Vicepresidenza della Repubblica italiana - Melzi (1802 - 1805)

fondo | livello: 1

Altre denominazioni:
Cfr. storia archivistica: Archivio della vicepresidenza della repubblica
Denominazione in GG II 939: Archivio della vicepresidenza della repubblica
Denominazione con cui il fondo è comunemente noto : Archivio Melzi

Conservatore: Archivio di Stato di Milano (Milano, MI)

Produttore fondoMilano, Vicepresidenza della Repubblica (1802 - 1805)Melzi d'Eril Francesco (Milano, 1753 - Bellagio, 1816)

Progetto: Archivio di Stato di Milano: Anagrafe degli archivi (guida on-line) (1998 - 2007)

Codice: ASMI1520

Consistenza: bb. 61
(In GG: bb. 64)

Metri lineari: 10.5

Note alla data: Con docc. dal sec. XVII e fino al 1815
(In GG.: 1802 - 1805 con docc. dal 1796 e fino al 1814)

Contenuto: Documentazione della vicepresidenza della Repubblica italiana, suddivisa nelle due sezioni:
- Vicepresidenza Melzi;
- Vicepresidenza Melzi - Restituito (comprendente le serie Melzi restituito e Marescalchi rosso).
E' presente inoltre documentazione del periodo della Repubblica cisalpina.
Si segnalano, a titolo di complemento, gli appunti di Nicola Ferorelli, già archivista di Stato, conservati in AS MI nel fondo che da lui prende nome e basati sulle carte della Vicepresidenza e su altri fondi napoleonici (cfr. scheda complesso archivistico Ferorelli Nicola, asmi4460), nonché :
- C. Cantù, Corrispondenze di diplomatici della Repubblica e del Regno d'Italia, 1796 - 1814, Compilazione archivistica, Milano 1884 (con trascrizioni di documenti; per la storia archivistica del fondo in partic. p. 53, nota 27);
- Francesco Melzi d'Eril duca di Lodi, Memorie, documenti e lettere inedite di Napoleone I e Beauharnais, raccolte e ordinate per cura di G. Melzi, Milano, G. Brigola, 1865, 2 voll.
Un fondo intitolato a Francesco Melzi d'Eril, costituito da quattro buste di documentazione, è inoltre custodito presso le Civiche raccolte storiche del comune di Milano.

