Brefotrofio provinciale di Milano (1483 - 2002)

sezione | livello: 1

Conservatore: Provincia di Milano. Direzione centrale cultura e affari sociali. Archivio Istituti provinciali assistenza infanzia Milano (Milano, MI)

Produttore sezioneMilano, Pia Casa degli esposti e delle partorienti in Santa Caterina alla Ruota (1780 - 1866)Milano, Ospizio provinciale degli esposti e delle partorienti di Milano (1866 - 1927)Milano, Istituto provinciale di protezione e assistenza dell'infanzia di Milano - IPPAI (1927 - 1984)Milano, Parrocchia interna del Brefotrofio di Milano (1781 - 1985)Lodi, Sezione di Lodi dell'Ospizio provinciale degli esposti e delle partorienti di Milano (1869 - 1877)Cannobio, Preventorio infantile Umberto di Savoia (1929 - 1985)

Progetto: Archivio degli Istituti provinciali per l'assistenza all'infanzia di Milano: fondi del Brefotrofio provinciale di Milano (2009 - 2010)

Consistenza: 998 regg., 6635 bb., 23 quaderni, 122 schedari

Metri lineari: 981

Contenuto: Il complesso archivistico "Brefotrofio" dell'Archivio Istituti provinciali assistenza infanzia - Milano, benché comprenda alcuni pezzi isolati più antichi, si estende senza soluzione di continuità dal 1659 ai tempi recenti (2002). La documentazione, eccezion fatta per il carteggio amministrativo della Direzione IPPAI, è costituita quasi esclusivamente dalle pratiche nominative dei bambini e delle madri assistiti prima dall'Ospedale Maggiore (1483 - 1780), poi dalla Pia Casa degli esposti e delle partorienti in Santa Caterina alla ruota (1781-1866), dipendente dallo stesso Ospedale Maggiore, e infine - attraverso i propri istituti - dalla Provincia di Milano (1866-2004), nonché dagli enti aggregati (Pio Luogo degli esposti di Lodi) o istituzionalmente legati al brefotrofio (Preventorio infantile in Cannobio). Le registrazioni sono relative a diverse categorie di assistiti, in relazione alle ampie competenze esercitate dai diversi istituti nelle varie epoche: esposti in luogo pubblico o nel torno (fino al 1868), illegittimi presentati all'ufficio, legittimi accolti per l'allattamento gratuito (fino ai primi anni del 1900), partorienti ricoverate nel comparto ostetrico (fino al 1903), madri sole sussidiate, bambini visitati negli ambulatori o ricoverati nei reparti ospedalieri (dal 1952).

Nonostante le trasformazioni istituzionali, il complesso archivistico appare come un'unità inscindibile, poiché i vari enti, nel momento in cui innestarono la loro opera su quella degli enti predecessori e degli enti aggregati, ne ereditarono, insieme agli assistiti e alle assistite, anche le pratiche personali amministrative e sanitarie. Queste furono aggiornate e fuse, talvolta riorganizzate per una più veloce reperibilità, ma anche progressivamente arricchite e ampliate: registri e fascicoli documentano, con precisione e articolazioni sempre maggiori, ogni momento della vita assistenziale di bambini, partorienti e madri sole, dall'ammissione alla dimissione (o alla morte).

Per la sezione storica consultabile sono disponibili i dati sulle modalità e cause d'ingresso dei bambini, sugli affidamenti alle balie e agli allevatori, sulle riconsegne ai genitori, sulle assegnazioni di doti e premi di istruzione, sulla costituzione della tutela.

Sono stato assegnati alla sezione "Brefotrofio", ma costituiti in un complesso autonomo, anche i registri della parrocchia interna, prima insediata nella Pia Casa degli esposti e delle partorienti in Santa Caterina alla ruota e poi, dal 1911, nel nuovo edificio del Brefotrofio provinciale all'Acquabella, in viale Piceno 60.

