Presidenza di governo (1814 - 1848)

fondo | livello: 1

Altre denominazioni:
Denominazione in GG II 943: Presidenza di governo

Conservatore: Archivio di Stato di Milano (Milano, MI)

Produttore fondoMilano, Commissario plenipotenziario imperiale (1814 - 1816)Milano, Governo milanese lombardo veneto (1816 - 1848)

Progetto: Archivio di Stato di Milano: Anagrafe degli archivi (guida on-line) (1998 - 2007)

Codice: ASMI2020

Consistenza: bb. 260
(In GG: bb. 249)

Metri lineari: 38

Note alla data: (In GG: 1814 - 1848)

Contenuto: Atti relativi all'ordine pubblico e alle funzioni di controllo poliziesco (censura della stampa, controllo di società segrete, notizie su personaggi sospetti etc.).
"Questi atti (...) sono contraddistinti da un geh. (geheim) aggiunto al numero di protocollazione. (...) Vi si ritrovano per altro (specie nel primo quindicennio) atti di carattere eminentemente amministrativo, come ad esempio rendiconti di uffici finanziari, provvedimenti di zecca, trattazioni per costruzioni di strade." (FUMI, L'Archivio di Stato in Milano, p. 33)
Si segnala che le prime buste del fondo contengono documentazione relativa al periodo della Reggenza provvisoria di Governo(1814 - 1815). Si tratta di atti del protocollo riservato della Commissione plenipotenziaria imperiale presieduta da Heinrich Bellegarde.

