Comune di Gromo (1246 - 1902)

fondo | livello: 1

Conservatore: Comune di Gromo (Gromo, BG)

Produttore fondoGromo, Comune di Gromo (sec. XII - )

Progetto: Comune di Gromo (1998 - 2000)

Storia archivistica: Scarse e frammentarie sono le informazioni che si hanno sulla storia dell'archivio comunale. Se si esclude quanto reso noto con gli interventi di Previtali e di Archidata, limitati ad una porzione d'archivio, mai prima d'ora si era messo mano all'intero fondo. Nel complesso l'archivio risulta fra i più ben conservati e preziosi per la parte di Antico Regime della bergamasca. Nel corso del tempo però l'archivio ha subito privazioni e alterazioni di cui non si è riusciti ha trovare documentazione. Commisture di carte sono state fatte negli anni in cui Gromo ha aggregato i due comuni di Valgoglio e Gan-dellino. Una prima volta nel 1810-1815 ed una seconda dal 1927 al 1948. A testimonianza di ciò an-cora oggi in archivio a Gromo vi sono depositate le carte degli archivi di questi due comuni anteriori al 1927.

Da una lettera contenuta nella seconda sezione d'archivio si è potuto stabilire che la pergamena del 12 marzo 1267, contenente i privilegi concessi da Napoleone della Torre, Podestà di Bergamo e si-gnore di Milano, ai comuni di Gromo, Valgolio e Ultradragone (oggi Gandellino) e proveniente dall'e-redità Luigi Fantoni di Rovetta, fu venduta, dal cognato di quest'ultimo, Giovanni Pedrocchi, al comu-ne di Gromo il 12 marzo 1875, al prezzo di 100 lire.

Almeno fino al 1808 il comune conservava in deposito gli atti notarili dei notai che rogavano nella piazza di Gromo e ciò in base agli artt. 46 e 53 del regolamento sul notariato che consentiva alla Ca-mera Notarile di Bergamo di delegare al comune questo compito. Superstiti di tale archivio sono rimaste oggi una serie di codici notarili descritti separatamente a questo inventario.

In una lettera del 1° maggio 1816 inviata alla scadente amministrazione di Gromo la Cancelleria Censuaria fornisce le istruzioni da seguire nella ricostituzione dei comuni di Valgoglio, Gandellino e Gro-mo, uniti fino a quell'anno nell'unico comune di Gromo. Vi sono riportate le indicazioni riguardanti le carte dell'archivio comunale della cessata amministrazione. Occorre redigere un verbale da conse-gnare alla nuova amministrazione riportante l'elenco di tutte le carte e i registri dell'archivio indicando il numero con il quale è stato chiuso il protocollo della corrispondenza. Le carte e i registri delle cessate frazioni territoriali, Valgoglio e Gandellino, ora di nuovo eretti in comune, già separate in applica-zione a precedenti disposizioni emanate dalla Delegazione Provinciale, devono restare per il momen-to sotto la custodia della nuova Deputazione comunale e nello stesso luogo dove fino ad sono state conservate. Successivamente verranno emanate le istruzioni sulla consegna da fare di detti archivi alle rispettive nuove amministrazione comunali e alla Cancelleria Censuaria. Nel dicembre del 1816 gli atti dell'archivio comunale degli anni 1810 e 1816 vengono quindi trasferiti presso la Cancelleria Censuaria di Clusone (v. b. 143, fasc. 5).

In una lettera del 16 febbraio 1827 (b. 143, fasc. 10) della deputazione comunale di risposta ad una circolare del Commissario Distrettuale sulla situazione dei municipi si riferisce che non vi è più posto nei locali per riporvi le carte, ne si può pensare di depositarle presso la case dei deputati essendo questi residenti in luoghi montuosi. Successivamente nel 1832 si inoltra un'istanza al Commissario Distrettuale per non trasferire gli uffici comunali in una nuova sede in comune con la scuola al fine di una maggiore protezione delle carte del comune.

Con l'Unità d'Italia, nel giugno del 1861, l'archivio viene ritirato dalla sede dell'ex Commissariato Distrettuale di Clusone e portato nella sede comunale. In quell'occasione viene redatto un elenco som-mario da parte del conservatore.

Da una richiesta rivolta all'esattore comunale del 13 dicembre 1867 si apprende dell'esistenza dei registri delle deliberazioni del consiglio e della giunta.

