Pollack (1783 - 1848)

fondo | livello: 1

Altre denominazioni:
Secondo l'indicazione in uso presso la Biblioteca d'arte.: fondo Leopold Pollack

Conservatore: Comune di Milano. Biblioteca archeologica - Biblioteca d'arte - Centro di alti studi sulle arti visive - CASVA (Milano, MI)

Produttore fondoPollack Leopold (Vienna, 1751 - Milano, 1806)Pollack Giuseppe (Milano, 1779 - Milano, 1857)

Progetto: Comune di Milano. Biblioteca d'arte - Biblioteca archeologica - Centro di alti studi sulle arti visive - CASVA: fondo Pollack (2008 - 2009)

Consistenza: 11 fascicoli, 70 unità documentarie

Contenuto: Il nucleo più importante del fondo è quello delle carte prodotte dai due architetti Leopold e Giuseppe Pollack. Le tipologie documentarie sono molto varie, dagli appunti di carattere personale, alle minute dei progetti, dalla corrispondenza personale alla copia autentica del testamento di Leopold. Si segnalano in particolare le lettere di Giacomo Albertolli a Leopold Pollack, tutte originali e firmate dal mittente, che forniscono un interessante resoconto della vicenda dell'ammissione di Leopold all'Accademia di belle arti di Parma avvenuta nel 1783; il disegno firmato da Giuseppe Pollack "dell'iscrizione fatta erigere dalli eredi dell'architetto Leopoldo Pollack in Milano fuori Porta Orientale a San Gregorio in marzo 1806"; il "Giornale delle opere di fabbriche dell'anno 1814. 1815" redatto da Giuseppe con annotazioni quotidiane sia di carattere professionale che personale; il fascicolo relativo al "Progetto per il dazio di porta Orientale a Milano" (1826 - 1827) presentato da Giuseppe Pollack in occasione di un bando pubblico.

Sono presenti anche carte estranee all'archivio Pollack: quelle relative a Giuseppe Antonio Borrani e alcuni documenti pubblici riuniti in una Miscellanea.

Storia archivistica: Identificato dalla segnatura di biblioteca A. 154, il "Fondo Pollack" contiene carte relative all'attività non solo di Leopold ma anche di Giuseppe suo figlio.Tutti i documenti, al momento del presente intervento, si trovavano conservati in una camicia che è a sua volta un documento (si veda Miscellanea, "Compte Général et definitif"). Insieme ai due nuclei fondamentali di carte dei Pollack si trovano nel fondo anche carte non direttamente riconducibili alla produzione dei due architetti (si vedano qui le partizioni "Giuseppe Antonio Borrani" e "Miscellanea").

Al Fondo Pollack venne assegnato anche un numero di carico, il 35055, che corrisponde alla registrazione di acquisto per lire 18.000 dalla Libreria Vinciana di Sandro Piantanida (via Montenapoleone, 23 a Milano) il giorno 8 giugno 1961: "Carte manoscritte 278 riguardanti l'attività di Pollack e Albertolli riunite in un volume - folio". Questa registrazione però non risolve completamente il problema della provenienza di tutte le carte, dal momento che il carteggio Leopold Pollack - Giacomo Albertollli costituisce solo una piccola parte del Fondo (13 lettere); ed anche la cifra 278 non corrisponde ad un conteggio attendibile (il numero si riferisce a tutte le carte anche a pagine dello stesso documento). Non si è trovata la relativa pratica di acquisto presso l'Archivio civico (Ripartizione educazione); questa mancanza porta ad ipotizzare che probabilmente si trattò di una spesa fatta rientrare nei contributi periodici assegnati dall'Amministrazione comunale alla Biblioteca d'arte per incremento delle raccolte.