Storia archivistica: L'archivio della Presidenza di governo comprendeva originariamente due sezioni:
- gli affari generali, costituiti da corrispondenza diplomatica, relazioni per la polizia, atti amministrativi etc.;
- gli atti riservati.
I primi subirono in parte la classificazione per materia secondo il sistema peroniano e si trovano dunque collocati nei fondi degli Atti di governo (cfr. scheda complesso archivistico Atti di governo asmi0100), in parte andarono distrutti in seguito ai bombardamenti che nell'agosto 1943 devastarono il palazzo dell'AS MI.
Le carte della parte riservata - che costituiscono il presente fondo Presidenza di governo - ebbero storia distinta.
Pervenute solo nel 1874 con la consistenza attuale di 259 buste numerate con numeri romani (cfr. FUMI, L'Archivio di Stato in Milano, p. 33), furono collocate da Cesare Cantù nell'Archivio riservato dell'AS MI, sezione di deposito da lui stesso creata all'epoca della sua direzione (1873 - 1895) e di cui le carte riservate della Presidenza di governo costituirono uno dei due nuclei fondamentali assieme ai Processi politici (cfr. scheda complesso archivistico Processi politici asmi2140).
Secondo Luigi Fumi (direttore dell'AS MI fra il 1908 e il 1920), che riprende una nota autografa del Cantù apposta sul frontespizio di un indice sommario della "serie" (cioè l'attuale fondo Presidenza di governo), le buste presentavano già numerose lacune in quanto "l'impiegato che le aveva in consegna e che, dopo essere stato de' più zelanti nella polizia austriaca, era riuscito a farsi tener in servizio dal nuovo governo italiano, non ebbe scrupolo di venderne parte come carta straccia, facendo in tal modo sparire tutte le rubriche e i protocolli, oltre ad alcune cartelle (...)" (FUMI, L'Archivio di Stato in Milano, p. 33).
Non pochi degli atti inoltre "andarono (...) ad impinguare le diverse collezioni di autografi, classificati magari sotto le voci più strane. Di altri si scorporarono le posizioni, adoperando magari il verso del foglio originale di protocollazione recante i numeri, le date e i riferimenti per altri usi" (ibid.).
Sullo scorcio del 1917, come riportato sempre dal Fumi sull'Annuario dell'AS MI (Annuario AS MI (1911 - 1919), vol. 8/1918, p. 11), si diede inizio alle operazioni di riordinamento del fondo, affidate dapprima a diversi impiegati e proseguite poi in particolare da Achille Giussani, allora "primo aiutante".
Le motivazioni contingenti che portarono ad intraprendere tale lavoro sono chiarite sull'Annuario del 1919 (Annuario AS MI (1911 - 1919), vol. 9/1919, pp. 10 sg.): "si tratta di un inventario numerico delle posizioni costituenti gli Atti segreti della Presidenza di Governo durante la Restaurazione, allo scopo di assicurare la consistenza in vista di un possibile temporaneo trasferimento delle carte stesse altrove per maggior sicurezza."
Il timore per i danni che la documentazione avrebbe potuto subire se fosse rimasta a Milano durante il primo conflitto mondiale consigliava, infatti, il trasferimento; e l'inventariazione (prima dello spostamento delle carte) si rendeva necessaria in quanto l'archivio aveva già subìto stravolgimenti, danni ed estrapolazioni prima e dopo il suo ingresso in AS MI.
Scrive ancora il Fumi, puntualizzando sulle condizioni in cui il fondo versava: "in parte per le vicende esterne a cui questo archivio andò soggetto, in parte in conseguenza degli ordinamenti per materia, l'antica consistenza subì forti diminuzioni; non è pur troppo probabile che si possa ancora rintracciare quanto andò perduto prima che questi atti fossero versati nel nostro archivio; ma ben potrà esservi restituito quanto è sparso specialmente nelle vecchie raccolte Autografi e Miscellanea storica [cfr. schede complesso archivistico Autografi asmi2500 e Miscellanea storica asmi2620]. Un danno minore fu prodotto dal fatto che non si conserva più la disposizione originaria, in cui gli atti si riattaccavano al primo numero con cui la rispettiva pratica si era iniziata; a questo scompiglio il signor Giussani pose rimedio parallelamente alla compilazione dell'inventario suddetto." (ivi, p. 10)
Allora, tuttavia, le operazioni di inventariazione furono portate avanti solo fino alla busta 154, e cioè sino all'anno 1831. Poi il mutarsi favorevole delle vicende belliche consigliarono di interrompere i lavori - intrapresi in tutta fretta - a vantaggio di altri fondi.
Così ancora il Fumi, a conclusione di tutta la vicenda: "svanito ogni pericolo colla fortunata controffensiva del Piave e più ancora collo sbaragliamento dei nemici a Vittorio Veneto, si credette opportuno di sospendere un lavoro che, dato lo scopo immediato urgente, non poteva essere condotto con gli intendimenti richiesti da un inventario definitivo, nel quale anzi tutto sarà necessario di far precedere la restituzione alla loro sede dei documenti ora in varie raccolte." (Annuario AS MI (1911 - 1919), vol. 9/1919, p. 10 sg.)
La documentazione è lacunosa per gli anni 1841 - 1843.

Criteri di ordinamento: L'ordinamento è cronologico.

Informazioni sulla numerazione: pezzi da 1 a 259

Strumenti di ricerca

Presidenza di governo
sec. XX
inventario sommario
Inventario di sala RE 4 (già n. 109 a e b)

Bibliografia:
- FUMI, L'Archivio di Stato in Milano, 33 = FUMI Luigi, "L'Archivio di Stato in Milano al 31 dicembre 1908. Notizie e proposte", in NATALE Alfio Rosario (a cura di), "Archivi e archivisti milanesi", vol. I, Milano 1975, pp. 3 - 66 (già in "Archivio Storico Lombardo", a. XXXIV [1908], pp. 198 - 242)
- GUASTELLA, L'archivio della cancelleria = GUASTELLA, N.G., L'archivio della cancelleria presidenziale in Milano (1815 - 1859), in Archivi e archivisti milanesi, scritti a cura di A.R. NATALE, Milano 1975, vol. II, pp. 553 - 573 (già in "Archivi", s. II, V (1938), pp. 157 - 178)
- NATALE, Lezioni di archivistica, 89 sg. = NATALE, A.R., Lezioni di archivistica, parte II (...). Archivio di Stato di Milano. Avviamento scolastico alle ricerche storiche, Milano 1974

Compilatori
prima redazione: Daniela Bernini, archivista 1999/09/14
rielaborazione: Ermis Gamba, archivista 2006/03/15

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