Dagnino Virgilio (1880 - 2007)

fondo | livello: 1

Conservatore: Comune di Milano. Civiche raccolte storiche (Milano, MI)

Produttore fondoDagnino Virgilio (Genova, 1906 - Milano, 1997)

Progetto: Comune di Milano. Civiche raccolte storiche: fondo Virgilio Dagnino (2009 - 2010)

Storia archivistica: Il Fondo Virgilio Dagnino è giunto nel 2008 per donazione della figlia Annamaria Dagnino alle Civiche Raccolte storiche del Comune di Milano ed è conservato presso la sede del Museo deIl Fondo Virgilio Dagnino è giunto nel 2008 per donazione della figlia Annamaria Dagnino alle Civiche Raccolte storiche del Comune di Milano ed è conservato presso la sede del Museo del Risorgimento.

Al momento dell'arrivo al Museo le carte si presentavano in ottime condizioni di conservazione ed erano contenute in 36 grandi scatole.

Fin dalla prima analisi il corpus documentario è parso privo di un ordinamento coevo impostato dal soggetto produttore delle carte. Erano presenti, sebbene in minima parte, aree più o meno omogenee di documentazione.

Come per molti altri archivi personali anche nel caso del Fondo Dagnino lo stato delle carte rivela al riordinatore della storia del soggetto produttore, rivelandone virtù e difetti, sensibilità e peculiarità. Fin dalle prime fasi di lavoro l'archivio ha testimoniato la storia di una persona dalle molte vite e dai numerosi interessi, che amava la raccolta dei propri scritti a tal punto da conservare i giri di bozze e le canoniche riscritture ex novo di saggi e articoli .

L'archivio Dagnino è in sostanza una sorta di arcipelago cartaceo di interessi e passioni al cui centro è presente, come elemento unificante, la persona di Virgilio Dagnino; un universo costituito prevalentemente dalla raccolta di articoli e riviste (e delle relative bozze) prodotti da Dagnino e impreziosito dalla presenza di tracce della sua importante attività politica, imprenditoriale, filosofica.

La prima fase del lavoro è consistita in una preschedatura di tutto il materiale finalizzata alla conoscenza dell'esatta consistenza del fondo e alla definizione di una corretta metodologia di lavoro e di studio.

Questa parte propedeutica alla vera e propria schedatura, in cui è stato tolto il materiale dalle scatole per collocarlo in 86 faldoni, è durata alcune settimane e ha confermato le prime valutazioni. Accanto a raccolte sommariamente ordinate di giornali e corrispondenza sono state conservate enormi quantità di manoscritti, articoli, lettere nella confusione più totale.

Anche se nel corso della propria vita Virgilio Dagnino ha sempre prestato estrema attenzione alla propria produzione giornalistica e alla necessità che le carte dessero conto dell'attività politica e letteraria, negli ultimi anni di vita, anche a causa di una lucidità ormai venuta meno in seguito a malattie e anzianità, vari tentativi di riordino della propria storia personale hanno prodotto più danni che benefici, arrivando in molti casi a confondere le tracce e mischiare documenti completamente privi di connessione.

Perfino nel caso dei raccoglitori lignei con incisioni sulla costa, riportanti gli estremi dell'argomento ("Congresso di Napoli", "PSLI" etc), che conservavano gli atti relativi ad alcuni fra gli episodi più significativi della vita politica di Dagnino, il contenuto disattendeva completamente il titolo del faldone.

Più grave è apparsa la situazione di ritagli e di lettere che si presentavano conservati in cartellette di plastica formato A3 prive di ordine e logica.

Il risultato di questo lavoro è stato la produzione di un primo e dettagliato elenco di consistenza che è stato la base per la successiva fase di inventariazione.

Ciò ha permesso anche una valutazione patrimoniale dell'archivio stesso.

La linea guida di questa prima fase è comunque stata improntata al rispetto delle tracce lasciate da Dagnino, quando non palesemente errate.

Di grande utilità all'analisi e alla comprensione sono stati i colloqui con gli amici ancora viventi (soprattutto Giuseppe Marcenaro, Giovanni Andrea Fava e Luciano Pellicani) e i familiari (la figlia Annamaria Zucchi e il genero Giordano Zucchi).