Nel 1872 con deliberazione consigliare viene stabilito di archiviare gli atti "antichi d'ufficio della cessata deputazione comunale e di quelli resi dall'ex Commissariato Distrettuale" curando di stilare un e-lenco di quelli più importanti e di allegare una copia di questo elenco all'inventario patrimoniale. Si affida poi tale incarico all'allora segretario comunale.

In risposta ad una circolare prefettizia del 9 agosto 1882 riguardante la conservazione degli antichi archivi dei comuni il sindaco, con lettera 26 agosto 1882, riferisce che "gli atti e documenti antichi non meno che tutti gli altri atti e documenti posteriori sono regolarmente archiviati e ben custoditi" (b. 145, fasc. 4). In una successiva lettera di risposta alla Sotto Prefettura del 16 febbraio 1886 (b. 145, fasc. 5) riguardante l'ordinamento dell'archivio, sempre il sindaco sostiene: "nel 1860 fu eseguita in que-st'ufficiola regolare archiviazione degli atti in modo semplice e razionale ed assicurando che d'allora in poi fu sempre tenuta al corrente, come trovasi di presente. Ben inteso che gli atti relativi ad un dato affare vengono riuniti in un solo fascicolo coll'esteriore indicazione dell'oggetto che contiene".

Più avanti ancora, nel 1897, in una lettera di risposta alla Sotto Prefettura riguardante l'applicazione della circolare Astengo sull'ordinamento, classificazione e protocollazione degli atti dei comuni, sem-pre il sindaco scrive: "L'archivio corrente degli atti comunali è in perfetto ordine. Esistono pure in archivio separato atti d'importanza storica custoditi in apposito armadio chiuso a chiave. E' in corso lo spoglio di altro archivio antico allo scopo di scegliere gli atti di qualche importanza, e tanto questi, quanto i surriferiti, verranno accuratamente elencati e posti nell'armadio suddetto, la di cui chiave è affidata al segretario comunale." (b. 145, fasc. 8). Più volte viene chiesto al comune, nel corso Nove-cento, se in archivio vi sono documenti di carattere storico militare è ciò in relazione alla presenza fi-no alla metà del Seicento di attività artigianali di produzione di armi ed armature. Nel 1903 il sindaco risponde all'Archivio di Stato di Milano che in archivio non vi sono tali documenti e risposte analoghe vengono sempre date in occasione delle successive richieste.

Si ha testimonianza di almeno due traslochi dell'archivio entrambi avvenuti nel Novecento. Il primo si effettua nel 1927 quando viene trasferita la sede del comune nel palazzo Milesi, dove ancora oggi si trova e il secondo negli anni Ottanta quando dal locale al pian terreno l'archivio viene portato nella sua attuale sede all'ultimo piano. Nel 1928 in conseguenza dell'aggregazione dei comuni di Gandelli-no e Valgoglio decretata l'anno precedente, gli archivi di questi comuni vengono trasferiti in Gromo e depositati presso l'archivio del comune. In una lettera del gennaio 1928 del commissario prefettizio all'Archivio di Stato di Milano si afferma che gli archivi dei due comuni cessati non sono stati ancora aggregati a quello di Gromo che si trovano in locali "discreti e sufficientemente ordinati", si sostiene inoltre che non vi sono carte antiche di pregio (b. 151, fasc. 22). Un sommario intervento di riordino viene effettuato nel 1931 successivamente alla concentrazione dei tre archivi e in tale occasione si effettua un scarto comprendente carta "e stampati fuori uso" (b. 152, fasc. 11).

Nel 1934 viene acquistata una libreria in stile '500 di legno per la custodia delle pergamene (b. 152, fasc. 15) ancora oggi usata per questo scopo. In conseguenza della formazione del nuovo comune ottenuto con l'aggregazione dei comuni di Gromo, Gandellino e Valgoglio viene riorganizzato il servizio anagrafico. Da una lettera del commissario prefettizio del 1929 (b. 295, fasc. 2) si apprende che dal 1927 al 1929 è stato impiegato il sistema dei vecchi registri in base al RD del 1873 per Gandellino e col sistema dei fogli di casa, fogli di famiglia e schede individuali per Gromo e Valgoglio. A partire dal 1901 è stata adottata l'anagrafe unica per tutto il nuovo comune col sistema e le norme del regolamento del 1901.

