorisse la massima esposizione degli ambienti all'aria e alla luce. Il percorso progettuale si configura dunque come un progressivo avvicinamento alla forma più rispondente alle funzioni dell'edificio scolastico. La sede storica, considerata come una sorta di preesistenza per le sue qualità architettoniche, diviene la matrice e il punto di riferimento per tutti i successivi interventi: i fronti degli ampliamenti di Muzio, pur mostrando una loro forte autonomia compositiva, presentano una partitura seriale e delle tonalità coloristiche che ben si accordano al ritmo e all'immagine dell'edificio di Pagano. Lo sviluppo di un insieme architettonico formatosi nel tempo è testimonianza di come gli edifici, anche se pensati singolarmente, possano dare continuità al sistema micro-urbanistico del campus e allo stesso tempo cercare un'integrazione col contesto urbano. L'intervento dello studio irlandese Grafton e quello dello studio giapponese SANAA sono tra le operazioni più rilevanti, anche dal punto di vista delle quantità volumetriche interessate, che la città di Milano abbia affrontato negli ultimi anni. Il progetto di Grafton sceglie di manifestare l'espressività dell'architettura ricorrendo all'uso estensivo di un materiale tradizionale milanese - il ceppo di Gré - insieme alle luminose superfici vetrate delle corti interne. Il progetto di SANAA è stato scelto come vincitore del concorso internazionale ad inviti bandito dalla Bocconi all'inizio del 2012. Alla competizione hanno partecipato anche David Chipperfield, Mario Cucinella, Odile Decq, Massimiliano Fuksas, Rem Koolhaas, Thom Mayne, Sauerbruch & Hutton, Benedetta Tagliabue, Cino Zucchi. Il nuovo campus, organizzato con corpi di fabbrica vetrati le cui forme sinuose ricordano gli organismi cellulari, sorge sull'area dell'ex Centrale del Latte di Milano (circa 35.000 mq), al confine con il Parco Ravizza, integrato al verde di progetto. Se gli elementi cardine dell'intervento sono la trasparenza e l'apertura verso la città, su via Sarfatti il rapporto con gli edifici storici di Pagano e Muzio avviene in questo caso per opposizione e per contrasto, ma risponde alla volontà di un'istituzione che sembra non temere nuovi e arditi innesti in una trama urbana ormai consolidata.

Bibliografia

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Credits

Compilatore: Suriano, Stefano (2017)
Responsabile scientifico testi: Costa, Andrea