Congregazione di carità di Busto Arsizio e Ospedale di circolo San Giuseppe (1522 - 1959)

fondo | livello: 1

Conservatore: Azienda ospedaliera Ospedale di circolo San Giuseppe di Busto Arsizio (Busto Arsizio, VA)

Produttore fondoBusto Arsizio, Scuola dei poveri di Busto Arsizio (sec. XVI - 1807)Busto Arsizio, Luogo pio elemosiniero di Busto Arsizio (1819 - 1862)Busto Arsizio, Congregazione di carità di Busto Arsizio (1862 - 1937)Busto Arsizio, Ospedale di circolo San Giuseppe (1929 - )

Progetto: Azienda ospedaliera Ospedale di circolo San Giuseppe di Busto Arsizio (1999)

Storia archivistica: L' Archivio storico della Congregazione di Carità e dell'Ospedale S. Giuseppe di Busto Arsizio è conservato presso l'Ospedale di Circolo di Busto Arsizio con sede in piazza G. Solaro. E' costituito da 237 buste di carteggio e da 37 registri, per un totale di oltre 1300 fascicoli, comprendenti anche la documentazione della Congregazione di Carità di Sacconago, il cui Comune fu aggregato nel 1928 a quello di Busto Arsizio. Le carte coprono un arco cronologico dal 1522 al 1953.

Il fondo comprende la documentazione della Congregazione di Carità, sia quale amministratrice dei lasciti benefici per doti ed elemosine (dalla fondazione dei primi Consorzi Elemosinieri fino all'assorbimento della Congregazione di Carità nell'Ente Comunale di Assistenza, 1938), sia come conduttrice dell'Ospedale S. Giuseppe di Busto dalla fondazione nel 1853 fino alla sua costituzione in Ospedale di Circolo con amministrazione indipendente dal gennaio 1930 (1).

Il fondo era stato parzialmente strutturato secondo un titolario per materia, rispettando una tradizione diffusa in Lombardia negli archivi ospedalieri e di assistenza e beneficenza, non in serie annuali ma per pratiche aperte, con atti ordinati cronologicamente dal più antico al più recente.

L'operazione era stata probabilmente intrapresa da Carlo Cornelli, che fu segretario generale e amministrativo della Congregazione tra il 1885 e il 1910.

Fino a quell'epoca la documentazione relativa agli enti di beneficenza era stata semplicemente raccolta, anche se con gravi lacune, ma non ordinata. Numerose sono infatti le testimonianze del disordine imperante tra le carte dell'archivio, come quella già sopra citata del verbale della seduta del 28 settembre 1853 della Commissione Ospitaliera del Luogo Pio Elemosiniero. Nel novembre successivo (2) fu il canonico Giuseppe Crespi, uno dei componenti della Commissione Ospitaliera, ad offrirsi per aiutare il rag. Spreafico, l'allora segretario, nell'ordinamento dell'archivio, trasportando a casa sua parte della documentazione da ordinare.

Ancora, nella seduta dell'11 aprile 1885 il presidente della Congregazione di Carità rendeva noto al consiglio che nell'ufficio dell'ente non esisteva alcun inventario perchè l'ultimo era stato allegato all'incartamento giudiziale di una vertenza; poichè non era presumibile che l'inventario sarebbe stato restituito in breve tempo, il presidente proponeva che se compilasse uno nuovo anche per ottemperare alle nuove disposizioni amministrative... (3)

La legge sul riordino delle Istituzioni Pubbliche di beneficenza del luglio1890 impose, tra l'altro, anche un maggior rigore nella conservazione della documentazione amministrativa e la consegna di un inventario di tutte le carte relative ai patrimoni delle istituzioni amministrate. Il segretario Cornelli abbozzò uno stato consegnativo della documentazione in cui si può leggere il modello della struttura per materia adottato per l'ordinamento dell'archivio (4). Allo stesso periodo risale la regolare tenuta di registri delle deliberazioni e la raccolta dei verbali degli anni precedenti.

Il riordinamento dell'archivio non fu completato né da Cornelli nè dai suoi successori. Si può invece constatare un certo degrado progressivo nella gestione della documentazione; alcune pratiche furono in seguito smembrate e gli atti riutilizzati per la costituzione di nuovi fascicoli, secondo il bisogno del momento. Anche molte camicie delle pratiche, con classificazione e titolo vennero rivoltate e reimpiegate; i faldoni originali rietichettati più volte.