Criteri di ordinamento: Le sezioni costituite corrispondono ai cambiamenti di regime o normativi e si uniformano perciò a cesure che non sono solo archivistiche, ma anche storiche. La prima sezione corrisponde al periodo medievale e veneto, va dal 1246 al 1797, una seconda al periodo Franco-Napoleonico, Lombardo Veneto, Sardo-Lombardo prima e al Regno d'Italia poi, va dal 1797 al 1901, la terza sezione dal 1902 al 1960 compren-de l'ultima parte dell'archivio storico. Una quarta ripartizione raccoglie le serie particolari e i registri. Sono presenti inoltre in archivio alcuni atti non appartenenti al comune: quelli più antichi, superstiti dell'archivio notarile qui conservato fino al secolo XIX, sono stati raccolti nella quinta ed ultima sezione d'archivio. Atti notarili, mentre quelli ottocenteschi nell'ultima serie (n. 33) della seconda sezione Atti 1797-1901.
La divisione cronologica della struttura dell'archivio del comune è stata quindi mantenuta nelle tre princi-pali ripartizioni in cui è stato rinvenuto:
·Antico Regime, fino alla caduta della Repubblica di Venezia, con ordinamento in serie;
·Ottocentesca, fino al 1901, tre anni dopo l'introduzione del titolario legislativo, con ordinamento per titoli e relativa al carteggio;
·Novecentesca, dal 1902 fino all'archivio di deposito (1960), con ordinamento per categorie, anch'essa relativa al carteggio
In una raccolta separata, denominata "Serie particolari", sono stati riuniti i registri e le collezioni di atti omogenei o congeneri. Distintamente dal carteggio, le schede di questa raccolta sono state organizzate con un ordinamento cronologico in serie aperte.

Strumenti di ricerca

Inventario dell'archivio storico del Comune di Gromo.
Inventario
Antonio Previtali, "Inventario dell'archivio storico del Comune di Gromo", Soprintendenza Archivistica, 1986.
Autori: Previtali Antonio

Bibliografia:
- ANDREOLETTI, Analisi di una fonte. = Andreoletti A., Analisi di una fonte: l'estimo dei Tre Nobili del comune di Gromo in Alta Val Seriana, in 'Bergomum', XCIII, 1998, n. 1-2, pp. 99-120.
- Del Bello 1990 = S. Del Bello (a cura di), Guida ai 249 comuni della provincia di Bergamo, Clusone, 1990
- Marchetti 1996 = V. Marchetti (a cura di), Confini dei comuni del territorio di Bergamo (1392-1395), Fonti per lo Studio del Territorio Bergamasco, XIII, Bergamo 1996
- REGIONE LOMBARDIA, Amministrazione e e archivi com = Amministrazione e archivi comunali nel secolo XIX. Atti del seminario svoltosi a Milano il 19 gennaio 1993, Regione Lombardia, Settore Cultura e Informazione, Milano 1994.
- REGIONE LOMBARDIA, Guida operativa. = Guida operativa per l'ordinamento e l'inventariazione degli archivi storici di enti locali, Regione Lombardia, Settore Cultura e Informazione, Servizio Biblioteche e Beni Librari e Documentari, Milano, 1992.
- REGIONE LOMBARDIA, L'archivio in formazione. = L'archivio in formazione, atti del seminario svoltosi a Milano il 21/6/1994, Regione Lombardia, Settore Cultura e Informazione, Milano, 1996.
- REGIONE LOMBARDIA, L'evoluzione dell'archivio. = L'evoluzione dell'archivio comunale dalle origini al secolo XIX. Atti del seminario svoltosi a Milano il 10 ottobre 1988, Regione Lombardia, Settore Cultura e Informazione, Soprintendenza Archivistica per la Lombardia, Milano 1989.
- REGIONE LOMBARDIA, Notizia sugli archivi. = Regione Lombardia, Settore Cultura e Informazione, Soprintendenza Archivistica per la Lombardia, Notizie sugli archivi dei comuni e dei cessati ECA della Lombardia. V Provincia di Bergamo, Milano, 1988.
- REGIONE LOMBARDIA, Standard. = Standard, vocabolari controllati, liste d'autorità, atti del seminario svoltosi a Milano il 25/5/1994, Re-gione Lombardia, Settore Cultura e Informazione, Milano, 1995.
- RIZZI, Il progetto Archidata. = Rizzi Loris, Il progetto Archidata: fonti per la storia delle comunità lombarde, in "Il computer in archi-vio", atti del seminario su "L'automazione degli archivi storici degli enti locali. San Miniato, 8-9 giugno 1989", Comune di San Miniato - Regione Toscana, 1990, p. 53-61.

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Compilatori
Sergio Del Bello, archivista

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