Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori, Milano (MI)

Tipologia: archivio, biblioteca
Indirizzo: Via Riccione 8 - Milano (MI)
Ente proprietario: Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori
Sito web

Nata per volontà degli eredi di Arnoldo e Alberto Mondadori per conservare, valorizzare e mettere a disposizione del pubblico le storie personali e professionali dei due editori e delle case editrici da loro fondate (Mondadori e Saggiatore), la Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori opera attivamente per la conservazione e la valorizzazione della memoria del lavoro editoriale. Negli anni Novanta è diventata un centro studi e ricerche sulla cultura editoriale nel nostro paese, sperimentando nuove proposte di valorizzazione del patrimonio conservato e raggiungendo utenti differenti (studiosi, professionisti, docenti, bibliotecari, bambini e famiglie). A queste attività si accompagnano il continuo incremento dei fondi, la crescita della rete di rapporti costruita negli anni con il mondo editoriale, il costante tentativo di elaborare un'efficace esperienza di collaborazione tra pubblico e privato, la trasmissione dei valori della mediazione editoriale ai futuri operatori del settore.


Profilo storico

1977-1991

Nel 1977 Mimma Mondadori e Maria Laura Boselli progettarono di dare vita a una Fondazione dedicata, insieme, ad Arnoldo e Alberto. Trascorsero mesi di lunghe trattative, e soltanto nel luglio 1977, volutamente il giorno 14, si giunse alla costituzione della Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori.
Soci fondatori furono Andreina Monicelli, che designò Leonardo Mondadori a sostituirla, e poi i figli, Mimma, Giorgio, Cristina, e, in rappresentanza di Alberto, i figli di quest'ultimo, Marco, Fabrizio e Nicoletta. Nel 1979, anno del riconoscimento da parte della presidenza della Repubblica, il Consiglio di amministrazione nominava consiglieri Maria Laura Boselli, Franco Cingano, Mario Formenton e Giovanni Spadolini; segretario, Emilio Cimadori.
Lo statuto indicava tra gli scopi "la promozione degli studi filologici letterari e saggistici da attuarsi fra l'altro attraverso l'erogazione di borse di studio, l'organizzazione di seminari e ricerche, la pubblicazione di edizioni critiche di opere letterarie e di ogni altra iniziativa similare".
Parallelamente, la Fondazione per "onorare la memoria di Arnoldo e di Alberto Mondadori" avviava un secondo filone di attività.
Da un lato, infatti, era già iniziato il lungo e complesso lavoro di catalogazione e inventariazione delle fonti documentarie, passaggio indispensabile verso ogni attività di valorizzazione e di ricerca. Questo aveva significato in primo luogo la ricostruzione del catalogo storico della Mondadori, a partire dalla Biblioteca degli intangibili e grazie al fortunato ritrovamento dei "quaderni neri", a Verona, dove erano indicati titoli e tirature della produzione mondadoriana. (Il lavoro fu affidato a Patrizia Moggi Rebulla e Mauro Zerbini, che vi si dedicarono per oltre cinque anni fino alla pubblicazione dei cinque volumi, con prefazione di Giovanni Spadolini, presentati nel 1986 al capo dello Stato Francesco Cossiga).
Dall'altro la Cooperativa archivistica e bibliotecaria per il riordino delle fonti documentarie per la storia della società lombarda aveva ricevuto il compito di ordinare, ricondizionare e inventariare, dapprima i carteggi di Arnoldo con i propri autori, poi quelli di Alberto, donati alla Fondazione dal Saggiatore per volontà di Maria Laura Boselli.
I fondi, che la Soprintendenza archivistica per la Lombardia dichiarò immediatamente di notevole interesse storico, sarebbero stati in seguito aperti alla consultazione degli studiosi e sono ora interrogabili sul sito.
Nel contempo, la Fondazione inaugurava una stagione di grandi convegni – dedicati in certo modo alla memoria di Arnoldo e Alberto – con i quali si proponeva di indagare sulle recenti vicende della storia editoriale in Italia, raccogliendo testimonianze e interventi di personaggi di primo piano. Nel 1981, il convegno inaugurale "Editoria e cultura a Milano tra le due guerre" affrontava forse per la prima volta i complessi rapporti tra intellettuali, imprenditori e regime, dando voce a protagonisti e insigni studiosi. Pochi anni più tardi, si sarebbero tenuti i convegni dedicati all'editoria di progetto negli anni Sessanta: "Gli anni '60: intellettuali e editoria" e, a testimonianza dell'interesse della Fondazione per i temi della cultura editoriale, non solo del passato, ma anche del presente e del futuro, "Editoria e comunicazione totale. L'editore e l'utente nella società elettronica".
La Fondazione si trovò dunque impegnata in un'attività rivolta a tutto campo, da un lato, verso la tutela della memoria del lavoro editoriale, dall'altro verso lo studio e l'analisi delle sue trasformazioni: due precise linee di intervento che avrebbero orientato l'attività degli anni a venire, consentendo all'istituzione di ritagliarsi una precisa identità nel panorama culturale italiano come centro studi per la storia e la cultura editoriale, impegnata nella conservazione, nella ricerca e nella formazione.