Parte della documentazione è sicuramente mancante, lacunosa o spostata in epoca imprecisata, i protocolli sono pressocchè inesistenti. Danni all'ordinamento degli atti, oltre che dall'incuria della classificazione originale, probabilmente derivano dalla consultazione degli studiosi e da traslochi dell'intero fondo.

Infatti, all'inizio dell'attuale riordino, la numerazione dei faldoni appariva incongruente poiché le serie risultavano smembrate.

Note

(1) Pochi fascicoli superano questo limite cronologico, perchè relativi a beni di proprietà dell'attuale Ospedale di Circolo; poiché l'affare era iniziato in epoca precedente si è ritenuto opportuno non smembrare la pratica.

(2) Archivio storico della Congregazione di Carità e dell'Ospedale S. Giuseppe di Busto Arsizio, Registri, Verbali di deliberazione, n. 3, seduta XX, 28/11/1853.

(3) Archivio storico della Congregazione di Carità e dell'Ospedale S. Giuseppe di Busto Arsizio, Registri, Verbali di deliberazione, n. 5, seduta IV, 11/4/1885.

(4) Archivio storico della Congregazione di Carità e dell'Ospedale San Giuseppe di Busto Arsizio, Patrimonio e gestione, Inventari patrimoniali, b. 162 , fasc. 3, Stato Consegnativo dei titoli, atti, registri e documenti...., 1893 ca.

Criteri di ordinamento

I criteri di riordino e inventariazione dell' Archivio storico della Congregazione di Carità e dell'Ospedale San Giuseppe di Busto Arsizio sono stati concordati con la Soprintendenza Archivistica per la Lombardia (1999). Data l'assoluta coincidenza delle strutture amministrative della Congregazione di Carità (già Luogo Pio Elemosiniero) e quelle dell'Ospedale, e la conseguente formazione della documentazione, non è stato possibile dividerne gli atti. Si sono dunque considerate unitamente le pratiche fino al 1930 per Congregazione e Ospedale Civico, poi fino al 1938 quelle della sola Congregazione. La documentazione dell'Ospedale di Circolo successiva al 1930 è stata fisicamente separata da quella della Congregazione e non è stata oggetto di riordino.

Innanzitutto si è provveduto alla ricostruzione di un titolario congruente con classi e serie organizzate gerarchicamente e numerate progressivamente.

Ove possibile si è cercato di mantenere la denominazione originale di classi e serie operando ricomposizioni sulle stesse.

Successivamente si è intervenuto sui fascicoli riordinandoli cronologicamente, ricostituendo le pratiche smembrate, ricollocandoli nelle classi e serie di pertinenza.

Quanto alla cosiddetta Documentazione di Provenienza, per la quale dal secolo scorso si riteneva impossibile trovare collocazione adeguata, si è provveduto ad attribuirla alle rispettive pratiche e la classe è ora costituita solo da poche unità con indeterminatezza di provenienza.

Per ogni classe è stata redatta una breve introduzione sull'origine delle carte archiviate.

L'originale articolazione delle unità archivistiche è stata mantenuta nella maggior parte dei casi.

Infine si è redatto un inventario analitico e ogni unità archivistica è stata descritta accuratamente provvedendo ad apporre un titolo redazionale per i fascicoli di nuova istituzione o per quelli incompleti. I titoli originali sono contraddistinti dalle virgolette.

Per la realizzazione di questo inventario è stato utilizzato il software applicativo Sesamo vers. 3.2.

Elementi della descrizione dell'Inventario

Sono costituiti per il carteggio amministrativo da:

- Numero di unità

- Titolo (originale o redazionale)

- Estremi cronologici

- Descrizione del contenuto

- Segnatura antica quando presente

- Eventuali note

- Classificazione

- Segnatura riportante il numero progressivo della busta e del fascicolo.

Si ringrazia la Soprintendente Archivistica per la Lombardia, dott. Andreina Bazzi, per la sollecita attenzione e i preziosi consigli prestati.

Compilatori
Sonia Gliera
Daniela Bellettati, Archivista

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