La collezione Riccardo Lampugnani al Museo Poldi Pezzoli

Nel 1996 Riccardo Lampugnani, direttore delle Acciaierie e Ferriere Lombarde Falck, dona le sue raccolte d’arte al Museo Poldi Pezzoli di Milano. Il nucleo collezionistico originario l’ingegner Lampugnani lo eredita dal bisnonno materno Giuseppe Gargantini. Nella Milano di metà Ottocento Gargantini è allievo dilettante oltre che amico di Hayez che lo ritrae in due disegni compresi nel legato testamentario Lampugnani.

Al nucleo più antico delle raccolte appartengono anche due autoritratti di Hayez tra i quali l’Autoritratto in un gruppo di amici identificati nei pittori Migliara, Palagi, Molteni e nel letterato Tommaso Grossi e che, secondo questa interpretazione, costituirebbe a tutti gli effetti “uno dei dipinti manifesto della Milano Romantica”.

Francesco Hayez - Ritratto di Giuseppe Gargantini (?) Francesco Hayez, Autoritratto di Francesco Hayez in un gruppo di amici

Ancora proviene dalla raccolta Gargantini La Carità, un acquerello su pergamena di grande raffinatezza miniaturistica del bolognese Mauro Gandolfi.

Gandolfi Mauro - Carità

A partire dagli anni ’50, Lampugnani segue una linea collezionistica di continuità, rispetto alla eredità familiare, ma anche tutta personale e pionieristica rispetto ai tempi, non condizionata dai contemporanei orientamenti del collezionismo milanese. Amplia infatti il presistente nucleo neoclassico e ottocentesco acquistando, tra gli altri, alcuni disegni di Gaetano Gandolfi, padre e maestro di Mauro; alcuni disegni del fiorentino Luigi Sabatelli – insegnante di pittura a Brera dal 1808 – tra i quali una testa d’uomo, sicuramente ascrivibile alla sua cerchia, che si rifà all’Adamo di Michelangelo della Cappella Sistina. Infine due studi preparatori per la figura di Giove dell’Apoteosi di Psiche del ciclo di affreschi realizzato nel 1791 da Andrea Appiani nella Rotonda della Villa Reale di Monza, in occasione del ventennale di nozze degli Arciduchi d’Asburgo.

Appiani Andrea - Testa di GioveSabatelli Luigi (cerchia) - Testa d'uomo

Nella raccolta Lampugnani sono presenti inoltre circa duecento progetti scenografici realizzati, tra il XVII e il XIX secolo, per rappresentazioni e allestimenti nei teatri più importanti d’Italia, dai maggiori architetti e scenografi quali Filippo Juvarra, Luigi Vanvitelli; i bolognesi Galli Bibiena che collaborano con la maggior parte dei teatri europei; i fratelli piemontesi Galliari che, nel 1778, realizzano le scenografie per l’inaugurazione della Scala.

Catalogo dei disegni e dei dipinti conservati presso il Museo Poldi Pezzoli di Milano.

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Pubblicato: 7 maggio 2009 [Rita Gigante]

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