1992-2000

Dopo la scomparsa di Mimma, avvenuta nel 1991, l'attività della Fondazione non perse il suo slancio: anzi, sotto la guida di Cristina Mondadori, presidente, e di Luca Formenton, vicepresidente, e con la costante presenza di Leonardo Mondadori, affrontò con nuovo impulso e rinnovato impegno i problemi originati dalle sempre più profonde trasformazioni del settore editoriale, caratterizzato ora da una frenetica dinamica di fusioni e acquisizioni che avrebbero ridisegnato la mappa dell'editoria, non senza ripercussioni sulla conservazione della memoria del lavoro editoriale, esposta più che in passato al rischio della dispersione.
Proprio durante l'ultimo scorcio degli anni Novanta iniziava a maturare la convinzione che, alla tradizionale e consolidata azione di recupero e valorizzazione degli archivi e delle biblioteche editoriali (nel caso sia del patrimonio storico della Mondadori e del Gruppo Saggiatore, sia di altri fondi riguardo ai quali era stato richiesto l'intervento della Fondazione), dovesse affiancarsi la formazione, mettendo così a frutto i legami che nel frattempo erano stati stabiliti con i più autorevoli enti locali e nazionali.
Alcuni passaggi di questa progressiva istituzionalizzazione della Fondazione meritano di essere ricordati: nel 2002 si è pervenuti alla stipula di una convenzione con l'Università degli Studi di Milano, che ha permesso tra l'altro la progettazione e l'avvio del master in redattore di editoria libraria.

Gli ultimi anni hanno visto sia il perfezionamento di convenzioni con la Mondadori e con il Saggiatore – che consolidano i rapporti di scambio avviati agli esordi della Fondazione – sia l'ingresso della Regione Lombardia nel Consiglio di amministrazione quale socio benemerito. La Fondazione è inoltre inserita da tempo nella tabella triennale del Ministero per i beni e le attività culturali per il finanziamento su progetti specifici e ha ricevuto dalla Fondazione Cariplo, sin dal trasferimento nella nuova sede, avvenuto nel 2000, un sostanziale e costante contributo, dapprima per la ristrutturazione dello stabile, in seguito per i progetti di riordino, inventariazione e valorizzazione del fondo dell'agente letterario Erich Linder, per il censimento degli archivi e delle biblioteche degli editori del Nord Italia e infine per un progetto ideato in occasione del 25° anniversario e destinato a trasformare la Fondazione in una vera e propria "impresa per la cultura editoriale".
Alla base di questi rapporti di collaborazione si pone la convinzione che in nome della sussidiarietà l'ente privato possa svolgere sul territorio un ruolo culturale di primo piano, sia attraverso la conservazione della memoria storica, sia mediante la valorizzazione, che rende profondamente attuale il bene culturale e consente alla comunità locale di fruirne, con l'ambizione di trasformarlo in bene condiviso in ambito nazionale e internazionale. Tutto ciò non sarebbe stato possibile senza la volontà, da parte della Fondazione, di mettere le proprie competenze a disposizione di tutti i soggetti intenzionati a condividerne le finalità di conservazione, di valorizzazione e diffusione della cultura editoriale, e senza l'appoggio degli enti sopra ricordati nel sostenere concretamente i progetti via via proposti, attivando un dialogo e una reciprocità di intenti che hanno consentito alla Fondazione di porsi al centro di una rete di legami tra i diversi soggetti istituzionali, foriera di ulteriori sviluppi e di risultati tangibili sempre più rilevanti.
Un impegno, insomma, che la Fondazione ha potuto perseguire in totale autonomia grazie anche al saldo, costante appoggio del suo presidente e dei soci benemeriti