Le carte conservate dalla Biblioteca d'arte nel cosiddetto Fondo Pollack provengono dall'archivio di Giuseppe Pollack, che ereditò quello del padre in quanto figlio maggiore e unico continuatore della professione paterna (si veda il testamento di Leopold del 11 marzo 1806, qui presente in copia redatta nel 1820). Tale archivio dopo la morte di Giuseppe, avvenuta nel 1857, andò probabilmente disperdendosi nel corso degli anni. Una parte relativamente cospicua venne acquisita da Achille Bertarelli che la cedette poi alla Società storica lombarda tra il 1904 e il 1909 (all'epoca la Società aveva sede presso il Castello Sforzesco). Proprio dal confronto con le carte conservate dalla Società storica, che fortunatamente conservano molti fascicoli originali con relative segnature di carattere "topografico", si possono ricondurre alle serie originarie dell'archivio Pollack anche le carte dei due architetti conservate dalla Biblioteca d'arte. Le segnature fanno riferimento al luogo di conservazione, in particolare il "secreter O" (si veda ad esempio il fascicolo originale dove sono contenute le lettere di Albertolli - Leopold Pollack, Carte personali, Corrispondenza - che riporta la seguente indicazione "Cartella A 3 / Nel tavolo verde ora nel secreter O dell'ora architetto defunto Leopoldo Pollack"). Il "Giornale delle opere di fabbriche dell'anno 1814. 1815" fa parte della serie di "quaderni" o diari che Giuseppe redasse nel corso della sua vita, alcuni dei quali sono oggi conservati nei fondi della Società storica lombarda e presso l'archivio della Veneranda Fabbrica del Duomo. Il giornale conservato nel nostro fondo, presenta, incollato sulla copertina, l'ex libris della casa di vendite Lino Pesaro di Milano con indicazione del numero di inventario assegnato per la vendita all'asta (Collezioni dotte Luigi Ratti n. 539). Esso infatti figura nel catalogo delle collezioni di Luigi Ratti pubblicato nel 1916 con la seguente descrizione: "Pollack. Giornale delle opere di fabbriche dell'anno 1814-1815, diario dell'architetto Pollack, autografo (con note interessanti la storia milanese)". Il catalogo si riferisce all'asta Pesaro 20 - 30 marzo 1916 (si veda l'edizione: Collezioni napoleonica e milanese del dottor Luigi Ratti, Milano, Casa di vendite Lino Pesaro, 1916). Nonostante risultino dalle pratiche d'archivio diversi acquisti in occasione di questa asta, effettuati dalle Civiche raccolte (Archivio storico civico e Sezione dei Musei d'arte e di archeologia, prot. 3929/1916 e prot. 4042/1917) - si confrontino anche gli annunci pubblicati sul bollettino del comune di Milano "Città di Milano" del 29 febbraio 1916, n. 2 - nell'elenco dei pezzi acquistati (1) non compare il "Giornale" in questione. È probabile che la segnalazione sopra citata presente nel bollettino del Comune relativa all'acquisto di "carte della famiglia Pollack" da parte dell'Archivio storico civico, si riferisse alle carte che andarono distrutte durante i bombardamenti del 1943. Nel Fondo Famiglie dell'Archivio storico civico presso la Biblioteca Trivulziana rimangono alcuni frammenti (2): la trascrizione delle lapidi delle tombe di Leopold Pollack (3 settembre 1806) e Giustina Coffer morta il 6 dicembre 1835; un rimando ad una lettera di Leopold Pollack autografa relativa al collaudo di 18 medaglie in bronzo conservata nel Fondo Dicasteri, Governo politico datata 14 aprile 1799; 2 ricevute di pagamento di imposte rilasciate a Leopold nel 1796.

Criteri di ordinamento:

Il fascicolo della documentazione si presentava senza un ordinamento logico; era possibile però identificare alcuni nuclei documentari che costituivano sottofascicoli "omogenei". Questi, in sede di riordino e schedatura, sono stati ovviamente mantenuti e organizzati nella struttura più sotto descritta.

Oltre alla documentazione proveniente dall'archivio personale e professionale di Leopold e Giuseppe Pollack, vi sono anche carte "estranee", cioè non riconducibili dei due architetti: il fascicolo relativo al bottigliere Giuseppe Antonio Borrani e i documenti raggruppati nella "Miscellanea". Al fondo è stata data quindi la seguente organizzazione: carte di Leopold Pollack (Carte personali, Attività di insegnamento, Attività professionale); carte di Giuseppe Pollack (Carte personali, Attività professionale); documenti relativi a Giuseppe Antonio Borrani e la Miscellanea.

Note:

(1) Archivio dei Civici musei artistico, archeologico e galleria d'arte moderna presso CASVA, prot. 3929/1916 e prot. 4042/1917.

(2) Fondo Famiglie, b. 1199.

Bibliografia:
- Mezzanotte 1966 = Gianni Mezzanotte, Architettura neoclassica in Lombardia, Napoli, 1966
- Scotti 1984 = Aurora Scotti, Lo Stato e la città. Architetture, istituzioni e funzionari nella Lombardia illuminista

Compilatori
Paola Bianchi, Archivista

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