Il punto di vista di Arno

Il 19 novembre si inaugurerà al Museo della Scienza e della Tecnologia “Leonardo da Vinci” di Milano la mostra Il punto di vista di Harno dedicata al fotografo e grafico olandese Arno Hammacher. La mostra promossa da Regione Lombardia e realizzata dal Museo della Scienza e della Tecnologia, presentando lo straordinario lavoro svolto in cinquanta anni di vita professionale da uno dei più interessanti personaggi del panorama della fotografia europea, intende valorizzare i materiali fotografici del Fondo Hammacher conservato dal 1992 da Regione Lombardia nella raccolta Archivi dell’Immagine.

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Nel dicembre del 1956, Arno Hammacher, fotografo e grafico quasi trentenne, formato all’IvKNO di Armsterdam (Istituto per l’educazione alle arti industriali), scuola diretta da Gerrit Rietveld in cui la didattica è segnata dalla tradizione del Bauhaus, si trasferisce a Milano. Ad attrarlo è soprattutto il clima culturale di quegli anni. La Milano del Miracolo Economico è città di grande e diffusa intelligenza. L’industria è in ripresa, dopo le distruzioni della guerra una nuova generazione di industriali manifesta aperture e propensione al progresso sconosciute fino a quel momento nella tradizione delle classi dirigenti italiane.

Emblemi di questa situazione sono da un lato l’istituzione del premio Compasso d’Oro, dall’altro, imponente simbolo visibile da tutta la città, il grattacielo Pirelli di Giò Ponti e Pierluigi Nervi. La parte più avanzata dell’industria ripensa sé stessa come soggetto produttore di un sistema etico ed estetico degli oggetti, quegli oggetti che, progettati da Munari, Zanuso, Nizzoli, Castiglioni, segneranno la grande stagione del design e dell’innovazione industriale italiana; una nuova cultura industriale che unisce la funzionalità tecnica e produttiva alla ricerca estetica.

1958, Milano. Cantiere del Grattacielo Pirelli. Montaggio del ponteggio a quota + 100.

1964, Milano, Lambrate. Industrie Innocenti. Fresatrice

1960, Milano. Manifesto pubblicitario dello studio Armando Testa per la Punt & Mes.

È in questo clima che Hammacher lavorerà attento alla forma e alla materialità degli oggetti. Le fotografie di Arno hanno quasi un approccio scientifico-analitico alle cose che rappresentano, in primo piano sono sempre le caratteristiche materiali dell’oggetto fotografato; Arno fotografa poco le persone, la loro presenza emerge appunto dal sistema degli oggetti, come il lavoro traspare dai segni dell’uomo sulla materia.

Molti dei lavori di Hammacher saranno legati a intelligenti committenze industriali che lasceranno libera circolazione al fotografo nei luoghi della produzione e che accetteranno di utilizzare senza alcun condizionamento le immagini che questo sceglierà di produrre; altri lavori, proseguendo un filone inaugurato in Olanda, subito dopo il diploma, con una straordinario reportage sui luoghi di Van Gogh, riguarderanno la natura e il paesaggio, un terzo importante filone infine riguarderà il lavoro di artisti, soprattutto scultori.

1968, Udine. Industria Solari Orologi. Componenti meccaniche dell'orologio Cifra 3

1967, Treviso, Chiesa di Santa Caterina dei Servi. "Donna al sole", scultura di Arturo Martini del 1932

Dal 1975 Hammacher inizierà una lunga collaborazione con l’Ufficio Cultura del Mondo Popolare della Regione Lombardia realizzando numerosi reportage sulla cultura materiale, sull’arte popolare, sul paesaggio agrario e sulla produzione agricola e artigianale.

Dal 1992 la Regione conserva nella raccolta Archivi dell’Immagine il fondo Hammacher costituito da circa 90.000 fotografie e da materiali documentari e bibliografici.

1977, Lomellina. Preparazione della risaia. Spianone meccanico.

1958, Milano. Ombra del Grattacielo Pirelli, in fase di costruzione, sulla Stazione Centrale.1967, Dintorni di Milano. Il viaggio, scultura di Fausto Melotti del 1961;

Per approfondimenti si veda il percorso tematico Arno Hammacher fotografo – progettista grafico.

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Pubblicato: 12 novembre 2008 [Enzo Minervini]