Patrimonio

Archivio

I fondi archivistici conservati presso la Fondazione hanno uno sviluppo pari a 560 metri lineari con documentazione che copre l'arco cronologico 1844-2005.

Il nucleo principale è costituito dagli archivi storici della Arnoldo Mondadori Editore (AME) e del Saggiatore nelle loro diverse articolazioni, archivi che vengono continuamente incrementati dalla periodica acquisizione di materiale documentario sulla base delle convenzioni stipulate con entrambe le case editrici.
A questi materiali si sono aggiunti nel tempo importanti versamenti di fondi prodotti da dirigenti, intellettuali, autori, traduttori, illustratori che hanno collaborato o avuto comunque parte attiva nella storia delle due case editrici, nonché di fondi personali provenienti dalla famiglia Mondadori.
Oltre a questi, grazie al ruolo di archivio di concentrazione nel settore editoriale riconosciuto alla Fondazione, sono qui pervenuti archivi di imprese editoriali, di autori e personalità dell'editoria e della cultura. I fondi non ancora riordinati mantengono la denominazione originale fino al momento in cui vengono realizzati interventi di riordino e inventariazione.

La maggior parte dei fondi conservati presso la Fondazione è stata dichiarata di notevole interesse storico dalla Soprintendenza archivistica per la Lombardia.
Gli interventi di riordino e inventariazione sono stati attuati con la supervisione della Soprintendenza, che ha fornito indicazioni metodologiche e approvato gli strumenti di corredo. I lavori di inventariazione effettuati negli ultimi anni, alcuni dei quali realizzati con il contributo della Fondazione Cariplo, hanno permesso di aumentare la disponibilità di banche dati inventariali, realizzate con gli applicativi messi a disposizione dalla Regione Lombardia (Sesamo, AIM).

I FONDI
•Arnoldo Mondadori Editore
1906-2001, bb. 2.300
•Famiglia Mondadori
1913-2003, bb. 196
•Il Saggiatore e altre società del Gruppo il Saggiatore
1934-2002, bb. 368
•Agenzia letteraria internazionale
1930-1998, bb. 591
•Bruno Angoletta
1922 - [1926], disegni 118
•Bemporad
1871-1962, bb. 9
•Giuseppe Bottai
1903-1992, bb. 72, sezione fotografica
•Enzo Ferrieri
1901-2003, 40 ml
•Francesco Flora
1919-1968, bb. 14
•Marco Forti
1950-1999, bb. 13
•Erich Linder
1942-1984, bb. 1898
•Gianna Manzini
1928-1974, bb. 34
•Lavinia Mazzucchetti
1844-1965, bb. 58, sezione fotografica
•Collezione Alessandro Minardi
1928-1999, bb. 5, tavole 1.757
•Giorgio Pinotti
2005, fasc. 1
•Ervino Pocar
1920-1981, bb. 23, scatole 3
•Domenico Porzio
1921-1990, bb. 30
•Rosa e Ballo Editori
1939-1964, bb. 24
•Giovanni Testori
1956-1992, bb. 34
•Legatoria Torriani e C. Spa
1891-2005, bb. 470, registri 334
•Collezione Marco Tropea
tavole 31
•Sezione materiali fotografici e audiovisivi
1895-1990, 2.000 positivi in b/n e a colori, 3.200 negativi di vario formato