CRITERI DI ORDINAMENTO

L'intervento di schedatura effettuato in via preliminare non ha portato all'individuazione di sistemi originari di classificazione delle carte.

Alla fase di preschedatura è seguita una fase di schedatura analitica di tutto il materiale che ha prodotto 382 unità archivistiche, conservate in 68 faldoni.

In sede di riordino si è deciso di organizzare i documenti in otto serie ricavate dalle peculiarità dell'archivio e dallo studio della biografia del soggetto produttore e delle sue attività.

Classificazione, Unità

1 Documenti personali di Dagnino, 13

2 Corrispondenza, 218

3 Dagnino politico, 38

4 Dagnino uomo d'affari ed economista, 11

5 Dagnino intellettuale e pubblicista (originali), 41

6 Dagnino intellettuale e pubblicista (a stampa), 36

7 "In memoriam" scritti da Dagnino, 14

8 Riviste collezionate da Dagnino (senza suoi articoli), 11

Le unità sono quasi sempre ordinate, all'interno delle serie, per estremo cronologico di apertura senza però separare unità contenenti documentazione omogenea.

Fanno eccezione all'ordinamento cronologico la serie 2 ("Corrispondenza") per cui l'ordinamento è alfabetico (per mittente, anche se all'interno del fascicolo sono spesso conservate le minute o le copie delle risposte di Dagnino), la serie 5 ("Dagnino intellettuale e pubblicista - originali") e 6 ("Dagnino intellettuale e pubblicista - a stampa") in cui si è adottato un ordinamento alfabetico che tenesse conto anche del nome delle riviste e dei giornali in questione.

Tutte le lettere trovate sparse e prive di riferimenti sono state collocate nei fascicoli originali talvolta costituiti da Dagnino, senza ovviamente intaccare i numerosi esempi di fascicolazione coeva che spesso integrano documenti e carteggi; di queste corrispondenze si è dato conto nell'unità relativa provvedendo (è il caso per esempio dell'unità intitolata "Scissione di Palazzo Barberini (11 gennaio 1947). Corrispondenza successiva alla nascita del PSLI") a un'elencazione delle lettere contenute, come d'altronde fatto in ogni unità classificata nella serie "Corrispondenza".

LA DESCRIZIONE ARCHIVISTICA

La descrizione delle unità archivistiche è stata realizzata in maniera dettagliata desumendo dagli atti tutti gli elementi necessari.

La descrizione inventariale ha incontrato una tipologia fondamentale:

a) documentazione raccolta in fascicoli (carteggio)

Per queste unità sono stati indicati i seguenti elementi:

- titolo (se già presente nei fascicoli è stato segnalato, tra virgolette, nelle note);

- descrizione/contenuto;

- data cronica (nella forma abbreviata);

- definizione archivistica;

- classificazione;

- segnatura archivistica;

- eventuali note.

Costituiscono un'eccezione alla tipologia classica di fascicolo costruito intorno a un affare le 208 unità della corrispondenza, dove si è provveduto ad un'elencazione puntuale di tutte le lettere ricevute da Dagnino (delle minute o copie delle risposte conservate nel fascicolo) e le unità contenenti ritagli di articolo di Dagnino che sono state ordinati cronologicamente ed elencati.

Per quanto concerne la descrizione archivistica, si è fatto riferimento, nel presente lavoro:

- alle "Norme per la pubblicazione degli inventari" (circolare del Ministero dell'interno n. 39/1966, Direzione generale degli archivi di Stato, Ufficio studi e pubblicazioni);

- alle disposizioni impartite dalla Soprintendenza archivistica per la Lombardia;

- alle norme presenti nella "Guida operativa alla descrizione archivistica. La descrizione inventariale" a cura di Roberto Grassi, Paolo Pozzi, Maurizio Savoja, edita dalla Regione Lombardia nel 2001;

- alla più recente normativa internazionale sugli standard descrittivi, in particolare alle ISAD (G): General International Standard Archival Description e alle ISAAR (CPF): International Standard Archival Authority Record for Corporate Bodies, Persons and Families.

Compilatori
Gabriele Locatelli, Archivista

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