Storia archivistica: Il fondo è costituito dalle carte della Vicepresidenza della Repubblica italiana, che Francesco Melzi d'Eril asportò dal Palazzo nazionale e aggregò al proprio archivio gentilizio in seguito alla dimissione dalla carica di vicepresidente nel 1805. Le vicende relative alla documentazione furono ricostruite da Nicola Ferorelli, archivista di Stato, il quale si avvalse per lo più degli atti della Cancelleria della Presidenza di Governo di Milano. Quest'ultimo archivio andò poi completamente distrutto nei bombardamenti che nell'agosto 1943 devastarono il palazzo del Senato, sede dell'AS MI.
La ricostruzione fu premessa - con alcuni prospetti comparativi e riassuntivi - all'inventario di sala NA 2, curato dallo stesso Ferorelli dopo la restituzione da parte dell'Austria di uno spezzone del fondo (cfr. più oltre).
Appena ricevuta la notizia della morte - avvenuta nella notte fra il 15 e il 16 gennaio 1816 - del duca di Lodi Francesco Melzi d'Eril, già vicepresidente della Repubblica italiana, fu dato ordine dal governatore austriaco conte di Saurau al consigliere di governo De Spech di recarsi accompagnato da un ufficiale fiscale presso la residenza privata del Melzi e di "procedere alla suggellazione d'ufficio" (FERORELLI, Introduzione all'Inventario di sala NA 2, p. 1) di tutte le carte che vi si trovassero, alla presenza dell'erede e dell'esecutore testamentario del defunto.
Successivamente, il 22 gennaio, una delegazione governativa, formata sempre da De Spech, dall'avvocato fiscale Crespi, dallo speditore dell'Ufficio fiscale Roviglio e da Bartolomeo Sambrunico, allora direttore generale degli Archivi governativi, prese in consegna "due forzieri grandi e una cassa, dieci cartelle di viaggi, memorie e miscellanee e quattro filze di corrispondenza diversa chiusa in due sacchi" (ibid., p. 2).
Trasportate le carte presso l'Archivio governativo, allora ubicato nell'ex collegio gesuitico di San Fedele, il Sambrunico ne fece compilare un succinto elenco.
Sulla base di questo primo elenco, una parte dell'archivio fu spedita in visione al Governatore, che ne aveva fatto richiesta "per prenderne ispezione oculare" (ibid., p. 5), e riportata presso l'Archivio governativo l'11 dicembre 1816. I documenti ispezionati riguardavano in particolare "i rifugiati milanesi e lombardi a Venezia, la corrispondenza Tambroni da Vienna, i comizi nazionali di Lione (...), la cronaca degli avvenimenti politici del 1796, i rapporti di polizia della prefettura dell'Olona, la missione a Roma del direttore delle poste Guarnieri, le relazioni col barone Moll, le lettere del generale Charpentier e del consigliere Humbold, le note relative al Guicciardi ecc." (ZAGHI, I carteggi di Francesco Melzi d'Eril, vol. I, p. 4).
Un secondo elenco, più analitico e sempre a cura del Sambrunico, fu inviato ancora al Governatore il 6 maggio 1817 e da questi trasmesso a Vienna. Dalle prime ricerche condotte sulle documentazione il Sambrunico notava, fra l'altro, la mancanza della corrispondenza Melzi - Bonaparte (poi ritrovata fra le carte del Melzi custodite presso la sua villa di Bellagio, cfr. ZAGHI, I carteggi di Francesco Melzi d'Eril, vol. I, p. 5).
Da Vienna, in seguito alla trasmissione dell'elenco del 6 maggio, pervennero al Sambrunico attraverso il Governatore istruzioni dettagliate sul trattamento da riservare ai documenti, riconosciuti per lo più come carte di Stato.
In adempimento di tali istruzioni una parte del materiale fu spedito alla Segreteria presidenziale (cinque pacchi), mentre il resto - con la dicitura "Carte Melzi da custodirsi con riserva di non aprirsi se non per ordine di Sua Eccellenza il signor Conte Governatore" - fu predisposto perché rimanesse custodito presso l'Archivio governativo.
Il Governatore richiese tuttavia nel dicembre dello stesso anno l'invio alla Segreteria presidenziale anche delle rimanenti carte, e cioè "quelle di ragione della famiglia Melzi" (FERORELLI, Inventario di sala NA 2, p. 9), di cui nel frattempo era stato curato un elenco, e quelle predisposte per la custodia presso l'Archivio governativo, al fine di operare un'ispezione complessiva di tutta la documentazione recuperata in casa Melzi.
Secondo quanto comunicato il 21 dicembre 1817 da Bartolomeo Sambrunico, furono inviati dunque alla Segreteria della Presidenza, assieme ad un elenco generale di tutte le carte trasportate da casa Melzi:
- 22 pacchi di carte che, secondo le disposizioni precedenti, dovevano restare presso l'Archivio governativo;
- 8 pacchi di carte di famiglia.
Erano inoltre già presso la Presidenza, come si è visto, 5 altri pacchi.
Tutto l'archivio Melzi risultava dunque, alla fine del 1817, fuori dall'Archivio governativo. Nella comunicazione del 21 dicembre Sambrunico precisava inoltre che "aveva lasciato tutto l'ammasso delle carte nello stato irregolare e sconnesso nel quale furono rinvenute, atteso che era dubbio l'esito che potessero avere, cioè di trattenerle, o di rilasciarle, o di incorporarle al carteggio tenuto in Parigi dal signor Conte Marescalchi che 'credo trasportato a Vienna'" (ibid., p. 10).
E infatti la destinazione dei vari gruppi di documenti fu diversa.
I gruppi costituiti rispettivamente da 8 e 22 pacchi e consegnati di fatto alla Cancelleria presidenziale di governo il 24 dicembre 1817 rientrarono (la data non è precisabile) all'Archivio generale governativo, da cui passarono "nel 1825 all'Ufficio fiscale per un nuovo esame, prima di decidere la restituzione delle carte d'interesse degli eredi Melzi, ed infine dall'Ufficio fiscale, dopo l'esame, all'Archivio generale di governo" (ibid., p. 14. Ferorelli si avvale per queste notizie della documentazione dell'Archivio amministrativo dell'AS MI (Archivietto), andata poi distrutta per il periodo antecedente alla Seconda guerra mondiale nel 1943).