Biblioteca

Nella primavera 1980, l' Arnoldo Mondadori Editore delibera che sia donata alla Fondazione la cosiddetta Biblioteca degli intangibili, ovvero la collezione di tutte le opere pubblicate dalla casa editrice in prima edizione, conservate personalmente da Arnoldo Mondadori, con l'esclusione dei "Gialli" (considerati dall'editore pubblicazioni periodiche) e della produzione scolastica. Si tratta di volumi pubblicati a partire dal 1907 (circa 30.000 pezzi), a incremento dei quali si stabiliva con atto del luglio 1980 la consegna alla Fondazione di due copie di ogni pubblicazione edita dalla Mondadori, senza limiti di tempo.

Veniva insomma a istituirsi tra la Fondazione e la casa editrice una sorta di diritto di stampa, che a partire da quell'anno ha permesso di incrementare costantemente la biblioteca storica. La collezione degli Intangibili, seppure di grande rilievo, non esauriva la totalità del catalogo, e per questo motivo si è contestualmente deciso di integrare la biblioteca storica con tutte le opere reperibili nelle sedi aziendali: operazione che, quando fruttuosa, ha consentito di colmare diverse lacune.

Nell'autunno 1980, un'operazione speculare viene condotta con il Saggiatore, del quale si acquisisce l'intera biblioteca storica dal 1958 (800 volumi circa), regolando i successivi incrementi con le stesse modalità statuite con la Mondadori. Si conferma per questa via l'obiettivo di testimoniare anche attraverso l'"archivio del prodotto", il ruolo di primissimo piano svolto nella mediazione editoriale dai due editori ai quali la Fondazione è intitolata.

L'"archivio del prodotto" di una casa editrice è infatti rappresentato dal catalogo storico, ovvero dalla raccolta di almeno una copia delle prime edizioni di tutte le opere pubblicate. In questo senso, archivio e biblioteca storica della Mondadori sono complementari poiché costituiscono momenti diversi della filiera del libro. Peraltro, la ricostruzione del percorso che dall'ideazione di un'opera conduce al prodotto finito, attraverso la conservazione e valorizzazione di tutti i passaggi intermedi, costituisce uno degli obiettivi fondanti la missione culturale della Fondazione. Allo stato attuale delle conoscenze, si può affermare che il fondo mondadoriano rappresenti la collezione più completa al mondo di prime edizioni della casa editrice, e il continuo accrescimento è garanzia di copertura integrale di quanto sarà pubblicato in futuro.

Nel corso degli anni i depositi della Fondazione, ubicati dapprima a Segrate (Milano), poi a Milano Lambrate presso gli uffici Elemond e infine nell'attuale sede, hanno accolto anche altri fondi bibliografici di diversa provenienza: oltre alla biblioteca personale di Arnoldo Mondadori e di altri membri della famiglia (Mimma, Leonardo, Giorgio), sono pervenuti alla Fondazione in dono o in deposito collezioni appartenute a dirigenti e funzionari editoriali (De Maria, Forti, Luraghi, Tedeschi/Tropea), biblioteche storiche del Gruppo il Saggiatore (Marco Tropea, Pratiche, EST, NET), oltre ad altri fondi depositati da enti o privati (tra cui la raccolta delle opere di Giovanni Testori e la biblioteca di consultazione dell' Agenzia letteraria internazionale) o acquisiti dalla Fondazione per impedirne la dispersione (è il caso del minuscolo fondo Francesco Flora, acquistato insieme al più consistente archivio).
È stata inoltre costituita, con l'ausilio di donazioni e scambi con il Centro di documentazione della Mondadori e nel rispetto dei compiti assegnati alle due istituzioni (conservazione, nel caso della Fondazione; consultazione, per il Centro di documentazione) una piccola emeroteca che, in particolare per alcuni periodici o collane ("Bolero", i "Gialli", gli "Albi di Disney", "Urania"), possiede collezioni non sempre complete ma di una certa rarità.

