I musei curano

 

Dal 22 marzo 2021 sono cominciate le vaccinazioni anti Covid all’interno del MUMAC, il Museo delle macchine da caffè a Binasco, dove si possono svolgere più di 200 vaccinazioni al giorno. Il museo, fondato da Gruppo Cimbali per i suoi 100 anni di attività, ha offerto i suoi spazi alla Asst di Melegnano e della Martesana, e continuerà nei prossimi mesi a essere una delle sedi per la per la campagna vaccinale. Per prepararsi ad una visita al museo, un tour virtuale ce lo fa conoscere.

Anche il Museo Nazionale Scienza e Tecnologia di Milano, forte dell’esperienza fatta con vaccinazione antinfluenzale, è operativo dall’8 marzo, in accordo con l’Ospedale San Giuseppe e ATS Città Metropolitana. Sul sito del museo, Storie Digitali: risorse online, video, podcast, app, esperienze di Realtà Virtuale e Aumentata, installazioni interattive.

Sempre a Milano, il Memoriale della Shoah si candida per le somministrazioni. Dei 7.000 mila metri quadrati, 2.000 sono già pronti ad accogliere i vaccinandi: contro il Covid, e contro l’«indifferenza», come recita la scritta all’ingresso a quel Binario 21 nascosto sotto la Stazione centrale, da dove partivano i carri piombati verso i campi di concentramento. Il presidente della Fondazione Memoriale della Shoah, Roberto Jarach, sottolinea l’impegno per contrapporre all’«indifferenza» la solidarietà e il bene comune, mettendo a disposizione gli spazi di un luogo speciale, reso possibile da Comune, Regione e donatori privati.

Il Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, in collaborazione con la Città di Rivoli e l’Asl TO3, sta definendo un progetto-pilota che prevede di destinare alcuni spazi del museo a sede per le vaccinazioni. L’enorme galleria al terzo piano del Castello con i suoi 10.000 metri quadrati offre uno spazio ampio e sicuro anche per una sala d’attesa socialmente distanziata.

Ma non solo in Italia. Dall’11 marzo lo Science Museum di Londra si è aggiunto al network nazionale, offrendo i suoi imponenti spazi per servire come hub vaccinale la zona Nord Ovest della città. Sul sito del museo, illustrata da oggetti conservati nelle collezioni, troviamo una storia della vaccinazione, a partire da Lady Wortley Montagu, che appreso il metodo di inoculare vaccini a Costantinopoli, lo applicò con successo a Londra, vaccinando i suoi figli nel 1721 durante un’epidemia di vaiolo.

 

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Pubblicato: 26 marzo 2021 [Roberto Monelli]