Storia archivistica: Il complesso "Brefotrofio" costituisce la sezione principale dell'insieme archivistico denominato "Archivio Istituti provinciali assistenza infanzia-Milano" (AIPMi), conservato presso la Direzione centrale Cultura e affari sociali della Provincia di Milano. Il complesso testimonia, innanzi tutto, l'attività dagli istituti milanesi che, dal secolo XV, si avvicendarono nel soccorso all'infanzia, alle partorienti povere (fino al 1903) e alle madri illegittime: prima l'Ospedale Maggiore (XV secolo - 1780), poi la Pia Casa degli esposti e delle partorienti in Santa Caterina alla ruota (1781-1866), dipendente dallo stesso Ospedale Maggiore, e infine la Provincia di Milano (1866-2004). Dopo il passaggio di competenze all'ente territoriale, l'istituto cambiò più volte fisionomia, assumendo denominazioni diverse. Inizialmente (1866) ribattezzato Ospizio provinciale degli esposti e delle partorienti, divenne Brefotrofio provinciale in seguito al trasferimento del reparto di maternità negli Istituti clinici di perfezionamento (1903). Nel 1927 fu trasformato nell'Istituto provinciale di protezione e assistenza dell'infanzia (IPPAI), infine (1984) riconvertito e ristrutturato in aree polifunzionali.

Inoltre, l'aggregazione del Pio Luogo degli esposti di Lodi (1869), dopo il distacco dal locale Ospedale Maggiore, e il subentro da parte dell'IPPAI nelle funzioni della disciolta Federazione milanese dell'Opera nazionale maternità e infanzia (ONMI) (1926-1976) determinarono, insieme alla presa in carico dei soggetti assistiti, l'acquisizione della relativa documentazione, così come avvenne dopo la chiusura del Preventorio infantile "Umberto I" di Cannobio (1929-1985), peraltro istituzionalmente connesso con l'IPPAI e con la Provincia di Milano.

Il complesso "Brefotrofio", chiuso con la cessazione delle competenze provinciali nell'ambito della cura diretta ai minori (2004), rappresenta tuttavia solo una piccola parte della documentazione prodotta dagli enti coinvolti. Non solo, in occasione dei vari passaggi di competenze, fu trasmessa e conservata essenzialmente la documentazione nominativa, relativa alla gestione dei singoli rapporti assistenziali, ma anche questa appare incompleta. La presenza delle rubriche di protocollo dal 1841 al 1900, l'inventario sommario di consistenza stilato all'atto del passaggio alla Provincia (inventario conservato presso l'Archivio dell'Ospedale Maggiore) e le fonti a stampa più remote indicano che le serie nominative più antiche furono sottoposte più volte a smembramenti e a scarti. Il materiale quattro-cinquecentesco (registri di ingresso e di balia) era già irreperibile nell'Ottocento, segno che era stato distrutto in precedenza, poiché non era più di interesse immediato per la gestione dell'assistenza. Molte serie di registri - indicate nello stesso inventario - devono però essere state eliminate solo nel XX secolo. Inoltre Carlo Decio (Decio 1906) cita con precisione molte serie di fascicoli del carteggio amministrativo (Professori, assistenti; Uffici. Comparto ostetrico. Oggetti diversi; Servizio d'istituto. Armamentario; Rubrica XII) conservate in un "Archivio ospedale provinciale" che non esiste più come tale. Sicuramente dopo il trasferimento del Brefotrofio dall'alzaia del Naviglio alla sede dell'Acquabella (1911) una parte delle carte venne lasciata nell'Archivio dell'Ospedale Maggiore e riorganizzata (AOM, Santa Caterina alla ruota, e, soprattutto, AOM, Aggregazioni. Santa Caterina alla ruota e Senavra), ma vi è memoria anche di una drastica operazione di scarto e di riordino negli anni Cinquanta del Novecento.

Per gli aspetti amministrativi generali e patrimoniali, la documentazione nominativa del complesso "Brefotrofio" trova in ogni caso un parziale completamento negli archivi storici degli enti produttori non soppressi: la Fondazione IRCSS Ospedale Maggiore Policlinico, Mangiagalli e Regina Elena, l'Ospedale Maggiore di Lodi, per il periodo fino al 1866; la Provincia di Milano (archivio centrale di Via Vivaio), per gli anni successivi al 1911.

Criteri di ordinamento

Il complesso archivistico "Brefotrofio" è stato suddiviso in fondi, secondo gli enti produttori, limitatamente alla parte di documentazione nominativa che non venne fusa con quella dell'istituto acquisitore all'atto del versamento. La ricostituzione delle serie prodotte dagli enti pre-esistenti (Ospedale Maggiore di Milano, Ospedale Maggiore di Lodi) è quindi solo teorica, perché esse furono non solo aggiornate dall'ente erede, ma anche in parte riorganizzate secondo nuovi criteri e sottoposte ad estrazioni mirate di materiali, in relazione alle diverse esigenze d'ufficio.

Compilatori
Flores Reggiani, Archivista

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