Il 23 febbraio 1825 fu ordinata la consegna agli eredi Melzi delle carte individuate come "di famiglia": si trattò di 9 pacchi complessivi, composti dagli 8 già riconosciuti tali e da un pacco aggiuntivo preso dai 22 che dovevano restare presso l'Archivio governativo. La consegna fu eseguita il 14 marzo 1825 dall'allora direttore degli Archivi di governo Luca Peroni (1796 - 1799; 1820 - 1832), succeduto al Sambrunico.
Presso l'Archivio governativo rimasero gli stessi pacchi che - secondo le disposizioni originarie - dovevano esservi custoditi, tranne il primo, il quale, come si è detto, fu riconosciuto d'interesse privato e ceduto assieme alle carte di famiglia. Si trattò dunque complessivamente di 21 pacchi, la cui documentazione fu riunita ad altra già presente in AS MI (cfr. ZAGHI, I carteggi di Francesco Melzi d'Eril, vol. I, p. 5 e soprattutto le carte della Reggenza provvisoria del Governo di Lombardia presente nella b. 41). Per tutta la seconda metà dell'800 tale documentazione, riordinata per materia secondo il sistema peroniano, fece parte della Sezione storico-diplomatica dell'AS MI. Oggetto di un'inventariazione sommaria nel 1910 per complessive 44 buste (cfr. Annuario AS MI (1911 - 1919), vol. 1/1911, p. 15 e 52 sg.) fu stralciata dopo il 1920 dalla Sezione storico-diplomatica "per ricomporre ad opera del Vittani, insieme agli archivi restituiti dall'Austria, i fondi del periodo napoleonico" (GG II 903) e costituisce attualmente la sezione del fondo denominata Vicepresidenza Melzi (cfr. scheda complesso archivistico Vicepresidenza Melzi).
Quanto ai 5 pacchi già precedentemente inviati alla Segreteria della Presidenza, gli stessi passarono a Vienna dopo il 24 novembre 1817. A ciascuno di essi era allegato, secondo le istruzioni ricevute all'epoca dal Sambrunico, un elenco del materiale compreso all'interno. I pacchi erano contrassegnati in base agli uffici austriaci di destinazione, secondo quanto risulta dai titoli dei cinque elenchi riportati dal Ferorelli ("I titoli dei cinque elenchi premessi ai relativi pacchi si desumono dalla nota Governativa 30 novembre n. 2928"; in nota: "Atti della Cancelleria della Presidenza dell'Imperial regio governo di Milano, n. 1874/P, busta 42") e cioè:
"I. Jener der Kaiserlichen und Königlichen Central Organisirung Hof - Commission;
II. Jener der Polizei Hofstelle;
III. Jener des Kaiserlichen und Königlichen Finanz Ministeriums;
IV. Jener der Kaiserlichen und Königlichen Geheimen Hof und Staats Kanzlei;
V. Jener des Kaiserlichen und Königlichen Hofkriegs Rathe" (FERORELLI, Inventario di sala NA 2, p. 14)
Le destinazioni dei pacchi furono dunque, rispettivamente: l'Imperial regia commissione di corte per l'organizzazione centrale; gli uffici di Polizia; l'Imperial regio ministero delle finanze, l'Imperial regia cancelleria riservata di corte e di Stato; l'Imperial regio consiglio di guerra.
In seguito alla rivendicazione fatta dall'Italia alla fine della Prima guerra mondiale, grazie soprattutto all'interessamento dell'ispettore generale degli archivi Gian Battista Rossano, fu resa solo la documentazione dei pacchi III e IV e cioè le carte confluite nell'archivio del Ministero austriaco delle Finanze (III) e indicate genericamente come "Atti finanziari del Regno italico", e le carte collocate nell'Haus-Hof-und Staats Archiv (IV).
Fra la documentazione restituita il primo gruppo di 10 buste, comprendenti le carte già designate Ministero austriaco delle finanze (III), fu poi denominato convenzionalmente "Melzi restituito" e costituì da subito una partizione del fondo Vicepresidenza della Repubblica italiana - Melzi (cfr. scheda complesso archivistico Melzi restituito).
Il secondo gruppo, di 8 buste, con documentazione già destinata al Geheimen Hof und Staats Kanzlei (IV), fu in un primo tempo erroneamente collocato in testa alla sezione Marescalchi del fondo Ministero degli esteri (cfr. scheda complesso archivistico Ministero degli esteri I divisione - Marescalchi asmi1580010). Tale documentazione, nota comunemente come "Marescalchi rosso" per il colore della numerazione da 1 a 8 e per l'errata attribuzione, è ricondotta ora al fondo Vicepresidenza della Repubblica italiana - Melzi, cui di fatto appartiene (cfr. scheda complesso archivistico Marescalchi rosso). L'errore di attribuzione, di cui ci si rese conto quasi immediatamente (cfr. VITTANI, Archivi resi dall'Austria, p. 5) si deve al fatto che il materiale della I divisione del Ministero degli esteri, reso nello stesso periodo dall'Austria e indicato in maniera imprecisa, aveva costituito negli archivi austriaci, assieme alle 8 buste di cui si parla, un unico complesso denominato "Napoleonisches Archiv" (cfr. ZAGHI, I carteggi di Francesco Melzi d'Eril, vol. I, p. 5).
Secondo quanto ricostruito da Nicola Ferorelli, dei 197 fascicoli inviati a Vienna dal Sambrunico nei cinque pacchi ne furono restituiti solo 90.
Durante la Seconda guerra mondiale l'archivio della Vicepresidenza della Repubblica, al pari di altri fondi dell'AS MI considerati di particolare rilevanza, fu trasportato per sicurezza fuori Milano (PROSDOCIMI, L'AS MI e la storia svizzera, p. 666), dove tornò solo al termine del conflitto.
In seguito alle operazioni di revisione delle schede approntate per il progetto "Anagrafe informatizzata degli archivi italiani (1998 - 2000)", la denominazione del fondo è stata modificata da "Archivio della vicepresidenza della Repubblica" in "Vicepresidenza della Repubblica italiana - Melzi".
Si segnala infine che era presente presso l'AS MI anche un "Archivio privato Melzi (1354 - 1795)" di 56 buste, pervenuto per donazione e distrutto in seguito ai bombardamenti dell'agosto 1943 (cfr. Danni di guerra, p. 18).