Anche l'attività di consulenza per la costituzione di biblioteche storiche all'interno e all'esterno del Gruppo Mondadori ha condotto alla stipulazione di accordi per il trasferimento delle sezioni storiche di alcune biblioteche presso i depositi della Fondazione: è il caso della biblioteca storica Electa che, dopo essere stata catalogata su supporto informatico e pubblicata on line, è ora aperta alla consultazione in sede, mentre sono già in corso altri progetti consimili (Sperling & Kupfer e Frassinelli).
Quale indispensabile supporto all'attività di ricerca e formazione interna e di servizio offerto all'esterno (agli studiosi, ai partecipanti ai master, ai funzionari editoriali, agli stagisti), si è ritenuto di dover avviare un progetto per la costituzione di una biblioteca specializzata, dotandola di un'emeroteca corrente delle principali testate di settore, strumento di aggiornamento continuo sulle vicende del mondo editoriale. Mentre procede la raccolta di monografie e l'incremento dei periodici, le linee guida sono oggetto di un confronto tra diverse professionalità del mondo dell'editoria e della ricerca per definire scelte di acquisizione e conservazione, struttura delle sezioni, copertura degli ambiti tematici.

I FONDI

Gruppo Mondadori
•Biblioteca storica Arnoldo Mondadori Editore
1912-, 40.000 volumi ca.
•Biblioteca storica Electa
1946-, 5600 volumi ca. (Catalogo on line)
•Biblioteca storica Sperling&Kupfer
1899-, 6000 volumi ca.
•Biblioteca storica Frassinelli
1931-, 1000 volumi ca.

Fondi aggregati alla biblioteca storica Mondadori
•Volumi in lingua straniera
XX secolo, 2000 volumi
•Luciano De Maria
1938-1992, 84 volumi
•Francesco Flora
1926-1966, 38 volumi
•Marco Forti
1943-1989, 323 volumi, 37 testate (253 fascicoli)

Famiglia Mondadori
•Arnoldo Mondadori
1771-1984, 924 volumi
•Mimma Mondadori
1891-1996, 1075 volumi, 20 testate (77 fascicoli)
•Leonardo Mondadori
1980-2001, 940 volumi
•Giorgio Mondadori
1954-1988, 143 volumi

Gruppo Saggiatore
•Biblioteca storica il Saggiatore
1958-, 2251 volumi ca.
•Biblioteca storica Marco Tropea
1996-, 383 volumi
•Biblioteca storica Pratiche editrice
1979-2004, 316 volumi
•Biblioteca storica Est
1996-2001, 208 volumi
•Biblioteca storica Net
2002-, 296 volumi
•Biblioteca storica ISBN
2004-, 40 volumi

Altri fondi
•Biblioteca storica Rosa e Ballo
1944-1950, 95 volumi
•Alberto Tedeschi/Marco Tropea
1932-2004, 4175 volumi
•Giovanni Testori
1943-2002, 274 volumi
•Giuseppe Bottai
1911-1952, 18 volumi
•Agenzia letteraria internazionale (Ali)
1936-1997, 1997 volumi

Biblioteca specializzata e fondi di supporto
•Biblioteca specializzata
XX-XXI secolo, 1400 volumi
•Giuseppe Luraghi
1941-2000, 39 volumi
•«Classici del ridere»
1922-1935, 66 volumi
.
Collegamenti
• Archivi storici ◦Archivi storici - Soggetti conservatori (Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori)
◦Complessi archivistici (32 descrizioni disponibili)

