Museo diplomatico (sec. VI - 1100)

fondo | livello: 1

Altre denominazioni:
Denominazione in GG II 903: Archivio Diplomatico: Museo Diplomatico

Conservatore: Archivio di Stato di Milano (Milano, MI)

Produttore fondoMilano, Archivio diplomatico (1807 - 1852)Milano, Sezione storico - diplomatica dell'Archivio di Stato di Milano (1852 - sec. XX)

Progetto: Archivio di Stato di Milano: Anagrafe degli archivi (guida on-line) (1998 - 2007)

Codice: ASMI3020

Consistenza: scatole 24 (In GG: scatole 24)

Metri lineari: 4.08

Note alla data: In GG: sec. VIII (con docc. in copia del sec. VII e doc. 1 del sec. VI) - sec. XII

Contenuto: Diplomi imperiali e regi, bolle pontificie, atti vescovili e atti "pagensi". L'atto più antico è un frammento papiraceo del VI secolo proveniente dalla Collezione Morbio, mentre altri atti datati 681, 713 e 714 sono in realtà copie. In particolare l'atto del 681 è una copia di falso prodotta da Carlo Galluzzi, falsario milanese della metà del Seicento; le copie del 713 e del 714 sono relative a fondazioni pavesi: San Pietro in Ciel d'Oro e il Monastero del Senatore. In fondo conserva anche per epoche successive copie coeve e posteriori.
La scatola n. 24 contiene un'appendice con pergamene dei secc. XI-XII e documenti in copia del sec. VII.

Il fondo conserva la "Cartola de accepto mundio", pergamena datata 12 maggio 721, considerata il più antico documento conservato in un Archivio di Stato italiano. Si tratta di un mundio, istituto del diritto longobardo secondo il quale un uomo aveva il diritto e il potere di amministrare i beni della donna considerata dal diritto longobardo incapace di agire, e di assisterla nel compiere atti giuridici anche nel caso di beni di proprietà della donna stessa. Il mundio era esercitato dal mundoaldo, in genere un parente maschio della donna (marito, fratello, anche un figlio minorenne nel caso di una vedova); senza l'approvazione del mundoaldo gli atti giuridici della donna non erano validi. L'istituto del mundio proviene dal diritto germanico che poneva la donna in condizione fortemente subalterna all'uomo; nell'editto di Rotari, col quale questo re mise sulla carta i principi del diritto longobardo, è ribadita l'impossibilità giuridica della donna di liberarsi dal mundio. La pergamena appartiene al periodo del re longobardo Liutprando ed è scritta in corsiva nuova italiana.

Ciascun pezzo è conservato in tre camicie prestampate risalenti all'ordinamento della Sezione storico diplomatica, ai tempi della direzione di Luigi Osio. Sul recto della prima sono riportati la denominazione del fondo ("Museo Diplomatico"), il secolo (VIII o IX o X o XI), gli estremi cronologici del documento, il numero progressivo del registro di protocollo e il numero progressivo dell'Indice Generale compilato dall'Osio, infine il nome della classificazione specifica (es. "Atti pagensi").
All'interno della prima camicia se ne trova una seconda, anch'essa prestampata: sul verso sono riportati a penna i dati essenziali della prima camicia e l'ente produttore del documento, sul recto una scheda denominata "Specifiche delle membrane" e divisa in 8 fincature che riportano gli estremi cronologici dell'atto, i nomi dei contraenti, l'"estratto del contenuto", la "qualità del documento" (ossia se autografo, copia etc.), le "pertinenze", e infine "osservazioni diplomatiche", "osservazioni economico-politiche" e "luogo e numero del documento".
La seconda camicia contiene una traslitterazione del documento conservato (a volte già di mano dell'Airoldi) e una terza camicia prestampata che segnala la provenienza del pezzo, gli estremi cronologici, l'oggetto (con regesto analitico), la qualità e lo spazio per altre osservazioni. All'interno di quest'ultima camicia si trova infine la pergamena.
Alcune pergamene si presentano in cattivo stato di conservazione, altre presentano tracce evidenti di interventi di restauro.
Alfio Rosario Natale, direttore dell'Archivio di Stato di Milano, curò tra il 1963 e il 1968 l'edizione delle pergamene fino al maggio 900, anche se la sua intenzione era di comprendere gli atti fino all'anno 1025 (Il museo diplomatico dell'Archivio di Stato di Milano).
Nell'opera i documenti sono trascritti secondo criteri paleografico - diplomatistici e riprodotti in copia fototipica.
Per ulteriori edizioni documentarie si rimanda al Codice diplomatico della Lombardia medievale (CDLM): edizioni di fonti documentarie prodotte da istituzioni ecclesiastiche e civili tra i secoli VIII e XII http://cdlm.unipv.it/.