Informazioni sulla numerazione: pezzi da 1 a 47 per la prima sezione; numerazione distinta per i pezzi delle due serie costituenti la seconda sezione (da 1 a 10 e da 1 a 8). Presente sull'inventario di sala anche una numerazione continua per la seconda sezione (da 1 a 18), non utilizzata per la richiesta dei pezzi.

Strumenti di ricerca

Vicepresidenza della Repubblica italiana - Melzi
post 1920
inventario analitico
Inventario di sala NA 2 (già n. 48 e n. 50).
Autori: Ferorelli Nicola

Documentazione correlata:
- Francesco Melzi d'Eril bb. 4. Lettere ad alti ufficiali delle truppe francesi in Italia e a varie personalità d'epoca napoleonica; documentazione relativa al congresso di Rastadt (1799), al quale Melzi d¿Eril partecipò in qualità di plenipotenziario della repubblica cisalpina. Civiche raccolte storiche del comune di Milano, "Archivio del Risorgimento - parte generale".

Bibliografia:
- Annuario AS MI (1911 - 1919), vol. 1/1911, 15; 52 sg. = Annuario del Regio Archivio di Stato in Milano, Perugia, Unione Tipografico Cooperativa, voll. 1 - 9, 1911 - 1919
- CANTU', Corrispondenze di diplomatici = CANTU', C., Corrispondenze di diplomatici della Repubblica e del Regno d'Italia (1796 - 1814). Compilazione archivistica, Milano, G. Agnelli, 1884
- Danni di guerra = I danni di guerra subiti dagli Archivi di Stato, a cura del Ministero dell'Interno, in "Notizie degli Archivi di Stato", IV - VII (1944 - 1947), Roma, Istituto poligrafico dello Stato, 1950
- MELZI, Memorie, documenti e lettere = Francesco Melzi d'Eril duca di Lodi, Memorie, documenti e lettere inedite di Napoleone I e Beaurharnais, raccolte e ordinate per cura di G. MELZI, Milano, G. Brigola, 1865, 2 voll.
- Momenti dell'età napoleonica = AS MI, Momenti dell'età napoleonica nelle carte dell'Archivio di Stato di Milano, Milano, 1987
- PILLEPICH, Milan capitale = PILLEPICH, A., Milan capitale napoléonienne (1800 - 1814), Paris, Lettrage Distribution, 2001
- PROSDOCIMI, L'AS MI e la storia svizzera, 666 = PROSDOCIMI, L., L'Archivio di Stato di Milano e la storia svizzera. Danni di guerra e iniziative post-belliche, in Archivi e archivisti milanesi, scritti a cura di A.R. NATALE, Milano, Cisalpino Goliardica, 1975, vol. II, pp. 663 - 671
- VITTANI, Archivi resi dall'Austria = VITTANI, G., Archivi resi dall'Austria all'Archivio di Stato di Milano riguardanti la storia del Risorgimento, estratto da SOCIETÀ NAZIONALE PER LA STORIA DEL RISORGIMENTO ITALIANO. Atti dell'XI Congresso tenutosi in Milano il 17 - 18 - 19 settembre 1923, Milano 1924, pp. 3 - 20
- ZAGHI, I carteggi di Francesco Melzi d'Eril = I carteggi di Francesco Melzi d'Eril duca di Lodi, a cura di C. ZAGHI, Milano, 1958 - 1966, voll. 9

Compilatori
prima redazione: Daniela Bernini, archivista 1999/06/15
rielaborazione: Ermis Gamba, archivista 2006/02/14

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