Sei in: HomeLuoghi della Cultura

Musei Civici - Galleria Comunale d'Arte, Lecco (LC)

Tipologia: museo
Indirizzo: Via Don Guanella, 1 - Lecco (LC)
Ente proprietario: Comune di Lecco
Sito web

La Galleria raccoglie ed espone al pubblico diversi fondi donati al Museo Civico di Lecco negli anni Trenta e Quaranta del Novecento. Il percorso è strutturato per periodi cronologici e per ambiti tematici, divisi per generi diviso per generi, dall'arte sacra, alla natura morta, al paesaggio, al ritratto, all'arte contemporanea.

Nel 2012, in un'ottica di razionalizzazione dell'allestimento, la collezione di arte contemporanea è stata trasferita nella nuova sede del Palazzo delle Paure e si è pertanto reso necessario procedere a una nuova articolazione degli spazi della Galleria.
Il nuovo allestimento permette, dunque, di seguire più organicamente l'evoluzione dell'arte nel territorio lecchese tra il XVIII e il XX secolo, fino agli anni Trenta e, nel contempo, di valorizzare le opere recentemente giunte al Museo attraverso importanti donazioni.

Profilo storico

Il primo nucleo delle raccolte della Galleria d'Arte si formò nella prima metà del Novecento con l'acquisizione di fondi privati, tra i quali la collezione di stampe e incisioni Confalonieri, il legato Carlo Todeschini,  ricco di oltre 80 dipinti del XVII e XVIII secolo, e il legato Fagioli Cornelio composto da più di 500 stampe, numerosi dipinti ed un grande numero di mobili e arredi.

Nel 1942 fu aperta al pubblico la Pinacoteca, allestita a Palazzo Belgiojoso con un'organica sistemazione che si articolava in tre settori: dipinti del XVII e del XVIII secolo, la donazione Fagioli Cornelio completa di mobili e arredi e una selezione dedicata al paesaggio lecchese. Questo allestimento durò pochissimo. Nel 1951 molte opere furono assegnate a vari uffici comunali e quanto restava fu ammassato nei depositi. Un lungo lavoro di inventariazione e di restauro avviato all'inizio degli anni Ottanta del secolo scorso ha portato alla sistematizzazione delle collezioni e alla selezione delle opere da esporre nella Galleria, che venne inaugurata nel 1983.

Negli anni Novanta e Duemila i fondi sono stati incrementati da nuove acquisizioni e donazioni per lo più di arte contemporanea, sia di artisti del territorio, sia di rilevanza internazionale: Giò Pomodoro, Scanavino, Baruchello, Castellani, Baj, Sangregorio.

La collezione di stampe e incisioni è costituita da un'importante raccolta dedicata all'iconografia manzoniana e alla rappresentazione dei Promessi Sposi nel XIX secolo, cui si aggiungono nuclei con temi religiosi e storici, in particolare risorgimentale. Di notevole pregio due serie dei Fasti di Napoleone di Andrea Appiani.

Patrimonio

Tra le opere di maggior rilievo si segnalano: il Ritratto di Lucia Stoppani di Giovanni Battista Todeschini, pervenuto ai Musei grazie alla donazione delle Gallerie Commerciali Bennet, Centro Meridiana di Lecco, La mia Famiglia di Orlando Sora, donata dalla figlia dell'artista, il nucleo di dipinti dei paesaggisti lecchesi Carlo e Luigi Pizzi, ceduto da un discendente della famiglia, Angelo Pizzi, e il calco in gesso del Marsia scorticato di Giuseppe Mazzoleni, offerto da Giuseppe Kramer Badoni.
Grande spazio è riservato al paesaggio dell'Ottocento, attraverso interessanti dipinti che propongono immagini lecchesi di Massimo Taparelli d'Azeglio, genero di Alessandro Manzoni, Carlo Pizzi e Giovan Battista Todeschini.
Il paesaggio lecchese del Novecento è invece rappresentato dalle opere premiate alla IV Quinquennale di Lecco: Donato Frisia, Raffaele De Grada, Ugo Bernasconi, Angelo Del Bon, Cesare Breviglieri, Umberto Lilloni, Orlando Sora e da La forgiatura di Arturo Colombo.
E’ esposta anche una collezione di pizzi dell'800 e dei primi del '900 donata dai club di servizioc ittadini Inner Wheel e Soroptimist.