Storia archivistica: Il nucleo originario del fondo fu creato presso l'Archivio diplomatico nella prima metà del 1800 da Ercole Carloni e Paolo Airoldi, addetti all'Archivio, con le pergamene più antiche (fino al sec.XI); Paolo Airoldi procedette ad una suddivisione per anni, regioni, località e provenienza, pose sul dorso delle pergamene stesse la segnatura e trascrisse su appositi quinterni, oltre alle notizie suddette, un transunto del contenuto dell'atto. Ferrario e Cossa continuarono tale attività, creando elenchi distinti per provenienza delle pergamene dal XII secolo. Nei loro lavori di ordinamento gli archivisti si avvalsero delle segnature settecentesche, assegnate dagli addetti ai singoli archivi ecclesiastici, da cui in massima parte questa documentazione proviene, in particolare da Ermes Bonomi dell'abazia di Chiaravalle e Lorenzo Giorgi di Sant'Ambrogio.
Durante questi lavori Airoldi creò un indice delle pergamene fino all'XI secolo, indicandone data, regesto e provenienza; il suo lavoro fu riunito in un'opera in due volumi, il Museo Diplomatico dell'Archivio Diplomatico di Milano, che contiene regesti di pergamene dall'anno 712 al 21 febbraio 799 e dal 1001 al 1005.I documenti del secolo XI compresi in questo registro e spettanti ai diversi monasteri di Modena furono restituiti all'Archivio Regio di Modena a partire dall'anno 1860.
Nel 1852, quando l'Archivio diplomatico fu deposito in San Fedele, il Museo diplomatico costituì una delle parti della Sezione storico-diplomatica degli Archivi governativi creata da Osio. A quell'epoca il Museo diplomatico, arricchito con acquisti fatti da Osio, era formato da 30 cassette grandi con atti dall'VIII all'XI secolo; le carte anteriori al 1000 furono edite nel XIII volume dei "Monumenta historiae patriae" (1873).
Lo stesso Osio riprese l'indice di Airoldi e lo integrò creando l'Inventario, che, con quale modifica apportata nel 1990, è attualmente disponibile in Aula di studio (Inventario di sala D 1).
Il fondo fu compreso nella Sezione diplomatica dal direttore dell'Archivio di Stato di Milano Luigi Fumi (1908-1920).

Criteri di ordinamento: Le pergamene sono ordinate cronologicamente

Informazioni sulla numerazione: pezzi da 1 a 24

Strumenti di ricerca

Museo diplomatico
1990
inventario analitico
Rielaborazione dell'Indice generale di Luigi Osio. Rispetto a quella precedente versione, non compaiono le indicazioni delle indizioni mentre sono state aggiunte le ripartizioni delle pergamene in scatole. I regesti sono stati riportati testualmente, salvo correzioni di nomi di personaggi o località.
Inventario di sala D 1 (già n. 70)
Autori: Bortolotti Maria Pia (archivista di Stato), Cereghini Bernadette (archivista di Stato), Valori Marina (archivista di Stato)
Museo diplomatico dell'Archivio diplomatico di Milano
prima metà sec. XIX
repertorio alfabetico
2 volumi
Sono presenti 333 regesti di atti dall'anno 712 al 1005.
Indice generale delle pergamene
post 1860
inventario analitico
Inventario eleaborato sulla base del precedente Indice di Airoldi. Sono presenti aggiornamenti successivi a cura degli archivisti Forte, Manaresi e Vittani. All'interno, le singole voci d'inventario riportano a volte, oltre alle eventuali correzioni ed integrazioni, le misure in mm. e lo stato di conservazione del pezzo descritto. In ultima fincatura è indicata una Classificazione d'archivio corrispondente ad Atti pagensi, Arcivescovi di Milano, Bolle e brevi papali, Autografi, Diplomi, Vescovi e così via. In fondo all'Indice si trova un'Appendice manoscritta, redatta, secondo una nota, dopo il 1920, ove sono riportati gli estremi cronologici ed il regesto di alcuni atti contenuti nella cartella n. XXIV (già XXX), provenienti dal Capitolo di Monza, da San Pietro di Cremona, da San Fedele di Como e da altri fondi o serie quali Atti giudiziari o Feudi.
Autori: Osio Luigi (Direttore d'Archivio)
Pergamene per fondi: Capitolo di San Giorgio al Palazzo di Milano
1911
inventario sommario
Descrive le pergamene conservate nei fondi dell'AS MI "Museo Diplomatico" (dal 970 al 1100), "Pergamene per fondi" e "Archivio generale del Fondo di religione".
Inventario di sala D 6
Autori: Manaresi Cesare
Il museo diplomatico dell'Archivio di Stato di Milano
Disponibile in Sala inventari
Autori: Natale Alfio Rosario (archivista di Stato)
Archivio di Stato di Milano, Il museo diplomatico Il museo diplomatico dell'Archivio di Stato di Milano, a cura di A.R. Natale, parte I e II, Archivio di Stato di Milano, Milano 1970.

Documentazione correlata:
- Bolle e brevi  AS MI, Bolle e brevi
- Pergamene per fondi  AS MI, Pergamene per fondi
- Diplomi e dispacci sovrani  AS MI, Diplomi e dispacci

Bibliografia:
- Archivio di Stato di Milano, Il museo diplomatico, vol. I, pp. VII - XXXVI = Il museo diplomatico dell'Archivio di Stato di Milano, a cura di A.R. Natale, parte I e II, Archivio di Stato di Milano, Milano 1970.
- Bazzi, Il restauro dei cisterciensi, 8 = BAZZI A., Il restauro dei Cisterciensi, Milano, 1975
- BORTOLOTTI, Archivio diplomatico, 30 = BORTOLOTTI, Archivio diplomatico in Archivi italiani. Archivio di Stato di Milano, Ministero per i beni e le attività culturali, Betagamma editrice, Viterbo, 2001
- MANARESI, Rapporto = MANARESI, C., Rapporto (...) sulle condizioni generali delle Pergamene (Fondo di Religione) e riordinamenti compiuti nell'anno 1910, in «Annuario del Regio Archivio di Stato in Milano per l'anno 1911», pp. 63-90.
- NATALE, Lezioni di archivistica, 249, 252-253 e 257-258 = NATALE, A.R., Lezioni di archivistica, parte II (...). Archivio di Stato di Milano. Avviamento scolastico alle ricerche storiche, Milano 1974
- OSIO, Documenti diplomatici = OSIO Luigi (a cura di), "Documenti diplomatici tratti dagli archivi milanesi e coordinati per cura di Luigi Osio", Milano 1864 - 1872

Compilatori
prima redazione: Eleonora Saita, archivista 1999/01/13
integrazione successiva: Carmela Santoro, archivista di Stato 2006/2

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