Borghi di Lombardia: Viggiù (VA)

 

 

Veduta panoramica del paese

Veduta panoramica del paese

Piccolo centro posto sul confine con la Svizzera, Viggiù è noto come “Comune degli artisti” per l’alto numero di scultori ai quali ha dato i natali o che in esso hanno imparato l’arte di lavorare la pietra.

Strada cittadina

Strada cittadina

Caratterizzato da un centro storico contenuto, segnato per lo più da cascine e case di ringhiera, in esso è ancora possibile imbattersi in corti nelle quali un tempo sorgevano i laboratori di scultura e di modellazione o, più semplicemente, botteghe di intagliatori e sbozzatori di pietre. Gessi, bozzetti, disegni e affreschi a soggetto eterogeneo sono dunque il patrimonio che spesso nel centro storico è celato e che si offrono alla vista dei turisti più curiosi.

Cortile

Cortile

Ricco dei segni lasciati da una tradizione secolare, il centro storico è caratterizzato dalla presenza di numerosi portali in pietra scolpiti, come nel caso del seicentesco Palazzo Marinoni, nel quale spiccano scene di caccia e numerosi animali. Non mancano significative architetture meritevoli di attenzione, come la Chiesa parrocchiale di Santo Stefano Protomartire di origine romanica e la neoclassica Villa Borromeo.

Cortile, particolare

Cortile, particolare

Nella prima, caratterizzata da sei colonne monolitiche e da altari scolpiti secondo la tradizionale tecnica locale, è possibile ammirare le vetrate di Aligi Sassu e tele ed affreschi del XVII secolo.

Orangerie di Villa Borromeo oggi Museo Artisti viggiutesi dell'Ottocento

Orangerie di Villa Borromeo oggi Museo Artisti viggiutesi dell’Ottocento

Nell’Orangerie di Villa Borromeo, invece, dal 2007 è presente il “Museo Artisti viggiutesi dell’Ottocento“, con opere di numerosi artisti che hanno lavorato al Duomo di Milano e in altre città europee. Accanto si trova il “Museo dei Picasass” (=picchia pietre), piccola realtà espositiva etno-antropologica dedicata alla lavorazione delle pietre locali.

Completano il polo museale di Viggiù il “Museo degli Artisti Viggiutesi del Novecento” e il “Museo Enrico Butti“, importante gipsoteca dello scultore viggiutese che per molti anni ha insegnato all’Accademia di Brera.

Orangerie di Villa Borromeo oggi Museo Artisti viggiutesi dell'Ottocento

Orangerie di Villa Borromeo oggi Museo Artisti viggiutesi dell’Ottocento

Poco distante dal centro abitato, lungo sentieri che conducono nei boschi, è possibile visitare alcune cave non più in uso, dove per decenni gli abitanti del luogo si procuravano le pietre da lavorare.

Notizie storiche

Scuderie di Villa Borromeo oggi Museo dei Picasass

Scuderie di Villa Borromeo oggi Museo dei Picasass

Attivo borgo della Valceresio, il comune di Viggiù ha un’origine controversa. Alcuni storici fanno risalire la sua fondazione a popolazioni orobiche di età protostorica, mentre altri legano il nome di Viggiù al latino “Vicus Juli” (=paese di Giulio), che alluderebbe a un centro fondato direttamente da Giulio Cesare. Malgrado le differenti interpretazioni storiografiche sulle origini del borgo, gli archeologi hanno rinvenuto testimonianze legate alla famiglia dei liberti Plinii, documentando in età romana collegamenti con la città di Como.

Particolare del monumento in pietra ai caduti della Prima Guerra Mondiale

Particolare del monumento in pietra ai caduti della Prima Guerra Mondiale

La posizione geografica e la possibilità di ricavare nelle sue vicinanze numerose varietà di pietre (es. pietre di Brenno, Clivio, Malnate, Saltrio, Viggiù e la più pregiata macchia vecchia di Arzo) contribuì in epoca medievale ad alimentare le lotte tra i ducati lombardi per il predominio di queste terre. Nei secoli successivi il borgo venne fortificato e testimonianze della primigenia costruzione erano ancora visibili nell’Ottocento. L’incastellamento fu infatti distrutto nel 1406, quando Viggiù era governata da Giacomo Buzzi.

Cava ipogea

Cava ipogea

Nella prima metà del XV secolo il luogo era ben noto ai patriziati europei, tanto che nel 1413 è documentata la permanenza dell’imperatore Sigismondo, figlio di Carlo IV proclamato Re dei Romani nel settembre del 1410. Successivamente Viggiù perse il suo valore strategico-economico e il suo nome si legò sempre più alle famiglie di scalpellini, scultori e architetti, tra i quali si distinse Martino Longhi il vecchio, divenuto architetto papale nella Roma del XVI secolo.

Cava ipogea

Cava ipogea

Nei decenni seguenti altri artisti di Viggiù resero grande il nome del borgo andando ad operare anche nell’America meridionale e nel Vermont (Stati Uniti). Per sottolineare il legame del territorio con la lavorazione della pietra, dal 1927 al 1953 Viggiù fu aggregato a Saltrio e Clivio dando origine al comune di “Viggiù e Uniti”. Oggi, a causa del mutamento dei processi estrattivi e di lavorazione delle pietre, Viggiù ha dovuto abbracciare nuovi modelli di sviluppo economico, non senza qualche contraddizione e difficoltà.

Il testo è tratto da BellaLombardia. L’app è disponibile per dispositivi con sistema operativo Android e iOS ed è scaricabile gratuitamente da Google play e App Store (momentaneamente non disponibilie).

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Pubblicato: 26 agosto 2019 [cm]

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