I depositi della Galleria d'Arte conservano l'altra metà circa dei beni che compongono le raccolte. Essi comprendono un'importante collezione di stampe, incisioni e acqueforti risalenti al XVIII- XIX secolo con soggetti di vario genere: paesaggio lecchese, soggetti manzoniani, mitologici e sacri, una preziosa serie di incisioni riproducenti I Fasti di Napoleone di Andrea Appiani, numerose vedute di Venezia di Luca Carlevarijs e la raccolta dell'intera opera grafica di Giansisito Gasparini, donata dall'autore nel 2012.

Il restante patrimonio, conservato nei depositi, è costituito da dipinti, per lo più oli su tela e alcune tempere provenienti da lasciti privati risalenti al XVII e XIX secolo, realizzati in ambito locale e lombardo (milanese, bergamasco, bresciano), tra i quali meritano segnalazione i dipinti raffiguranti il paesaggio lecchese e l'iconografia manzoniana.

Per quanto concerne la fotografia, al corpus inziale pervenuto al museo dalle origini agli anni Trenta del Novecento, riguardante il paesaggio lecchese, si sono aggiunte numerose donazioni dagli anni Novanta ad oggi, quali il fondo Giuseppe Pessina - fotoreporter italiano durante la Prima Guerra Mondiale- comprendente numerose lastre in vetro e stampe fotografiche, relative alla guerra, al territorio lecchese e alle più importanti gare ciclistiche e automobilistiche dai primi del Novecento agli anni Trenta. Si segnalano, inoltre, la donazione del fondo dell'ex Azienda Autonoma Soggiorno e Turismo di Lecco, per lo più lastre in vetro che riprendono il nostro territorio, e quella dell' E.L.M.A (Ente Lecchese Manifestazioni ) che ha regalato tutto il suo archivio, comprendente numerosi album fotografici sui cortei manzoniani e le iniziative organizzate a Lecco dall'ente

Sede

Il complesso di Villa Manzoni, che ospita al piano nobile la Galleria Comunale d'Arte, risale ai primi anni del Seicento, quando la famiglia Manzoni venne in possesso di un caseggiato nella località del Caleotto, attuale quartiere lecchese, e lo trasformò in palazzo signorile. Il fronte posteriore della villa si affaccia sul giardino.

Il complesso è stato oggetto di numerose trasformazioni nella seconda metà del Settecento, dal 1773 al 1779, secondo la volontà di Pietro Manzoni, padre dello scrittore Alessandro Manzoni. Lo stile neoclassico della struttura è ancora leggibile sulla facciata principale, nel cortile porticato, a pianta quadrata, e nell'elegante scalone che conduce al piano nobile. Anche la costruzione della chiesa, intitolata all'Assunta, risale a quegli anni e risulta terminata nel 1777.

Il complesso divenne proprietà del Comune di Lecco nel 1962.
Oggi Villa Manzoni ha perso parte della scenografica ambientazione che l'aveva contraddistinta in passato, a causa della la significativa riduzione del parco retrostante e del riassetto viario cittadino.

Rita Gigante - Cura redazionale e revisione testi per il web

Bibliografia

Ginevra, Menani De Veszelka; Rita, Gigante; Giovanna Virgilio, Schede SIRBeC/LDC-COLL-VAL 2011-2014

Collegamenti

Galleria

Ultimo aggiornamento: 24 maggio 2016 [cm]

Torna all'elenco dei Luoghi della Cultura