•Fotografie (Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori, 1.982 schede)

[Autore scheda: Gianluca Perondi]


Sede

Acquistata e ristrutturata grazie al contributo dei Soci Benemeriti e della Fondazione Cariplo, la sede della Fondazione, in precedenza stabilimento della società Letraset, è situata a Milano, in zona Villapizzone/Bovisa. La ristrutturazione, terminata nel 2000, è opera dell'architetto Federica Zanuso.
La sede è articolata in quattro aree:

Area per la conservazione

Comprende l'archivio, la biblioteca e l'emeroteca.
L'archivio è costituito da oltre 170 mq divisi in due depositi al secondo piano attrezzati con armadi scorrevoli per una capienza complessiva di 920 metri lineari di ripiani.

I depositi della biblioteca sono collocati al piano seminterrato e al terzo piano (complessivamente 460 mq) e sono attrezzati con armadi scorrevoli per uno sviluppo di 1600 metri lineari.

Tutte le aree sopra descritte rispettano le norme previste dalla Soprintendenza archivistica in merito alla climatizzazione e illuminazione dei locali; si avvalgono di scaffalature metalliche Lips-Vago e sono protette da impianti antincendio certificati con sistema di spegnimento automatico con fluido PF23 e da sistemi antintrusione.

Area per la consultazione

È costituita da una sala di studio di 60 mq al primo piano con 9 posti a sedere riservati agli studiosi e una postazione informatica. È inoltre presente una biblioteca specializzata con circa 1300 volumi a scaffale aperto.

Area per la comunicazione e la formazione

Per le sue attività più strettamente legate alla valorizzazione e alla promozione della cultura editoriale, la Fondazione mette a disposizione del pubblico due sale.
La sala seminari e convegni, che occupa 90 mq al piano terreno con oltre 70 posti a sedere, può ospitare lezioni, convegni, corsi di formazione, seminari e mostre; è dotata inoltre di personal computer, connessione ADSL, videoproiettore, lavagna luminosa, videoregistratore, impianto hi-fi e una lavagna.
L'aula informatica, che occupa 40 mq al primo piano con oltre 20 posti a sedere, è dotata di 13 postazioni informatiche in rete locale e connessione ADSL con disponibilità di Microsoft Office e di alcuni software per l'elaborazione grafica delle immagini (Adobe Photoshop e Illustrator) e l'impaginazione (Quark XPress). La sala è attrezzata con prese elettriche per collegare i computer portatili degli utenti. Sono inoltre presenti una stampante, un videoproiettore e una lavagna.

Area direzione, uffici, lavorazione materiali

È costituita da spazi collocati al piano terreno e al primo piano. Sono presenti 15 postazioni di lavoro collegate in rete e una sala riunioni.
Questi spazi sono dotati di stampanti, fotocopiatrici e scanner di medio e grande formato.
.
Collegamenti
• Archivi storici ◦Archivi storici - Soggetti conservatori (Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori)
◦Complessi archivistici (32 descrizioni disponibili)

•Fotografie (Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori, 1.982 schede)

[Autore scheda: Gianluca Perondi]


Bibliografia

Bibliografia
•Un'impresa per la cultura editoriale, Milano, Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori, 2005, http://www.fondazionemondadori.it/cms/culturaeditoriale/58/unimpresa-per-la-cultura-editoriale


Collegamenti

Collegamenti
• Archivi storici ◦Archivi storici - Soggetti conservatori (Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori)
◦Complessi archivistici (32 descrizioni disponibili)

Fotografie (Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori, 1.982 schede)

[Autore scheda: Gianluca Perondi]


Galleria


Ultimo aggiornamento: 22 dicembre 2015 [Claudia Corvi]

Elenco dei Luoghi della Cultura